23 ottobre 2018
Aggiornato 08:30
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Istanbul, migliaia di sostenitori di Erdogan in corteo

I dimostranti, molti dei quali inalberavano torce accese, sfilavano all'ombra di grandi striscioni con slogan nazionalisti, inveendo violentemente contro l'imam in esilio Fethullah Gulen. Erdogan: «I golpisti sono terroristi, traditori senza onore».

Turchia, tutti gli interrogativi dopo il tentato golpe

Mentre il governo turco continua l'epurazione dell'apparato statale da tutti i possibili membri sospetti di avere legami con il tentato golpe del 15 luglio scorso, restano tutte le incertezze riguardo ai possibili ulteriori sviluppi del drammatico episodio. E molte domande a cui rispondere.

Si allarga l'epurazione lanciata da Erdogan

Dopo l'Esercito, la Polizia e la Giustizia, nel mirino del presidente turco è entrato anche il mondo dell'istruzione, con la richiesta da parte del ministero competente di sospendere 15.000 dipendenti.

Ora l'Europa teme una reazione autoritaria in Turchia

A Bruxelles temono che Erdogan potrebbe essere tentato di dare un ulteriore giro di vite sui diritti e le libertà civili nel Paese, con un aumento della già grave repressione degli oppositori e della stampa non allineata, con la sospensione dello stato di diritto, e con una punizione «esemplare» dei responsabili come traditori.

Turchia, Erdogan esorta la gente a «restare in strada»

Scatta l'ora della resa dei conti, già sanguinosa, mentre il Governo turco dichiara definitivamente fallito il tentativo di golpe. Ma il presidente Recep Tayyip Erdogan esorta la popolazione a presidiare le strade, evocando la possibilità di un colpo di coda dei rivoltosi.

Erdogan ancora in sella: «Golpisti come terroristi»

Con una sequenza di eventi inattesi, drammatici, sanguinosi, susseguitisi per tutta la notte, l'esito della lotta per il potere sembra deciso: il presidente Recep Tayyip Erdogan e il suo governo restano in sella, i militari hanno fallito. Intanto il presidente turco punta il dito contro il potente imam Gulen.

Turchia, si arrendono 200 soldati «ribelli»

Intanto un totale di 1.563 militari sono stati arrestati in tutta la Turchia, secondo quanto riferito da un responsabile turco, mentre nelle prime ore di questa mattina il premier turco aveva nominato un nuovo capo di stato maggiore, generale Umit Dundar.

Turchia, appelli alla calma dal mondo intero

Il Presidente americano Obama: «Evitare violenza e spargimento di sangue». Il Ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha invitato i turchi a «evitare lo scontro mortale» e ha chiesto che i problemi della Turchia siano «risolti in conformità con la Costituzione».

Tentato colpo di Stato in Turchia: almeno 60 morti, 336 arresti

Le forze di sicurezza hanno proceduto all'arresto di 336 persone, per la gran parte militari e alcuni colonnelli. Intanto dagli Stati uniti dove risiede, il predicatore Fethullah Gulen, nemico giurato del presidente turco Erdogan, ha condannato il tentato golpe in Turchia «nei termini più forti».

L'ex premier tailandese non potrà lasciare il paese

La giunta militare che ha assunto il potere in Thailandia ha annunciato di aver vietato di lasciare il territorio tailandese a 155 persone, fra cui l'ex premier Yingluck Shinawatra, «al fine di mantenere la pace e l'ordine».

Colpo di Stato militare in Thailandia

L’esercito thailandese ha annunciato un colpo di stato, in un discorso televisivo alla nazione tenuto dal capo di stato maggiore Prayuth Chan-ocha, capo dell’esercito. L’esercito ha preso il potere «per ripristinare l’ordine e spingere per il raggiungimento di riforme politiche», ha detto Prayuth annunciando il golpe, il 12esimo dal 1932 a oggi nel Paese.

Thailandia sotto la legge marziale

Dopo mesi di crisi politica e manifestazioni antigovernative che hanno fatto almeno 28 morti e centinaia di feriti. La decisione mira a «restaurare la pace e l'ordine pubblico» e non rappresenta «un colpo di Stato». Washington: «Deve essere una fase temporanea»

Thailandia: l'esercito dichiara la legge marziale

Dopo mesi di crisi politica e manifestazioni antigovernative che hanno fatto almeno 28 morti e centinaia di feriti è stata presa la decisione per «restaurare la pace e l'ordine pubblico» e non rappresenta «un colpo di Stato», ha fatto sapere la televisione controllata dai militari