16 gennaio 2021
Aggiornato 03:30
Come la pensa il campione bolognese

La profezia di Loris Capirossi: «Cosa succederà dopo il ritiro di Valentino Rossi»

L'ex pilota, oggi membro della direzione gara, dice la sua sul Dottore: «Quando se ne andrà soffriremo, ma ne troveremo un altro. Per ora, comunque, va fortissimo e può approfittare della rivalità tra Marquez e Viñales per il titolo»

Loris Capirossi
Loris Capirossi

ROMA – Cosa succederà alla MotoGP il giorno in cui Valentino Rossi deciderà di ritirarsi? Un quesito che preoccupa tifosi e addetti ai lavori, a cui prova a dare una risposta un suo ex collega che il casco l'ha ormai appeso al chiodo già qualche anno fa, Loris Capirossi: «Nell’immediato soffriremo, ma poi ne troveremo un altro – ha dichiarato Capirex ai microfoni di Radio 24 durante il programma Tutti convocati – A livello italiano, dal punto di vista mediatico, qualcosa mancherà perché Valentino ha un seguito incredibile di tifosi. Ma si diceva così anche quando Agostini doveva smettere. Poi arrivano nuovi talenti e nuovi piloti, anche visi simpatici, che gli danno del gas. È una ruota che gira, altrimenti lo facciamo correre fino a 80 anni».

Tra i due litiganti...
I progetti di abbandono, però, sembrano ancora piuttosto distanti, visto che il Dottore, dopo tre Gran Premi, comanda il Mondiale. Anche approfittando della rivalità tra i suoi due avversari Marc Marquez e Maverick Vinales: «Devo dire che c’è una rivalità non da poco tra loro due, perché c’è una storia alle spalle: sono avversari da quando erano bambini, e per di più sembra che allora Viñales fosse più forte di Marquez – prosegue l'ex pilota, oggi membro della direzione gara – Adesso stiamo parlando di due talenti incredibili, chiaramente Marquez non ha nulla da dimostrare perché di titoli ne ha vinti tre. Invece Viñales è arrivato di prepotenza, ha cominciato subito a fare sul serio, ed è bello che la rivalità ci sia, l’importante è che sia corretta in pista. Di questa rivalità può godere il nostro Valentino Rossi, che non è in testa alla classifica per caso. Sta andando davvero fortissimo, a 38 anni sta dimostrando di avere una scorza e un carattere veramente forte». Dunque, sognare il decimo titolo non sembra più un reato: «A Valentino manca un pizzico di velocità, se vuole inserirsi nella lotta tra Marquez e Viñales per il titolo. Però non sempre si può inserire: in qualche occasione sarà lì insieme a loro a giocarsi la vittoria, potrà portare a casa qualche gara, l’importante è non ripetere gli errori che ha commesso l’anno scorso. Deve essere costante e portare a termine tutte le gare, tutti i risultati, e alla fine quando metteremo insieme tutti i punti, poi vedremo...».

Crisi Ducati
Un'aria meno serena è quella che si respira invece alla Ducati, storica squadra di Capirossi, dove nemmeno l'arrivo di un ex campione del mondo come Jorge Lorenzo è bastato ad avvicinarsi ai big: «Mi metto nei panni di Lorenzo: secondo me lui si aspettava senza dubbio una Ducati diversa, non quella che ha trovato – spiega Loris – La Desmosedici è una moto competitiva, che ha degli alti e dei bassi, negli ultimi anni li abbiamo visti competitivi in alcune piste su altre no. Sui circuiti in cui soffre bisogna guidarla con cattiveria e Lorenzo non ce l’ha. Jorge è un pilota velocissimo, pulitissimo, però la Ducati ha bisogno di una guida ignorante, come dicono in Romagna. Dovizioso in parte lo è, invece Lorenzo no».