2 dicembre 2020
Aggiornato 19:00
Calcio - Serie A

Euforia Brocchi: «Berlusconi contento del mio Milan coraggioso»

Alla vigilia dell’esordio a San Siro sulla panchina del Milan, Cristian Brocchi è apparso sempre più a suo agio nei panni del “salvatore della patria”: «Sono emozionato, per me è un sogno che si avvera. Ma ora dobbiamo noi a riavvicinare i tifosi alla squadra».

MILANO - «Dopo la partita il presidente Berlusconi era contento per la vittoria. Non è entrato nell'aspetto tecnico-tattico, mi ha solo suggerito di  continuare a lavorare con la mia testa». Con la «mia» di chi, verrebbe da chiedere ai malpensanti, quella di Cristian Brocchi - le cui parole riportiamo fedelmente - o quella dello stesso patron rossonero? 

Luci a San Siro

Facili e comprensibili esercizi di sarcasmo a parte, con questa dichiarazione il neo allenatore rossonero ha presentato il suo esordio a San Siro sulla panchina del Milan, giovedì sera alle 20.45 contro il Carpi, con tutto il corredo di tensione e pensieri pericolosi: «L’emozione di San Siro è grande, per non dire grandissima. Per me entrare da allenatore a San Siro è un sogno che si avvera. È qualcosa di straordinario. Spero di trovare un pubblico che, nonostante le delusioni, abbia voglia di aiutare la squadra ad uscire da questo momento. Ma dobbiamo essere soprattutto noi comunque ad aiutare i tifosi a riavvicinarsi a noi». 

Obiettivo, ricompattare la squadra

La sua avventura sulla panchina del Milan, malgrado le giustificate titubanze dell’intero osservatorio calcistico - di fede rossonera e non -, sembra essere iniziata nel migliore dei modi. Il successo in trasferta sul campo della Sampdoria ha avuto il potere di ricompattare il gruppo, comprensibilmente scosso dopo l’inatteso esonero di Sinisa Mihajlovic, e restituire a tutto l’ambiente milanista un pizzico di fiducia e di serenità. Adesso l’obiettivo e continuare a far punti, tenere a distanza Sassuolo e Lazio per blindare il sesto posto che vorrebbe dire Europa League, e tentare il colpaccio nella finale di Coppa Italia contro la Juventus, in programma il prossimo 21 maggio allo stadio Olimpico di Roma.

«Attenti al Carpi»

«Il tempo a disposizione ci deve bastare - il monito di Brocchi ai suoi calciatori - per conoscerci e per avere sempre qualcosa in più rispetto a quello che chiedo. Prima della gara con la Samp speravo di vedere almeno un 5% di quanto fatto in allenamento, domani spero di poter alzare la soglia al 10%». 

Stavolta però ci sarà di fronte una squadra affamata di vittoria, alla disperata ricerca dei punti necessari per il raggiungimento di una salvezza che avrebbe del miracoloso: «Guai a sottovalutare gli uomini di Castori. La problematica maggiore sarà la fame del Carpi. Si stanno giocando la salvezza con una voglia e un’applicazione maniacale del loro credo tattico. Dal nostro punto di vista dovremo avere la loro stessa voglia, solo così riusciremo a far emergere le nostre qualità». 

Fuori Kucka e Bertolacci

Le ultime di formazione parlano di un doppio cambio in mezzo al campo. Fuori Kucka per squalifica, out anche un altro ex genoano di casa Milan: «Bertolacci ha un problema muscolare, modesto ma sufficiente a tenerlo fuori. Non sarà convocato e lo valuteremo nei prossimi giorni. Per quanto riguarda Kucka, lui è un giocatore importante che sa interpretare bene le due fasi di gioco e l'ha dimostrato a Genova. Abbiamo in rosa giocatori che hanno entusiasmo e vogliono mettersi in mostra. Sono sicuro che chi scenderà in campo al loro posto mi darà una risposta importante».

Dentro Poli…

Il favorito dovrebbe essere Andrea Poli, autore di un discreto scampolo di partita a Genova contro la Samp, ma, complice l’assenza di Bertolacci, non sono escluse ulteriori sorprese in mezzo al campo. 

La prima potrebbe essere il classe ’96 Josè Mauri: «È incredibile perchè si allena sempre al top e per questo un po' mi rivedo in lui. Gli ho fatto i complimenti, senza alcun tipo di promessa, ma gli ho detto che mi sta piacendo il suo atteggiamento e il suo modo di allenarsi».

… e uno tra Mauri e Boateng

L’altra opzione è l’arretramento sulla linea dei centrocampisti di Bonaventura e l’inserimento di Boateng dietro le punte: «Intanto devo dire che Prince ha una grande personalità e ha dimostrato di volersi mettere in mostra e rendersi utile alla causa. Così come anche altri. Sono contento se arrivo al giorno prima della partita con in testa più giocatori, vuol dire che i miei ragazzi si stanno impegnando per mettermi in difficoltà nelle scelte».