21 novembre 2019
Aggiornato 02:30

Un arbitraggio killer butta il Milan fuori dall’Europa

Partita troppo timida dei rossoneri al cospetto di avversari incattiviti ma tutt’altro che irresistibili. Alla fine il Milan esce per un autogol e un rigore letteralmente inventato dal paradossale arbitro francese Bastien. Come a Londra l’anno scorso con l’Arsenal.

La gioia dei rossoneri dopo il gol di Zapata
La gioia dei rossoneri dopo il gol di Zapata ANSA

REINA - Pronti via e dopo 15 secondi salva già il risultato dopo una dormita collettiva della linea difensiva rossonera. Non impeccabile nelle uscite sui palloni alti, come in occasione del vantaggio dell’Olympiakos, poi però salva il Milan dalla capitolazione dopo pochi minuti con un autentico miracolo. Nulla può sul secondo e terzo gol dei greci. 6

CALABRIA - Meno male che alle sue spalle c’è un Abate formato de luxe. In compenso si propone sempre con frequenza in avanti e il pallone perfetto per Higuain al 76’ è proprio del terzino rossonero. 5,5

ABATE - Un intervento sensazionale al 9’ in anticipo su Guerrero induce mister Gattuso a dormire sonni tranquilli in attesa del ritorno di Romagnoli e Musacchio. Il salvataggio miracoloso di Ignazio arriva ad un quarto d’ora dalla fine. Alla sua quarta partita consecutiva da centrale difensivo, come se non bastasse, si mette pure a fare lanci millimetrici da 40 metri. Forse troppo per quel fenomeno dell’arbitro francese Bastien che lo punisce per un nulla in area, regalando il rigore della qualificazione, del tutto inesistente, ai padroni di casa. 6,5

ZAPATA - L’Olympiakos lo costringe a un brusco risveglio dopo pochi secondi di gioco. Zapata però non si lascia intimidire, anzi tenta perfino la zuccata vincente su azione da calcio d’angolo a metà del primo tempo. Si erge a difensore solitario della porta di Reina con un salvataggio miracoloso che evita il raddoppio dell’Olympiakos. A cavallo del 70’ segna addirittura due gol, il primo alle spalle del proprio portiere con una deviazione maldestra su un tiro diretto fuori, il secondo nella rete avversaria con uno stacco imperioso di testa. In un modo o in altro decisivo. 6,5

RODRIGUEZ - Attento a mantenere la posizione, un vero soldatino di Gattuso. Per fargli superare la metà campo ci vorrebbe un forcone, ma in una partita in cui serve non prendere gol va bene tutto. E poi dalle sue parti c’è Fetfatzidis, indubbiamente il più pericoloso dei greci. Al 57’ una grave leggerezza dello svizzero lascia Elabdellaoui tutto solo davanti a Reina che per fortuna sventa. 5,5

CASTILLEJO - Buttato nella mischia dal primo minuto solo per l’acciacco che ha costretto al turno di riposo il connazionale Suso. Insieme al dirimpettaio di fascia, Samu è uno dei più bersagliati dagli strali di Gattuso. Da lui e da Calhanoglu l’allenatore rossonero pretenderebbe ben altro. La barzelletta del calcio d'angolo regalato agli avversari, in combutta con il 10 turco, è la degna ciliegina sulla torta di una partita da dimenticare. 4

KESSIÈ - La rasoiata dell’ivoriano che al 50’ sibila ad un mm dal palo destro della porta di Jose Sa, fa saltare all’unisono tutti i tifosi rossoneri con la netta sensazione del gol. Almeno fino a quando non inizia la gazzarra a metà ripresa, il centrocampo del Milan regge, poi tutto crolla. 5,5

BAKAYOKO - Anche in Grecia gioca una buona partita, non solo sostanza ma solidità, visione di gioco e intraprendenza. Poi però anche l’ex Chelsea si lascia trascinare nel marasma collettivo dell’ultimo quarto d’ora e come tutto il Milan ne esce con le ossa rotte. 5,5

CALHANOGLU - Il Chalanoglu che non ti aspetti si materializza dopo una manciata di minuti quando entra scomposto su un avversario e rimedia subito un giallo. Ci prova un paio di volte dalla distanza ma il piede di Hakan fatica a trovare l’esplosività per cui è stato acquistato. Al 52’ la pecca più grave sulla fedina penale dell’ex Leverkusen: un contropiede pericolosissimo sprecato per un inutile dribbling mal riuscito. Senza tema di smentite possiamo affermare che se Gattuso avesse alternative all’altezza, il numero 10 del Milan si ritroverebbe parcheggiato in panchina per un bel pezzo. 4

HIGUAIN - Perde un paio di palloni in avvio, poi non riesce a sferrare la zampata vincente al 16’ su ottimo assist di Cutrone. Al 63’ un lampo da centravanti vero, un coast to coast che si perde a pochi mm dal palo. Anche oggi però il bomber cinico e spietato che tutti conosciamo non si è palesato. 5,5

CUTRONE - Attento, energico, brillante, si procura un’ottima opportunità al 20’ dopo aver superato in velocità un avversario, ma il suo tiro in porta è troppo debole. Sfiora il gol nella ripresa subito dopo il vantaggio dei greci. Esce quando Gattuso cerca di difendere il risultato, ma subito dopo l’arbitro inventa il rigore del 3-1 e nel finale la presenza di Patrick sarebbe stata parecchio utile alla causa rossonera. 6,5

LAXALT - s.v

HALILOVIC - s.v

GATTUSO - Rino torna ad Atene dove nel 2007 sollevò l’ultima Champions League del Milan da calciatore. Un’ottima motivazione per instillare nei suoi ragazzi il germe delle vittoria. Purtroppo il messaggio non arriva forte e chiaro, colpa forse dell’arrembaggio iniziale dei greci che inibisce la manovra rossonera. È indubbio che la qualificazione alla fine la decida l’ineffabile Bastien, ma è anche vero che ogni qualvolta Higuain e compagni hanno provato a creare occasioni da gol hanno fatto tremare la difesa greca. Un po’ di maggiore intraprendenza fin dall’inizio e questa partita sarebbe finita in ben altro modo. 5