9 dicembre 2019
Aggiornato 13:30

Milan: la cura Gattuso spiegata in 5 punti

Due prime volte per il nuovo Milan: la prima partita vinta in rimonta e le due vittorie consecutive in campionato. Ecco i cinque grandi meriti di mister Gattuso.

L'allenatore del Milan Gennaro Gattuso
L'allenatore del Milan Gennaro Gattuso ANSA

MILANO - «Il Milan rimane così. Sono arrivati tanti giocatori in estate e sono convinto che questa squadra possa fare molto di più». Parole e musica di Gennaro Gattuso, catapultato dalla panchina della Primavera del Milan a quella della prima squadra appena poche settimane fa e già capace di dare personalità e carattere ad un gruppo di calciatori che sembrava spaesato, disorientato, confuso durante gli ultimi mesi della gestione Montella. Non che l’ex tecnico di Pisa, Ofi Creta e Lugano abbia fatto chissà quale rivoluzione, anzi. Per lo più ha mantenuto inalterata la squadra scelta in estate da Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli con la consulenza tecnica di Vincenzo Montella, ma è riuscito a fare un insieme di calciatori messi in campo quasi a caso, una vera squadra di calcio. Un gruppo unito, nel quale ognuno fa la propria parte e sono tutti pronti ad aiutarsi l’un l’altro.

Entrare nella testa
Entrare nella testa dei suoi ragazzi, è stato questo il lavoro più importante ed immediato fatto da Rino Gattuso appena sbarcato a Milanello. Convincerli che la normalità non era quella alla quale si stavano abituando un po’ tutti i calciatori rossoneri, una consuetudine di sconfitte, batoste, umiliazioni, decisamente non in linea con la qualità dei singoli interpreti. Ed ecco la cura Gattuso in cinque punti fondamentali.

Condizione Fisica
L’intero staff tecnico del neo allenatore del Milan ha iniziato subito a spingere il piede sull’acceleratore degli allenamenti, fino a quel punto considerati troppo blandi da una consistente fetta dello spogliatoio. Sedute più frequenti, più lunghe, più intense, più impegnative e alla fine più performanti se è vero che dall’esonero di Montella ad oggi i rossoneri hanno iniziato a scalare la classifica dei km percorsi che li vedeva giacere in ultima posizione, mentre adesso ci sono già Torino e Sampdoria alla spalle dei milanisti.

Ritorno alle origini
Il secondo passo fondamentale è stato quello di restituire ad una squadra letteralmente in confusione dopo le decine di cambi di moduli e di formazione voluti da un irrequieto Montella un modulo standard riconoscibile per tutti, il 4-3-3 giocato e mandato a memoria dalla maggior parte dei rossoneri. I risultati sono stati pressochè immediati, se non altro perchè con questo sistema di gioco anche l’ex allenatore del Milan aveva iniziato la stagione, salvo cambiare le carte in tavola dopo la roboante sconfitta contro la Lazio di un girone fa e scombussolare definitivamente i precari equilibri a Milanello.

Recupero calciatori
Terzo punto chiave è stato quello di recuperare i tanti ottimi calciatori acquistati in estate, smarriti pericolosamente nel corso dei primi mesi al Milan. Parliamo dei vari Bonucci, Biglia, Calhanoglu, Kessiè e perfino Nikola Kalinic che, seppur ancora ben lontano dai livelli di rendimento in maglia viola, ha iniziato a rendersi utile alla squadra con il rigore procuratore e l’assist di Cagliari. Mancano ancora i gol, ma la speranza è che quelli possano arrivare presto.

Grinta e cuore
Se c’è una cosa che tutti riconoscono a Gennaro Gattuso è che si tratti di una persona che ha sempre lasciato sul campo ogni stilla residua di energia, senza mai risparmiare nulla. Al termine di Cagliari-Milan, tal Billy Costacurta, uno che di faccende rossonere se ne intende, ha commentato così l’evoluzione della squadra: «Io credo che oggi abbiano fatto bene. Quello che splende è il fatto che la squadra sia la copia del carattere del suo allenatore, non molla un centimetro e credo che sotto questo aspetto si debba dare credito alla scelta della società di aver puntato su Gattuso».
E se lo dice Costacurta…

Fiducia nei propri mezzi
Ultimo aspetto fondamentale che fotografa la crescita del Milan è la crescente fiducia nei propri mezzi di un gruppo di ragazzotti apparso fin qui demoralizzato e avvilito dalle tante, troppe battute d’arresto infilate ad inizio stagione. Oggi, complici anche i primi risultati che iniziano ad arrivare, la squadra di Gattuso sembra più convinta di potersela giocare con tutti. Basti guardare il fiero cipiglio con cui è stato affrontato il derby di Coppa Italia contro l’Inter e la capacità di reagire e rimontare mostrata dal Milan nelle ultime due trasferte di campionato contro Fiorentina e Cagliari. 
Naturalmente è presto per cantare vittoria o per beatificare Gattuso, il percorso da fare è ancora lungo e irto di ostacoli, ma questo l’allenatore rossonero lo sa bene e infatti già mette nel mirino il prossimo nemico da affrontare: «Sono preoccupato per la prossima partita. La Lazio sta facendo un campionato incredibile, esprime un grande gioco ed è allenata da un bravo allenatore. Il doppio confronto di campionato e Coppa Italia ci dirà quanto valiamo e dove possiamo arrivare».