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Ventura, niente scuse: il calcio italiano non è in crisi

L’Italia è sull’orlo del baratro calcistico ed è già iniziato il j’accuse nei confronti di tutto il movimento. Ma il calcio italiano, come testimoniano i numeri, non è affatto in crisi e la scadente Nazionale di Ventura non può rappresentarlo in maniera onorevole. Forse servirebbe un drastico cambio di rotta, anche in caso di qualificazione mondiale.

La gioia degli svedesi dopo il gol. Sullo sfondo De Rossi a testa bassa
La gioia degli svedesi dopo il gol. Sullo sfondo De Rossi a testa bassa (ANSA)

MILANO - Italia fuori la mondiale? Una catastrofe. Tutto giusto, vero, corretto, ma poi è un attimo ed ecco i protagonisti, uno su tutti il ct Ventura, sfoderare con classe ed eleganza una raffica di giustificazioni ad hoc e gli alibi del caso: il calcio italiano è in crisi, questo passa il convento, il nostro paese non rappresenta più l’elite del calcio, il movimento calcistico italiano è precipitato nel baratro della mediocrità. Falso, tutto clamorosamente falso. Negli ultimi tre anni, solo per citare qualche elemento inoppugnabile, la Juventus, presentando la stessa difesa che oggi protegge gli azzurri di Ventura, è arrivata due volte in finale di Champions League; nella graduatoria per club dell’Uefa l’Italia ha scavalcato la Germania e due squadre, Juventus e Napoli, sono tra le prime 15, rispettivamente quinta e tredicesima.

Italiani maestri di calcio
E ancora, il Napoli gioca una delle espressioni di calcio più apprezzate in Europa ed è guidata dall’italianissimo maestro di football che risponde al nome di Maurizio Sarri; così come nell’ultimo decennio tutti i principali campionati continentali sono stati vinti almeno una volta da un italiano; due azzurri, Buffon e Bonucci, sono tra i primi 30 classificati nella guaduatoria del Pallone d’Oro e non è vero che sono gli stranieri a togliere aria ai nostri talenti, visto che la percentuale è la stessa rispetto al 2006, anno dell’ultimo trionfo mondiale azzurro.

Panchina a rischio
Tutto questo solo per ricordare a Gian Piero Ventura che in caso di malaugurata eliminazione la colpa sarà solo e soltanto sua, non del movimento calcistico nazionale. E in caso contrario di ribaltone svedese, visto lo scadente livello tecnico degli avversari, allora l’Italia avrà solo fatto il suo dovere, nessun miracolo. 
C’è addirittura chi sostiene che pur di fronte all’auspicata eventualità di qualificazione ai mondiali di Russia 2018, il presidente federale Tavecchio dovrebbe procedere all’esonero del ct. Chissà, forse una mossa drastica e fuori dalle consuetudini potrebbe restituire ai tifosi azzurri il piacere di tifare per la Nazionale. Quella vista nell’ultimo anno e mezzo è francamente troppo brutta per essere vera.