28 giugno 2017
Aggiornato 15:30
Calcio - Serie A

Milan: da Montella a Donnarumma, la stagione delle grandi ombre

Dopo i primi dubbi sollevati da Mino Raiola, tanti altri rossoneri iniziano a mettere in discussione la loro permanenza al Milan. Da Suso al tecnico Montella, l’imperativo è uno solo: aspettare le mosse della nuova dirigenza per decidere cosa fare il prossimo anno.

Montella e Donnarumma sembrano confabulare sul futuro del Milan
Montella e Donnarumma sembrano confabulare sul futuro del Milan (ANSA)

MILANO - In principio fu Donnarumma. Anzi, per essere precisi, il suo procuratore Mino Raiola. Il primo a mettere in discussione le certezze sventagliate con malcelata sufficienza dai sedicenti nuovi proprietari orientali. Il progetto del nuovo Milan cinese, che a tutti inizialmente sembrava bello, affascinante, luminoso, non ha mai fatto breccia nel cuore arido e poco propenso ai sentimentalismi dello scafato procuratore italo-olandese. Le sue iniziali dichiarazioni relative al rinnovo di contratto del suo assistito Donnarumma («Prima di fare firmare un prolungamento a Gigio voglio incontrare i nuovi proprietari cinesi e conoscere i loro programmi di rilancio del club»), hanno fatto infuriare il popolo milanista. Ma alla fine ci aveva visto giusto lui.

L’ingegnoso Yonghong Li

Da quel momento in poi, infatti, la marcia di avvicinamento al closing è stato un percorso a ostacoli che nemmeno la Legion Run, tanto che perfino gli ottimisti a prescindere hanno cominciato a dubitare. Oggi che la pratica sembra definitivamente archiviata, almeno per quanto riguarda il passaggio di proprietà fissato per venerdì 14 aprile, i dubbi che emergono in maniera sempre più massiccia, riguardano la reale consistenza del coraggioso e traffichino Yonghong Li, unico imprenditore al mondo capace di acquistare un bene del valore di 1 miliardo di euro, l’Ac Milan, con un patrimonio personale che a stento si avvicina alla metà. 

Suso, cambio di orizzonti

Comprensibili quindi che tutte queste perplessità, come un virus malmostoso, abbiano contagiato l’intera brigata rossonera. Ieri abbiamo registrato le dichiarazioni di Suso («Il mio rinnovo è in stand by. Ho sempre detto che sono felice qui, però nel calcio non si può mai dire, quindi aspettiamo e vediamo cosa succederà in estate con la vendita della società e quale sarà la programmazione del nuovo Milan»). 

Se pensiamo che appena un paio di mesi l’attaccante spagnolo non faceva che ripetere a reti unificate che non vedeva l’ora di firmare il rinnovo di contratto con il club di via Aldo Rossi, logico notare come siano cambiati gli scenari nelle ultime settimane all'interno della squadra.

Montella a rischio

Sulla stessa linea del fantasista iberico, iniziano a farsi largo dubbi anche sul futuro del tecnico Montella, il vero artefice del discreto campionato del Milan, malgrado una doppia seduta di mercato da codice penale e una qualità della rosa a dir poco inadeguata alla storia rossonera. L’allenatore di Pomigliano D’Arco, anche lui fin qui mai in discussione, potrebbe iniziare a volgere altrove il suo sguardo. Non è un mistero infatti che sulle sue tracce abbiano iniziano a muoversi calibri pesanti del nostro campionato quali Juventus e Roma, una tentazione importante soprattutto se dal fronte societario rossonero non arrivassero in fretta rassicurazione sul futuro roseo del club. 

Tocca a Fassone

Sarà il caso che Fassone e Mirabelli inizino subito la loro opera di ricompattamento della squadra, magari chiarendo a tutti che per il prossimo mercato estivo il Milan potrà contare su un budget di 100-150 milioni di euro, altrimenti potrebbe iniziare la diaspora rossonera, con il rischio concreto di tenere in vita un pezzo di storia del calcio dall’immenso e glorioso passato ma senza alcun futuro.