1 dicembre 2020
Aggiornato 00:30
Il rebus Grecia

La BCE avverte Atene. Tsipras: «Rilanceremo gli investimenti pubblici»

L'accesso ai finanziamenti comunitari continuerà solo a seguito di una «conclusione positiva dell'attuale programma di salvataggio e di un successivo accordo» con la Troika per estendere il sostegno finanziario. A dirlo è un portavoce dell'Eurotower a pochi giorni delle elezioni nel Paese che si terranno il 25 gennaio

ATENE – La Banca centrale europea avverte Atene: l'accesso ai finanziamenti comunitari continuerà solo a seguito di una «conclusione positiva dell'attuale programma di salvataggio e di un successivo accordo» con la Troika per estendere il sostegno finanziario. A dirlo è un portavoce dell'Eurotower, a pochi giorni delle elezioni nel Paese che si terranno il 25 gennaio. Il messaggio sembra essere indirizzato direttamente ad Alexis Tsipras, il leader del partito di sinistra Syriza dato come favorito nei sondaggi. Tsipras infatti non ha mai nascosto la sua volontà di rinegoziare il debito del suo Paese e di voler mettere fine alle politiche di austerity che a suo avviso stanno affossando la Grecia.

UE, RISPETTARE ACCORDI TROIKA - Gli istituti di credito ellenici quindi sono avvisati: potranno vantare a garanzia dei prestiti provenienti dalla Bce i titoli di stato di Atene solo se il governo greco rispetterà gli impegni sottoscritti con Ue e Fondo monetario internazionale (Fmi) nell'ambito del programma di risanamento economico del Paese. Da Francoforte infatti hanno spiegato che l'attuale deroga concessa sui titoli di Stato della Grecia, accettati come garanzie nonostante abbiano un rating «spazzatura» ben al di sotto della soglia minima accettabile da Francoforte, «sia basata sulla proroga tecnica del programma del fondo salva stati europeo (Efsf) fino alle fine di febbraio e l'esistenza del programma del Fondo monetario internazionale, nonché su una conclusione positiva delle negoziazioni in corso tra il governo greco e la Commissione Europea, in collaborazione con la Bce e il Fmi».

LE FINANZE GRECHE - Ad oggi il debito sovrano della Grecia (330 miliardi di euro, il 176% sul Pil) è valutato Caa1 per Moody's e B per Fitch e Standard & Poor’s: tutti rating inferiori all’investment grade dell'Eurotower. Se il governo greco attende ancora l'ultima tranche di aiuti comunitari, pari a 10 miliardi di euro, le sue banche a novembre hanno ricevuto dalla Bce ben 44,8 miliardi (+2,3% sul mese precedente). Nel caso però il Paese venisse scosso da una fase di instabilità politica, gli speculatori obbligherebbero le banche elleniche a dover cercare sul mercato molta più liquidità. Basti pensare che solo a dicembre, come ha fatto notare Vittorio da Rold sul Sole 24 ore, dai loro sportelli sono usciti 2,5 miliardi di euro.

IL RUOLO DEI FONDI DI INVESTIMENTO - In un raffronto con il recente passato però, le parole forti di Francoforte che sembrano voler mettere il giogo alla politica economica di Atene, potrebbero perdere di autorità. La «cicala» greca infatti venne salvata dalla bancarotta di fine 2009 con un primo finanziamento da 110 miliardi da parte della Commissione Ue, della Bce e del Fondo monetario internazionale. L'euro venne salvato, un'uscita di Atene dalla moneta unica avrebbe avuto conseguenze imprevedibili sulla tenuta dell’unione monetaria e anche i mercati ne giovarono. Nel febbraio 2010, ricorda sul Corriere Giuliana Ferraino, gli hedge fund speculavano sui Credit default swaps (Cds derivati per coprirsi da un default), che venivano utilizzati dai fondi di investimento per guadagnare sull’incapacità del governo di Atene di onorare i suoi debiti. Ma già a settembre 2011, i bond greci tornarono di gran moda tra i grandi investitori, che per ogni euro di valore nominale ne corrispondevano poco più di un terzo (36 centesimi) in attesa di un nuovo piano di aiuti che puntualmente venne ratificato a febbraio 2012 (per un valore di 130 miliardi).

