19 settembre 2020
Aggiornato 03:30
Colpo di Stato in Tailandia

L'ex premier tailandese non potrà lasciare il paese

La giunta militare che ha assunto il potere in Thailandia ha annunciato di aver vietato di lasciare il territorio tailandese a 155 persone, fra cui l'ex premier Yingluck Shinawatra, «al fine di mantenere la pace e l'ordine».

BANGKOK - La giunta militare che ha assunto il potere in Thailandia ha annunciato di aver vietato di lasciare il territorio tailandese a 155 persone, fra cui l'ex premier Yingluck Shinawatra, «al fine di mantenere la pace e l'ordine».

L'ex premier Yingluck non potrà dunque raggiungere il fratello Thaksin, in esilio dopo essere rimasto vittima di un altro golpe nel 2006 e poi condannato per frode fiscale. Sia Yingluck che il premier ad interim, Niwattumrong Boonsongpaisan, si sono presentati alla convocazione delle nuove autorità militari che hanno inoltre imposto il coprifuoco e vietato ogni manifestazione; al momento internet e i social network funzionano, ma l'esercito ne ha minacciato il blocco in caso di contenuti critici. Al contrario di quanto accadde otto anni fa per le strade non si vedono mezzi blindati: l'esercito - che ha formato un Consiglio Nazionale per la Pace e l'ordine - è intervenuto dopo sette mesi di crisi politica e di violenze costate la vita ad almeno 28 persone.

Di fatto le forze armate hanno giustificato il golpe con la necessità di convincere i leader del governo e dell'opposizione a raggiungere un accordo che metta fina alla crisi e riporti il paese alla normalità: dato che le elezioni del febbraio scorso sono state invalidate al momento non è in funzione alcun Parlamento e il governo ad interim - formato dopo la destituzione di Yingluck da parte della Corte Suprema - aveva il compito di organizzare un nuovo scrutinio.