20 settembre 2019
Aggiornato 09:04

Il Milan dice no al Chelsea e traccia la strada per il futuro

Il viaggio di Fassone e Mirabelli disegna il percorso che la nuova dirigenza si appresta ad intraprendere: il no del Chelsea per Romagnoli è solo il primo di una serie di rifiuti che il Milan opporrà a tutti coloro che busseranno alla porta per i vari Donnarumma, Locatelli etc. etc. E intanto Fabregas trova casa a Como.

MILANO - Un effetto immediato prodotto dal viaggio di lavoro di Fassone e Mirabelli in Inghilterra è che adesso in tutto il mondo il Milan ha altre sembianze. Il club di via Aldo Rossi da oggi è rappresentato da un altro volto, non più quello rubicondo, paffuto e sghimbescio di Adriano Galliani, ma quello altrettanto «decrinizzato» di Marco Fassone. 

Che sia un bene o un male lo scopriremo presto, ad esempio quando tutti gli amici del vecchio ad (Raiola in primis, a cascata tutti gli altri) dovranno iniziare a confrontarsi con la nuova task force di mercato rossonera. E allora capiremo sicuramente qualcosa di più.

Una cosa è certo, da questo momento in poi il tifoso del Milan ha perso un importante capro espiatorio e allora c’è da augurarsi che le cose comincino a filare per il verso giusto, altrimenti ci sarà da correre ai ripari e trovarne in fretta un altro.

Anti-interismi

Divazioni metafilosofiche a parte, il popolo rossonero sembra decisamente ben disposto verso la nouvelle vague milanista, malgrado la provenienza molesta del duo Fassone-Mirabelli. Ma tant’è, alcuni dei più grandi campioni di inizio secolo sono arrivati al Milan proprio dall’altra sponda del Naviglio, quindi bando alle ciance e ai sofismi da bar, quando si tratta di ottenere risultati si passa sopra a tutto. Ecco, il problema casomai potrebbe essere proprio quello: perchè se è vero che in caso di successi (in campo e sul mercato) i tifosi sono pronti a dimenticare anche i trascorsi più peccaminosi, se le cose dovessero andare meno bene ci sarebbe il rischio di un rigurgito anti-interismo. Ma sono scenari che al momento non vogliamo neppure prendere in considerazione.

La villa sul lago di Como

Dicevamo invece del viaggio a Londra dei futuri amministratore delegato e direttore sportivo del Milan. L’obiettivo principale di Fassone e Mirabelli era dichiarato: sedersi al tavolo con la dirigenza del Chelsea per capire come organizzare il trasferimento di Cesc Fabregas in rossonero. Che lo spagnolo sia l’obiettivo numero uno per il centrocampo di Montella ormai è cosa nota, così come l’indiscrezione sempre più succulenta riguardo una villa sul lago di Como già scelta dall’ex Arsenal e Barcellona come sua futura e modesta dimora. 

Ingaggio pesante

Al Chelsea non pare vero l’idea di liberarsi di un giocatore non più giovanissimo (classe ’87) che il nuovo tecnico Antonio Conte non vede di buon occhio neppure per le amichevole del giovedì contro la squadra B, anche perché significherebbe liberarsi di un contratto che pesa sulle casse dei Blues per circa 6 milioni di euro l'anno fino al 2019. Ecco allora l’ideona di Conte & friends: imbastire uno scambio tra l’indesiderato Fabregas e l’oggetto del desiderio Romagnoli, naturalmente con robusto conguaglio (almeno 20 milioni di euro) da versare generosamente sui nuovi conti correnti cinesi dell’Ac Milan. 

No Grazie

La notizia rassicurante per i tifosi del Milan è che Fassone e Mirabelli hanno risposto con un educatissimo e cordiale «No grazie», rispedendo ufficialmente al mittente ogni possibile ammiccamento del Chelsea nei confronti del gioiellino della difesa rossonera. Romagnoli non si tocca, sembra essere questo il diktat di Casa Milan. La speranza è che il concetto venga replicato in maniera forte e chiara dalla nuova dirigenza milanista anche ai tanti che da qui in poi verranno a bussare alla porta di via Aldo Rossi per Donnarumma, Locatelli, Niang, Bonaventura etc. etc.