TSIPRAS IN TESTA AI SONDAGGI - Oggi sono proprio stati i fondi a permettere ad Atene di racimolare uno dei 3 miliardi del pacchetto finanziario garantito alla Grecia nell’aprile del 2014, ma ora subiscono la discesa dei prezzi dei bond e delle azioni elleniche spinte dalla paura che Atene possa tornare alla Dracma. Una cosa però è certa: il 74% dei greci è intenzionato a rimanere nell'euro e Tsipras se vincerà la tornata elettorale non potrà che tenerne conto. Il suo partito è dato in testa dai sondaggi con il 28,5% delle preferenze contro il 25,3 di Nea Dimokratia. Seguono To Potami (Il Fiume) con il 5,8%, il Partito Comunista di Grecia con il 5,7%, il partito filo-nazista Chrysi Avgi (Alba Dorata) con il 5,4% e il Pasok (socialista) – che insieme a Nea Dimokratia, sostengono il governo di coalizione – con il 5,0%. Il nuovo partito, Movimento dei Socialisti Democratici, formato pochi giorni fa dall'ex premier Giorgos Papandreou, rimarrebbe fuori dal Parlamento con il 2,6% delle preferenze (altri lo danno al 6,1%).

IL PROGRAMMA DI SALONICCO - Il programma politico di Syriza, oltre al già citato obiettivo di rimodulare il debito greco (cancellandone la maggior parte del valore nominale), sulla carta promette spese per 11,382 miliardi di euro ed entrate pari a 12. E' stato presentato lo scorso ottobre con il nome di manifesto di Salonicco.

LE RICHIESTE DI SYRIZA - In sintesi si chiede alla Troika di inserire una «clausola di crescita» per il pagamento degli interessi sulla restante parte di debito, così che non si accumuli nuovo debito ma si utilizzino le risorse generate da una crescita del Pil. Inoltre si domanda all'Ue di escludere gli investimenti pubblici dai vincoli del Patto di stabilità e di crescita. Non solo: Syriza auspica un piano di investimenti pubblici finanziati dalla Banca europea per gli investimenti di keynesiana memoria. Dalla Bce invece il partito greco si aspetta che avvii il tanto discusso piano di quantitative easing, con acquisti diretti di obbligazioni sovrane.

DOVE RECUPERARE LE RISORSE - Da parte sua Tsipras promette di reperire le risorse necessarie recuperando in 7 anni 20 miliardi di euro grazie alla conciliazione sugli arretrati fiscali. Altri 11 miliardi sarebbero recuperati attingendo al Fondo di stabilità finanziaria ellenica destinato per il sistema bancario. Ulteriori 3 miliardi invece sarebbero garantiti da finanziamenti di progetti ponte sull'occupazione anche dalla Ue. Inoltre ha promesso battaglia contro gli evasori fiscali e il trasferimento di proprietà pubbliche a garanzia dei fondi di previdenza sociale per il ripristino delle pensioni.

LE MISURE INTERNE - Poi vengono le misure interne. Syriza vuole aumentare gli investimenti pubblici di almeno 4 miliardi di euro. Sono tre i miliardi invece stimati per creare 300mila posti di lavoro per assorbire i disoccupati di lunga durata, in particolare quelli con più di 55 anni, così come i giovani disoccupati. Servono altri 2 miliardi poi per abolire la tassa unica sulla casa che diventerebbe progressiva. Con un ulteriore miliardo e mezzo invece, si fisserebbe l'esenzione totale dal fisco per i redditi sotto i 12mila euro. Ma non è tutto. Tsipras ha promesso di fornire buoni pasto per 300.000 famiglie senza reddito con una spesa di 756 milioni, restituire la tredicesima della pensione, a 1.262.920 pensionati per una spesa totale di 543,06 milioni e garantire assistenza sanitaria gratuita per i disoccupati non assicurati per un esborso di 350 milioni. Altri 120 milioni dovrebbero essere spesi per far viaggiare gratis sui mezzi pubblici i disoccupati di lunga durata e chi vive sotto la soglia di povertà. Ma non solo: è prevista l'erogazione di elettricità gratuita per 300.000 famiglie attualmente sotto la soglia di povertà fino a 300 kWh al mese per famiglia; cioè, 3.600 kWh all'anno (59,4 milioni) e un piano di edilizia popolare con l'obiettivo di fornire 30.000 appartamenti sovvenzionando affitto a € 3 per m² (54 milioni).