15 ottobre 2019
Aggiornato 23:00

Cancellata la nuova chicane: «Pericolosa». Piaceva solo a Marquez: perché lo favoriva

Nel paddock si scatena la rivolta contro la modifica introdotta quest'anno alla pista: chi cade in quel punto rischia di essere travolto. Accettata la richiesta dei piloti di tornare subito alla configurazione utilizzata anche dalla Formula 1. Ma il campione del mondo la pensa diversamente dagli altri

L'ultima chicane incriminata del circuito di Barcellona
L'ultima chicane incriminata del circuito di Barcellona Michelin

BARCELLONA – Lo hanno preso in giro tutti, perché nelle prime prove libere di stamattina continuava a sbagliare strada in quella curva, tanto da beccarsi addirittura la bandiera nera da parte dei commissari. Eppure, Jack Miller, senza rendersene conto, con il suo errore ha in realtà anticipato un problema autentico: l'ultima chicane, quella vera, introdotta proprio quest'anno, ai piloti non piace proprio. «Sembra fatta più per le auto che per le moto», riassume Danilo Petrucci. Le questioni che pone a livello di sicurezza sono sostanzialmente due: «La prima è la staccata: se la sbagli la collisione è inevitabile», sostiene Jorge Lorenzo, ancora memore del tamponamento subito un anno fa proprio in quel punto da Andrea Iannone. La seconda è la piega vera e propria: «È troppo lenta, se cadi resti fermo in mezzo alla pista», spiega Maverick Vinales. «A quel punto chi sta dietro ti sale sopra e si crea un'ammucchiata», chiosa lo stesso Iannone. Uno scenario letteralmente da brividi, che quasi fa rimpiangere il curvone di una volta, dove pure un anno fa perse la vita il povero Luis Salom in Moto2.

Ritorno al passato
Che sulla nuova soluzione aleggiassero tanti dubbi, del resto, era stato messo in luce già dopo i test che alcune squadre avevano organizzato qui un paio di settimane fa, proprio per provare le modifiche alla pista. «Ne avevamo parlato già all'ultima riunione della commissione sicurezza, al Mugello, e lì io tirai fuori questo argomento – rivela Andrea Dovizioso – Il punto è che i cordoli interni sono abbastanza bassi, puoi passarci sopra ma a forza di tagliarli rischi di cadere. Per evitare scivolate sarebbero meglio dei cordoli più alti, ma in quel caso potresti sbatterci contro se cadi alla curva prima. Neanche io ho una soluzione». La soluzione più logica, in realtà, era quella di tornare alla variante utilizzata l'anno scorso, dopo il tragico incidente di Salom: quella che stamattina continuava a percorrere Miller o che, per intenderci, utilizza la Formula 1. Tra i favorevoli a questa ipotesi c'erano ad esempio Valentino Rossi, Maverick Vinales e Andrea Iannone: «Quella era meno stretta – conferma il Maniaco – Per me tornarci è ragionevole e positivo». E alla fine la direzione gara, ascoltata la riunione della commissione sicurezza, ha optato proprio per prendere questa strada.

Marquez controcorrente
L'unica voce fuori dal coro è quella di Marc Marquez, che addirittura ha fatto segnare il suo miglior tempo nel giro in cui in quella chicane ha incontrato Loris Baz, che era appena caduto: «Ho chiuso il gas e ho perso un decimo – garantisce Magic Marc – Quella curva si affronta a 40-50 km/h e c'è molto tempo per renderti conto, spostarti e schivare l'altra moto. I piloti si lamentano, ma alla fine questa è la più sicura tra tutte le soluzioni». Non sarà che il campione del mondo dice così perché la nuova configurazione favorisce la sua Honda, agile nelle curve strette e lente, tanto che oggi lui è stato il più veloce? Le prestazioni contano davvero di più della sicurezza?