14 dicembre 2019
Aggiornato 01:30
Finisce il regime delle quote latte, ma per il M5S i problemi non sono finiti

Gallinella: «Sono in arrivo altre multe per gli allevatori»

Nell'ultimo anno di attuazione del regime delle quote latte, appena terminato, c'è il rischio concreto dell'arrivo di nuove multe - stimate attorno ai 40 milioni di euro - per il superamento da parte dell'Italia del proprio livello quantitativo di produzione assegnato dall'Unione Europea. Della questione abbiamo parlato con l'On. Filippo Gallinella, deputato del M5S.

ROMA - Nell'ultimo anno di attuazione del regime delle quote latte, appena terminato, c'è il rischio concreto dell'arrivo di nuove multe - stimate attorno ai 40 milioni di euro - per il superamento da parte dell'Italia del proprio livello quantitativo di produzione assegnato dall'Unione Europea. E' quanto emerge dal "Dossier sull'attuazione delle quote latte in Italia" presentato questa mattina in occasione della mobilitazione degli allevatori della Coldiretti per la fine del regime quote latte, a Roma, in Piazza del Foro di Traiano. Della questione abbiamo parlato con l'On. Filippo Gallinella, deputato del M5S.

Mi può spiegare le ragioni della mobilitazione di oggi in piazza del Foro di Traiano?
«Le ragioni stanno nel fatto che oggi finisce la stagione delle quote latte e da domani gli allevatori non saranno vincolati a produrre la quantità assegnata loro dall’UE. La «libertà» garantita dalla fine del regime, infatti, comporta sia vantaggi che svantaggi: si potrà produrre di più e quindi vendere di più, ma a quale prezzo? La legge della domanda e dell'offerta vale sempre. Per noi l'unica soluzione per affrontare la globalizzazione è la cooperazione, per questo abbiamo presentato una nostra risoluzione in commissione agricoltura che impegna il Governo nella promozione dell'interprofessione nel settore lattiero-caseario. Quello che mi dispiace è che oggi cade anche la scadenza per il pagamento dell'Imu agricola, e sarebbe stato bello vedere sia Agrinsieme che Coldiretti combattere fianco a fianco sia per questa nuova tassa sulla terra sia per una nuova strategia del mercato del latte da proporre ad un Governo che rimane immobile e non fa altro che pensare ad Expo, abbandonando gli agricoltori alle regole spietate del mercato.»

C’è il rischio concreto che gli allevatori italiani si vedano assegnare delle nuove multe?
«Le multe sono legate agli sforamenti della campagna lattiera. Le uniche multe probabili sono quindi relative alla campagna 2014-2015 che dalle stime fatte, avendo l'Italia superato la quota assegnata del 3,5% circa, di poco inferiore alle 11milioni di tonnellate, si attestano in circa 50 milioni di euro. Sicuramente è colpa del governo per non aver provveduto ad un controllo sulla produzione durante l'anno al fine di evitare tali multe, anche solo mandando un avviso.»

Gli allevatori sono in grado di pagarle o, come credono in molti anche relativamente alle cartelle esattoriali già pervenute, questi soldi non arriveranno mai nelle casse dello stato italiano?
«Penso che lei si riferisca ai recuperi richiesti dalla commissione dopo la sentenza della Corte di Giustizia Europea. Dai loro conti risulta un recupero da fare di 1.554 milioni di euro, 211 milioni sono stati classificati irrecuperabili e dei 1.343 milioni restanti una parte è al momento inesigibile perché in attesa di sentenza e quindi rimangono circa 832 milioni, attribuibili a circa 1500 allevatori (su 30mila in regola) per i quali sono pervenute le cartelle esattoriali.»

Voi del m5s siete favorevoli o contrari alla fine del regime delle quote latte?
«Ascoltando gli allevatori, posso dire di aver trovato quelli che si lamentavano per il contingentamento quando vi era il regime, e adesso sono gli stessi che hanno paura del mercato libero. Il problema non è quota si o no, ma l'aggregazione che in Italia non c'è stata e sulla quale adesso occorre lavorare, perché se sul prezzo finale del latte fresco ci sono pochi margini di manovra, margini maggiori ci sono sulla filiera della trasformazione e distribuzione organizzata dagli attori del comparto, in modo da avere un 'peso' anche nei confronti della GDO.»

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi per l'Italia derivanti dalla liberalizzazione del settore?
«Il limite dell'Italia, ripeto, è la poca aggregazione. Sicuramente i piccoli e soli si troveranno in maggiore difficoltà, ma allo stesso tempo ho la speranza che la 'crisi' li spinga ad aggregarsi, anche utilizzando gli strumenti previsti dai regolamenti comunitari. Come ho detto prima, se sul prezzo finale del latte fresco ci sono pochi margini di manovra, margini maggiori ci sono sulla filiera della trasformazione e distribuzione organizzata dagli attori del comparto ed è in questa direzione che va la nostra risoluzione sulla questione 'latte'.»