20 giugno 2019
Aggiornato 21:00
Strage di Istanbul

Attacco a Istanbul: perché per Ankara c'entrano i servizi segreti stranieri

Secondo il vicepremier turco i servizi segreti stranieri potrebbero avere avuto un ruolo nell'attentato. Nel frattempo proseguono gli arresti nella comunità di uiguri

ANKARA – L'accusa è rimbalzata da un capo all'altro del web. Secondo il vicepremier turco i servizi segreti stranieri potrebbero avere avuto un ruolo nell'attentato che ha causato la strage di Istanbul la notte di Capodanno. Proseguono gli arresti e continua la caccia al killer fuggiasco, la cui identità sarebbe stata confermata.

Gli arresti nella comunità di uiguri
Le unità di elite della polizia turca hanno condotto altri arresti nella scorsa notte nell'ambito delle indagini sull'attentato al club Reina di Istanbul in cui sono morte 39 persone e sono stati rafforzati i controlli alle frontiere per evitare che il killer, che è ancora in fuga ma di cui le autorità turche hanno annunciato di conoscere l'identità, riesca a fuggire. Gli arresti, di cui non è stata data una cifra, sono stati condotti nella comunità di uiguri provenienti dallo Xinjiang cinese, ha scritto l'agenzia Anadolu. Torna quindi la pista della minoranza turcofona che era stata avanzata all'indomani della strage.

Il vicepremier turco: C'entrano i servizi stranieri
La polizia ha riferito di aver ricevuto una soffiata su complici dell'attentatore nascosti nelle zone dove sono stati effettuati i raid. Esclusi gli ultimi arresti, fino ad ora sono state fermate almeno 36 persone nel corso delle indagini. Secondo l'agenzia Dogan controlli su tutti i veicoli e i passeggeri sono stati istituiti al confine di Edirne, alla frontiera terrestre con Grecia e Bulgaria. Secondo il vicepremier turco Numan Kurtulmus dietro all'attentato di Capodanno al club Reina di Istanbul in cui sono morte 39 persone, per la maggior parte stranieri, potrebbero esserci «i servizi di intelligence stranieri».

Il governo sta valutando tutti gli elementi
La tesi del vicepremier si fonda sulla "professionalità" impiegata dall'attentatore nel condurre l'attacco, scrive Hurriyet che ha raccolto le dichiarazioni di Kurtulmus. «La mia opinione è che impossibile che l'attentatore abbia portato un attacco del genere senza alcun supporto. Sembra una cosa da servizi segreti. Stiamo valutando tutti gli elementi», ha dichiarato senza aggiungere i dettagli sui quali i servizi segreti stranieri potrebbero essere coinvolti. Nel frattempo le autorità turche hanno arrestato anche il capo dell'ufficio legale e l'ex direttore della Dogan Holding per presunti collegamenti con l'organizzazione dell'ex imam Fetullah Gulen, accusato da Ankara di essere dietro al fallito colpo di stato di luglio.

L'arresto dell'ex direttore della Dogan Holding
Erem Turgut Yucel e Yahya Uzdiyen sono stati arrestati dopo le perquisizioni nei loro uffici e nelle abitazioni, ha reso noto la compagnia in una nota. Dogan Holding è uno dei principali conglomerati della Turchia con interessi in commercio, turismo e nell'editoria. La compagnia, infatti, detiene la proprietà del quotidiano Hurriyet, dell'agenzia Dogan e della tv Cnn Turk. «Sono stati arrestati nell'ambito dell'indagine che aveva portato al fermo del nostro rappresentante amministrativo ad Ankara Barbaros Muratoglu», accusato il mese scorso di aver «aiutato il gruppo terroristico armato FETO» (Fethullah Terrorist Organisation), il nome che le autorità turche hanno dato al movimento guidato dall'ex imam in esilio.