30 marzo 2020
Aggiornato 11:30
L'annuncio del capo dell'esercito

Colpo di Stato militare in Thailandia

L’esercito thailandese ha annunciato un colpo di stato, in un discorso televisivo alla nazione tenuto dal capo di stato maggiore Prayuth Chan-ocha, capo dell’esercito. L’esercito ha preso il potere «per ripristinare l’ordine e spingere per il raggiungimento di riforme politiche», ha detto Prayuth annunciando il golpe, il 12esimo dal 1932 a oggi nel Paese.

BANGKOK - Il capo dell'esercito Prayut Chan-O-Cha ha annunciato oggi un colpo di Stato in Thailandia, davanti alle telecamere della televisione locale. «Perché il paese torni alla normalità», le forze armate «devono prendere il potere a partire dal 22 maggio alle 16.30», ha detto.

18 COLPI DI STATO IN 80 ANNI - Il generale, che aveva dichiarato la legge marziale nel paese, ha ricordato gli episodi di violenza che hanno fatto almeno 28 morti in Thailandia nelle ultime settimane. «Tutti i tailandesi devono restare calmi e i funzionari devono continuare a lavorare come al solito», ha spiegato l'alto ufficiale. L'annuncio del colpo di Stato è arrivato al termine di una riunione tra i principali leader delle fazioni rivali del paese che avrebbe dovuto condurre a un accordo di compromesso. I leader dei manifestanti, che hanno partecipato all'incontro, sono stati portati via dai soldati, caricati su mezzi militari e condotti verso un luogo non specificato. La Thailandia ha conosciuto 18 colpi di stato o tentativi tali in circa 80 anni. L'ultimo era stato compiuto nel 2006 contro l'ex primo ministro Thaksin Shinawatra.

KERRY DELUSO - Il colpo di stato eseguito dall'esercito in Thailandia «non ha giustificazioni» e comporterà «implicazioni negative» sulle relazioni tra Stati Uniti e Thailandia, che Washington valuta come importanti. Sono questi i commenti fatti da John Kerry, segretario di Stato americano. Nella nota diffusa dal dipartimento di Stato, Kerry si è detto «deluso» e «preoccupato per le notizie dell'arresto dei leader politici dei principali partiti della Thailandia» di cui chiede la liberazione. Kerry ha inoltre espresso i suoi timori «per la chiusura di gruppi media». Il segretario di stato ha esortato «la restaurazione del governo civile, il ritorno alla democrazia e il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, come la libertà di stampa.» La nota conclude affermando che verranno rivisti i piani di intervento e di assistenza militare, compatibilmente con le leggi americane.

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