19 agosto 2019
Aggiornato 15:30

Fassone al lavoro per il nuovo Milan: ecco le prime mosse

Ufficialmente è ancora tempo di osservare per Marco Fassone, ma il prossimo ad (attualmente in pectore) del nuovo Milan cinese è già al lavoro per ridisegnare i vertici societari del club di via Aldo Rossi. Si cerca un direttore sportivo, un direttore commerciale, un responsabile della comunicazione e una vecchia gloria.

MILANO - Martedì 6 settembre 2016 è stata sicuramente una giornata epocale per la storia dell’Ac Milan. Il versamento della seconda parte di caparra (85 milioni che si sono aggiunti ai 15 già versati al momenti delle firme di agosto) dalla Sino-Europe Sports Investment a Fininvest ha avuto il potere di stappare la bottiglia e - come per incanto - mettere in moto tutta una serie di operazioni che a catena si stanno concretizzando.
Se infatti fino a quella data c’era ancora il concreto dubbio che la cordata di Pechino potesse bluffare, anche alla luce del mistero che ancora avvolge i nuovi proprietari dell’Ac Milan, adesso le perplessità sono svanite, dando il via alle operazione di restyling generale che il nuovo amministratore delegato - al momento solo in pectore - Marco Fassone ha iniziato ad elaborare.

Già scelto Albertini?
Già nella giornata di oggi ad esempio ha preso a circolare la notizia di un possibile imminente ingresso in società di Demetrio Albertini, finora considerato uno dei due papabili (l'altro è Costacurta, Maldini pare essersi autoeliminato dalla corsa) per ricoprire un ruolo ancora da definire nei dettagli pratici, ma comunque fondamentale agli occhi dei nuovi proprietari. Non è ben chiaro se siano stati fatti passi in avanti decisivi nella scelta della bandiera rossonera, ma una cosa è certa: per quanto Fassone si guarda bene dal compiere mosse ufficiali almeno fino al momento del closing previsto per il 5 novembre, l’ex dirigente di Juventus, Napoli e Inter ha già le idee molto chiare su quanto servirà al nuovo Milan a livello dirigenziale.

identikit di un ds
Di un uomo immagine, qualcuno che abbia fatto la storia del Milan nel recente passato, abbiamo già detto, così come spesso abbiamo parlato della necessità di far salire a bordo un direttore sportivo con delle caratteristiche ben precise. Qualcuno che non lavori sempre con gli stessi procuratori; qualcuno che abbia uno staff di collaboratori in giro per il mondo; qualcuno che conosca bene il mondo del calcio, sia vecchi dirigenti che giovani calciatori; qualcuno in grado di programmare e costruire una squadra con vista sul futuro. Praticamente l’identikit opposto di Adriano Galliani.

Tutti i candidati
Difficile fare dei nomi al momento, anche perché, come in occasione delle più recenti battute di caccia ai vari mister X, i nomi che si leggono sono tanti e alcuni decisamente improbabili. È il caso ad esempio di Fabio Paratici, braccio destro di Marotta alla Juventus e personaggio fondamentale della rinascita bianconera. Sul giovane dirigente si muovono da tempo tutti i principali club europei e pensare di strapparlo alla famiglia Agnelli appare al momento utopico. Così come convincere Piero Ausilio ad attraversare i Navigli, lasciare l’Inter e passare alla sponda milanista. Meno problematico, almeno sulla carta, sembrerebbe l’aggancio a Walter Sabatini, al suo ultimo anno alla Roma, oppure a Riccardo Bigon, appena arrivato al Bologna ma facilmente liberabile, oppure ancora a Daniele Pradè, ex direttore sportivo della Fiorentina attualmente senza contratto.

La rinascita rossonera
Non è però da escludere che il nome del candidato ideale non sia stato ancora fatto e possa così rappresentare una sorpresa per tutti. Non è una sorpresa invece che Marco Fassone sia alla ricerca anche di un nuovo direttore commerciale e perfino di un nuovo responsabile della comunicazione, a conferma del desiderio di fare tabula rasa della precedente gestione rossonera e costruire da capo la nuova società. 

Potrebbe essere questo, ancor più di un roboante mercato di gennaio, il primo e più importante passo verso la rinascita milanista.