15 novembre 2018
Aggiornato 08:30

Milan: un napoletano doc per sfidare la bestia nera Napoli

Il ruolino di marcia dei rossoneri contro gli azzurri negli ultimi 7 anni è disarmante: appena 8 punti conquistati sui 42 a disposizione
Un'immagine dell'ultimo Napoli-Milan
Un'immagine dell'ultimo Napoli-Milan (ANSA)

MILANO - La prima di campionato è sempre di per sè complicata. Pensate un po’ quanto potrà esserlo per il Milan, costretto a saltare la prima ufficiale contro il Genoa per la tragedia del ponte Morandi e chiamato nella seconda giornata, di fatto l’esordio per i rossoneri, il Napoli in trasferta.
Al di là della qualità innegabile dell’undici partenopeo, l’unico in grado di contendere lo scudetto alla Juventus negli ultimi anni, è la tradizione negativa a preoccupare i tifosi milanisti. Pensate, ad esempio, che l’ultima vittoria del Milan al San Paolo risale al 25 ottobre 2010, un’eternità. In quella squadra giocava l’attuale tecnico Gattuso, ed accanto a lui c’erano Ibra, Robinho, Pato, Pirlo, Nesta, Boateng, Abbiati etc. etc. Sembra una vita fa.

Numeri inquietanti
Ma non è finita. Allargando il giro d’orizzonte emerge che negli ultimi 7 anni il Milan ha conquistato appena 8 punti sui 42 a disposizione. Per intenderci, dal lontano 28 febbraio 2011 - quando i rossoneri di Max Allegri sconfissero il Napoli con un rotondo 3-0 - in poi, il Milan ha vinto in campionato solo una volta: era il 14 dicembre 2014 e a San Siro finì 2-0 per il Milan. Per il resto 8 sconfitte e 5 pareggi il mortificante bottino meneghino.
Se dimezziamo i tempi della nostra analisi, le statistiche risultano ancora più impietose per il club di via Aldo Rossi, se è vero che negli ultimi 3 anni e mezzo il recente povero derelitto Milan, al cospetto dei partenopei, ha rimediato due miseri pareggi e 5 batoste su 7 confronti diretti.

Tocca a Gigio
Ce n’è in abbondanza per provare fin da subito a ribaltare l’inaccettabile trend che sembra aver preso questo confronto. Per farlo mister Gattuso ha sfogliato la margherita, nemmeno troppo a lungo per dire la verità, e ha deciso di affidare le chiavi della porta ad un napoletano di nascita, Gianluigi Donnarumma, anzichè ad un napoletano di adozione, Pepe Reina, reduce da una lunga trafila di successi in maglia azzurra.
A difendere quindi la porta rossonera al San Paolo ci saranno quindi i 197 cm e 90 kg di talento purissimo di Gigione, mentre il nuovo leader dello spogliatoio, lo spagnolo Reina, guiderà il suo giovane compagno di squadra dalla panchina. E a beneficiarne sarà soprattutto il Milan, visto che come ha ammesso Christian Abbiati, uno che di questioni relative ai portieri rossoneri se ne intende, «Reina sarà per la crescita di Donnarumma un grande stimolo extra».