19 ottobre 2018
Aggiornato 22:00

Raiola, Donnarumma e la grande sciocchezza

Il procuratore italo-olandese sta ancora provando a portare Donnarumma via dal Milan in tutti i modi possibili. Ma le risposte che continuano ad arrivargli sono sempre le stesse.
Il portiere del Milan Gianluigi Donnarumma
Il portiere del Milan Gianluigi Donnarumma (ANSA)

MILANO - E ora cosa verranno a raccontarci tutti coloro che sostengono senza tema di smentite che Mino Raiola è uno straordinario procuratore, l’uomo che ogni calciatore vorrebbe avere accanto? Si, forse per fare più soldi possibile, tutti e subito, senza però prestare la minima cura allo sviluppo di una carriera. Prendiamo il caso di Mario Balotelli, ad esempio, diventato fin dai suoi primi anni nel mondo del football più personaggio da copertina che un superbomber, ruolo che avrebbe potuto ricoprire se fosse stato gestito in maniera diversa dal suo agente. E invece fin da subito stipendi multimilionari e trasferimenti a ripetizione, il tutto non accompagnato dalla testa necessaria per resistere alle mille tentazioni della rutilante vita del Vip. Risultato, l’ex enfant prodige Balotelli oggi ha 28 anni e ancora ci si chiede se sia un buon giocatore oppure no.

Rischio Balotelli
Il pericolo che per Gianluigi Donnarumma possa ripetersi lo stesso destino è concreto, per quanto tutti ci auguriamo il contrario. Gigio è un patrimonio del calcio italiano, oltre che del Milan, e per questo andrebbe protetto, consigliato, aiutato, guidato. Tutto il contrario di quanto fatto da Mino Raiola negli ultimi dodici mesi. È riuscito si a fargli incassare un lauto stipendio da 6 milioni di euro netti a stagione (più un altro per il fratellone che continua a scaldare la panchina di Milanello), ma quel mega contratto rischia di trasformarsi in una prigione dorata per Donnarumma e anche per lo stesso Raiola.

Prigione dorata
Non è un mistero per nessuno infatti che l’ingombrante procuratore italo-olandese farebbe carte false per portare il suo giovane assistito via dal Milan. Una soluzione che sta iniziando a prendere in considerazione anche la dirigenza rossonera, un po’ perchè Gigio ha dimostrato di non reggere la pressione che Raiola lo costringe a sopportare con le sue frequenti ed inopportune invasioni di campo, un po’ perchè intanto a Milanello è arrivato Pepe Reina che poco non costa, e infine perchè i milioncini portati in dote dall’eventuale cessione del 99 rossonero farebbero parecchio comodo a Fassone e Mirabelli.

Un coro di «no grazie»
E invece nulla. Nessuna richiesta. Nessuna proposta. Nessuna trattativa. Chi pensava che davanti alla sede di via Aldo Rossi si potesse formare la fila di pretendenti all’acquisto di Donnarumma dovrà ricredersi. Lo stesso Raiola, che sta provando a proporre il suo giovanissimo assistito a destra e manca (l’ultimo contatto con la Roma, dopo Psg, Real, Napoli e Liverpool), continua a sentirsi rispondere «no grazie». E la ragione è semplice: più che i 70 milioni pretesi dal Milan per il suo cartellino (probabilmente il club rossonero potrebbe accontentarsi anche di meno), a pesare come un macigno è proprio quel contratto da 6 milioni di euro l’anno che nessun club al mondo è disposto a concedere ad un ragazzotto che deve ancora dimostrare tutto.
Come dire, la strategia aggressiva messa in piedi da Raiola la scorsa estate gli si sta pesantemente ritorcendo contro. E la cosa non può che farci sorridere.