23 ottobre 2019
Aggiornato 04:00

Milan, si complica il mercato in uscita: e non se ne vogliono andare

Gią sei rossoneri ceduti, ne restano almeno altri tre da piazzare, gią di fatto messi alla porta da mister Montella. Gabriel Paletta, Josč Sosa e Carlos Bacca sono ormai esuberi a Milanello, ma nessuno pare intenzionato a lasciare il Milan.

Carlos Bacca, centravanti del Milan e della nazionale colombiana
Carlos Bacca, centravanti del Milan e della nazionale colombiana ANSA

MILANO - Sembrava tutto troppo bello. Invece, come peraltro era abbondantemente da mettere in preventivo, la meravigliosa rosa coltivata con amorevole cura da Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli inizia a mostrare le prime spine. Nulla a che vedere con la faraonica campagna acquisti messa in piedi in pochissime settimane dall’organizzatissima task force di mercato rossonera, capace di mettere a disposizione di mister Montella ben 10 nuovi acquisti, e tutti di eccellente qualità.

6 cessioni
Il problema vero sta emergendo giorno dopo giorno sul fronte cessioni, dove comunque una buona dose di lavoro è stata già fatta. Liquidati in fretta - e gratuitamente - gli esuberi Andrea Poli (al Bologna) e Leonel Vangioni (finito in Messico al Rayados di Monterrey); spedito Bertolacci a Genoa a ritrovare sè stesso, in compagnia di Gianluca Lapadula; ceduti Mattia De Sciglio alla Juve per 12 milioni di euro più bonus e Juraj Kucka in Turchia, al Trabzonspor, per circa 6 milioni di euro, adesso arriva il difficile. 

Tre alla porta
Prendiamo il caso dei prossimi tre calciatori del Milan destinati a salutare la comitiva: Carlos Bacca, Josè Sosa e Gabriel Paletta. Malgrado la presa di posizione ufficiale di Vincenzo Montella, che di fatto ha messo i tre alla porta alla vigilia del match d’andata valido per i preliminari di Europa League, non sembra che i rossoneri indicati abbiano colto il messaggio del loro allenatore: «Bacca, Paletta e Sosa non saranno della partita con il CSU Craiova anche per ragioni di mercato».
Sembra più che evidente l’intenzione del tecnico di Pomigliano D’Arco di non puntare più su di loro, eppure nulla è cambiato all’orizzonte.

Paletta e la margherita
Il difensore italo-argentino continua a sfogliare la margherita in attesa di decidere la destinazione più idonea alle sue ambizioni (Torino, Fiorentina e Genoa le principali candidate), con l’unico risultato di aver quasi fatto perdere la pazienza sia ai possibili acquirenti che al Milan stesso.
Diverso il caso di José Ernesto "El Principito" Sosa, arrivato in rossonero la scorsa estate grazie alla geniale intuizione di Galliani che ha sborsato per questo 32enne calciatore dalle dubbie doti tecniche perfino 7,5 milioni di euro. L’ex Besiktas, malgrado qualche offerta già recapitata in via Aldo Rossi, sembra più che deciso a non muoversi da Milanello ed arrivare fino al termine del suo contratto in scadenza il prossimo anno. All’orizzonte però sta per materializzarsi un’offerta del Boca Juniors, chissà che un ritorno in patria non possa convincerlo a levare le tende.

Solo prestito
E dulcis in fundo Carlos Bacca. Lui è realmente il caso più spinoso di tutto il calciomercato rossonero. Anche lui arrivato al Milan a fronte di un esborso più che esagerato per il reale valore del calciatore, oggi rappresenta un problema autentico perchè in sostanza nessun club potenzialmente interessato (e non è che ce ne siano poi molti) è disposto a tirare fuori anche solo un euro per prenderlo. Da una parte il Marsiglia dell'ex tecnico giallorosso Rudi Garcia, dall’altra il Siviglia che fantastica un improbabile ritorno a casa del colombiano, entrambe accomunate dallo stesso desiderio: concludere l’affare solo in prestito. Un’operazione che costringerebbe il Milan ad una minusvalenza di proporzioni incalcolabile visti i 30 milioni spesi per acquistarlo appena 24 mesi fa. 

Mondiale a rischio
Bacca dal canto suo non sembra preoccupato, anzi. Il numero 70 rossonero appare placidamente rilassato, noncurante del fatto che stando così le cose il primo a rimetterci sarebbe proprio lui, costretto praticamente in tribuna con l’happening di Russia 2018 alle porte. Ma tant’è, pare che il piacere di restare a Milano senza fare nulla, lautamente stipendiato dal club di via Aldo Rossi con un bonifico annuale di 3,5 milioni di euro netti l’anno, valga anche il rischio di non essere convocato per la principale competizione mondiale.