21 maggio 2019
Aggiornato 15:00

Milan, 3 punti d'oro nella corsa Champions: due protagonisti e due grosse delusioni

Partita gagliarda giocata dai rossoneri, al cospetto di un Bologna tutt'altro che remissivo. In gol con Suso nel primo tempo e con Borini nella ripresa, il Milan soffre dopo il gol di Destro e l'espulsione di Paquetà, ma alla fine porta a casa un successo prezioso.

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DONNARUMMA - Si guadagna subito la pagnotta con un intervento sensazionale su Orsolini al quarto d’ora. Bravo anche in un’uscita bassa al 18’ che annulla un potenziale grosso pericolo. Nella ripresa Pulgar lo costringe ad un’altra ottima parata al 54’. Si conferma protagonista con un intervento risolutivo su Edera in pieno recupero che lo consacra come uno dei migliori in campo. 7,5

ABATE - Uno dei più efficaci nel primo tempo. Difende su tutti quelli che capitano dalle sue parti, Sansone, Palacio, Dijks, e rispedisce tutti a casa con perdite. A 32 anni suonati, il terzino rossonero sembra diventato una sicurezza. Nella ripresa balla anche lui quando il centrocampo rossonero si sfalda, ma nel complesso la sua prova è più che sufficiente. 6,5

MUSACCHIO - La tensione c’è ed è tanta. Non ne è immune il difensore argentino che con un passaggio sbagliato rischia di far ripartire un pericoloso contropiede del Bologna dopo 7 minuti. Cerca soddisfazione in area avversaria, ma il suo colpo di testa a porta praticamente sguarnita finisce a lato. Nella ripresa gioca di anticipo su Palacio, ma anche lui si fa cogliere impreparato nell’occasione del gol bolognese. Una dormita che pesa come un macigno sul suo giudizio finale. 5,5

ZAPATA - Suo lo stacco imperioso che fa gridare al gol San Siro dopo 12 minuti. Purtroppo Danilo ci mette il testone e libera dal pericolo. Gioca una partita diligente e puntuale, anche quando Mihajovic schiera tre centravanti lì davanti aumentando la gazzarra in area rossonera. 6,5

RODRIGUEZ - Approccio molto meno timido del solito, ma la precisione di quello che era descritto come uno dei mancini più precisi d’Europa sembra evaporata. 5

KESSIÈ - Incassa un tunnel assassino da Dijks all’8’, prova a vendicarsi con una scorribanda in area avversaria al 10’, ma viene buttato giù - senza fallo per l’arbitro Di Bello - al momento di crossare. Quando sbaglia a battere un fallo laterale, un mormorio di disapprovazione attraversa San Siro. Che fine ha fatto il trattore ivoriano? Si fa perdonare con un finale tutto cuore, quando, con tutti i suoi compagni stremati dalla fatica e dai crampi, resta uno dei pochi a difendere il pallone. 5,5

BIGLIA - Buon inizio, poi si fa male e lascia il posto a Josè Mauri. 6

PAQUETA’ - Con un passaggio indietro suicida mette in enorme difficoltà Donnarumma dopo pochi minuti. Ma è solo l’antipasto di una partita difficile che si conclude con un espulsione che inguaia il Milan. 4

SUSO - Sembra ben disposto, molto più nel vivo del gioco, abile a gestire il pallone e a liberare i compagni. Malgrado l’insofferenza dei tifosi rossoneri ad ogni suo controllo imperfetto, è proprio lo spagnolo a sbloccare la partita con una grande azione personale e sinistro in fondo al sacco. Nella ripresa tenta un altro paio di giocate ma senza il guizzo vincente, per poi lasciare spazio al connazionale Castillejo. 7

PIATEK - Che sia un po’ arrugginito anche il polacco è confermato dalla maniera in cui, ormai lanciato a rete ed in vantaggio sul diretto avversario, si fa anticipare da Lyanco che libera in angolo. Ci riprova al 40’, ma la sua girata è facile preda di Skorupski. Almeno però ci mette il cuore, come quando allo scadere del match richiama con un urlaccio tutti i suoi compagni, rei di essersi distratti mentre il Bologna batteva un corner. 6

CALHANOGLU - Inizio col botto del turco: un gran tiro di controbalzo che costringe al miracolo Skorupski al 9’, poi una gran giocata e cross pericoloso che mette in ambasce la difesa del Bologna. Cerca il gol anche in apertura di ripresa, ma stavolta il pallone sorvola di poco la traversa. Il piede sembra più centrato, ma i tempi di gestione del pallone sono ancora esagerati, come quando Calhanoglu perde almeno due tempi di gioco per controllare un pallone e concludere quando ormai i difensori l’hanno murato. 6

JOSÈ MAURI - Costretto ad entrare in campo senza riscaldamento per il vergognoso ammutinamento di Bakayoko, insegna al francese cosa sia la professionalità e il rispetto per i compagni. E confeziona pure l’assist vincente per Suso. Nella ripresa alterna cose buone ad altre meno buone, fino ad accasciarsi a terra sfinito dai crampi. Comunque una prestazione positiva. 6,5

BORINI - Entra al posto di Calhanoglu infortunato e timbra subito il cartellino, ribadendo in rete una respinta di Skorupski su tiro di Paquetà. Poi il consueto lavoro di lotta e sostanza. 6,5

CASTILLEJO - s.v.

BAKAYOKO - Un infinito squallore. Mi auguro che Leonardo e Maldini lo rispediscano di corsa al mittente. Di bamboccioni viziati e senza personalità al Milan non c'è bisogno. 0

GATTUSO - Dovevano essere tre punti e tre punti sono arrivati, non in maniera brillantissima ma almeno il Milan è tornato in lotta per un posto Champions. Eppure l’inizio dei rossoneri è stato beneaugurante: 4 palle gol nei primi dieci minuti, a conferma che il ritiro a qualcuno è servito. Il gol di Suso e nella ripresa il raddoppio di Borini sembravano aver messo in ghiaccio la partita, ma la sindrome tafazziana del Milan è tornata prepotentemente a farsi sentire e la reazione isterica di Paquetà con annessa espulsione ne è la fotografia più emblematica. Bravi però i rossoneri a tenere fino alla fine, anche se adesso, dopo gli infortuni di Biglia e Calhanoglu e l’ammutinamento di Bakayoko, si rischia di andare a Firenze con gli uomini contati. Caliamo un velo pietoso sul vergognoso teatrino di Gattuso e Bakayoko che se le promettono e si danno appuntamento fuori, come due bulletti di borgata. Sia chiaro, le colpe sono solo del francese, la cui avventura al Milan è definitivamente conclusa. 6