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Un Milan stranamente sulle gambe crolla contro l’Arsenal

Gunners superiori per tutta la durata del match, dominato in lungo e in largo. Milan mai pericoloso e grosso passo indietro di tutta la squadra. Emerge una pericolosa leggerezza di Gattuso.

I rossoneri a testa bassa dopo un gol dell'Arsenal
I rossoneri a testa bassa dopo un gol dell'Arsenal (ANSA)

DONNARUMMA- Incolpevole sui gol dell’Arsenal, effettua due buone parate a cavallo del 40’ del primo tempo che frenano l’Arsenal, ma nel complesso anche lui è coinvolto nella disfatta rossonera. Nella ripresa esita di fronte a Welbeck, forse sorpreso dal clamoroso passaggio indietro di Kessiè. 5,5

CALABRIA - In grosse ambasce di fronte a Mkhitaryan. Puntualmente, dopo un paio di rischi evitati, l’Arsenal passa proprio dalle sue parti: Calabria sbaglia l’appoggio, Ozil la mette sui piedi dell’armeno proprio nella zona del terzino rossonero, tiro sporco deviato e palla in rete. Naturale conclusione di un divario tecnico troppo evidente. Per completare l’infausta serata si fa male al ginocchio, torna in campo ma perde un altro paio di palloni sanguinosi. 4

BONUCCI - Marcato a uomo dal centravanti Welbeck, istruito da Wenger su come impedire al capitano rossonero di far ripartire il gioco, si disimpegna in fase difensiva mettendo spesso una pezza ai buchi di Calabria. È sua la coscia sfortunata che castiga il Milan in occasione del gol del vantaggio, prova a rifarsi in area avversaria di testa, ma la sua incornata finisce a lato. 6

ROMAGNOLI - Uno dei pochi a non sfigurare davanti alla maestria degli attaccanti dell’Arsenal. Annulla Welbeck ma anche lui si fa colpevolmente saltare dall’infilata di Ozil in occasione del raddoppio dei Gunners al 49’ del primo tempo. Nella ripresa prova a cercare fortuna in avanti, ma inzucca sempre fuori dai pali di Ospina. 6

RODRIGUEZ - Uno dei peggiori, come spesso siamo costretti a sottolineare. Stavolta, purtroppo per lui e per i tifosi rossoneri, il resto dei compagni si adegua alla mediocrità dello svizzero e il risultato negativo è servito. 4

KESSIÈ - Messo in mezzo impietosamente dagli avversari del centrocampo londinese, cerca di mettere la ciliegina sulla torta dell’Arsenal con un passaggio all’indietro suicida ad inizio ripresa che mette Welbeck solo davanti al portiere. Per sua fortuna il centravanti dei Gunners sbaglia altrimenti sarebbe stato lo 0-3. Alcuni suoi errori di misura nei passaggi sono del tutto incomprensibili. Il tank rossonero si sbriciola di fronte alla pressione degli avversari. 4

BIGLIA - Un paio di errori in disimpegno proprio in avvio, come spesso gli è capitato nelle ultime uscite. Stavolta però non esce alla distanza, anzi, viene troppo spesso preso d’infilata dalle iniziative dell’Arsenal. Nullo in regia, poco efficace in copertura. Prestazione nel complesso gravemente insufficiente. 4

BONAVENTURA - Dopo 2 minuti di gioco si vede sfilare davanti al naso, a distanza di un metro dalla porta, la palla che avrebbe potuto cambiare il corso del match, senza riuscire a spingerla in rete. Come se non bastasse, troppi palloni non controllati a dovere ed anche qualche persa di troppo. Si incarta spesso con il pallone tra i piedi, smarrendo sempre l’occasione di darla nei tempi e nei modi giusti. All’inizio della ripresa si trova sul destro un rigore in movimento che avrebbe potuto riaprire la partita, ma il suo drop finisce al terzo anello. La chicca di una prestazione indecorosa arriva al 72’ quando si arroga il diritto di calciare una punizione dal limite e scivola con il fondoschiena per terra mentre colpisce il pallone. 3

SUSO - Davanti a lui c’è Kolasinac, non proprio un difensore roccioso. Lo spagnolo prova a puntarlo, ma senza la sua consuetà lucidità. Prende spesso l’iniziativa ma anche Suso è vittima della pericolosa involuzione del Milan e non riesce mai ad incidere. 5

CUTRONE - Grazie ad un erroraccio di Chambers in disimpegno si ritrova al 10’ sul destro la palla buona per sbloccare il match, ma il tiro di punta è forse ancora peggiore dell’errore inglese. Poi evapora, soverchiato dalla potenza dei centrali londinesi. 5

CALHANOGLU - Troppo onesto Hakan, troppo per questo calcio: al 12’ si presenta solo davanti a Ospina che gli esce tra i piedi. Il turco anzichè affrontare l’impatto inevitabilmente da rigore, salta il portiere colombiano, perde l’equilibrio e l’opportunità sfuma. Riesce spesso ad involarsi sulla fascia vista la discutibile copertura difensiva dell’Arsenal, ma le idee sono poco chiare e il 10 rossonero non riesce mai a rendersi pericoloso. 5

KALINIC - Fa a sportellate con i centrali dell’Arsenal ma senza alcun costrutto. Di testa non svetta mai e quando Andrè Silva gli mette il pallone giusto per bucare Ospina si fa anticipare dal portiere colombiano. s.v

ANDRÈ SILVA - In area di rigore non gli arriva un pallone e allora si dedica all’assist: il suo filtrante per Kalinic al minuto 83 è da trequartista puro, peccato che Ospina anticipi l’uscita e la pericolosa offensiva rossonera. s.v.

BORINI - s.v.

GATTUSO - Il Milan soffre la pressione dell’impegno europeo perchè nessuno dei rossoneri riesce a rendere a livello delle ultime prestazioni. Nel primo tempo l’Arsenal penetra nella difesa del Milan come un coltello nel burro fuso ed è solo l’imprecisione dei Gunners a risparmiare a Gattuso un passivo più grave alla fine del primo tempo. È la quantità inaccettabile di errori individuali che però alla fine lascia perplessi. Tanti, troppi e tutti insieme. Un’ultima annotazione: la squadra è apparsa drammaticamente sulle gambe, ricordando molto le prestazioni tutt’altro che esaltanti di fine 2017. Così che al triplice fischio nelle orecchie dei tifosi rimbombano le parole del tecnico rossonero pronunciate alla vigilia del match: «Il lavoro che dovevamo fare domenica nel derby l’abbiamo fatto anticipando dei carichi che ci mancavano e che avremmo dovuto fare in occasione della prossima sosta di campionato. Ci siamo portati avanti con il lavoro». Alla luce di quanto visto, non proprio la scelta più azzeccata. 4