18 ottobre 2019
Aggiornato 15:00

Milan, la suggestione Sabatini prende forma

Dopo aver annunciato la sua separazione dalla Roma, è partita la caccia alla nuova destinazione per Walter Sabatini. L’opzione Milan sembra al momento quella più calda, soprattutto per l’indiscussa abilità dell’ex diesse giallorosso di scovare i talenti prima degli altri, che colmerebbe l’indiscusso limite di Adriano Galliani.

MILANO - Era iniziata come la classica indiscrezione di mercato, il fastidioso chiacchiericcio messo in circolazione da chissà quale procuratore interessato per raggiungere chissà quali scopi. Adesso però, partito come un sottile spiffero di vento dal raccordo anulare di Roma, si è via via trasformato arrivando veloce e possente come un uragano fino a Milano. E quella che sembrava solo una classica bufala di inizio primavera sta assumendo le sembianze di una possibilità concreta: il passaggio di Walter Sabatini al Milan.

Sabatini in partenza per il nord
La notizia del suo addio alla Roma era nell’aria già da qualche settimana. Dopo l’annuncio ufficiale consegnato alla stampa prima di Roma-Inter, è così iniziata la caccia alla nuova destinazione per il potente direttore sportivo umbro. Partendo dal presupposto che non è escluso neppure il classico anno sabbatico, è facile prevedere che Walter Sabatini imbocchi l’autostrada A1 in direzione nord, con possibile fermata Bologna - dove Joey Saputo lo vorrebbe per rimpolpare le ambizione della sua creatura rossoblu - oppure destinazione Milano.

Possibile duello Milan-Inter
Con la doppia ozione, Milanello oppure Appiano Gentile, perché non è escluso un interessamento del presidente Thohir per il brillante ex dirigente giallorosso.
Radio mercato però indica in via Aldo Rossi la meta più probabile per Sabatini, intanto perché il Milan cerca da anni una figura professionale come quella del direttore sportivo classico; e poi per la sana amicizia che lo  lega all’amministratore delegato per la parte sportiva rossonera, Adriano Galliani.

L’amicizia Sabatini-Galliani
Il vero problema riscontrato finora dal presidente Berlusconi è stato quello di trovare un dirigente che andasse bene al suo fido braccio destro: bocciati Sogliano, Pradè, Paratici, Giuntoli, adesso non sarebbe la stessa cosa con Walter Sabatini, da sempre grande amico di Galliani.
Ecco perché l’ipotesi Milan non è per nulla campata in aria, anche se è indubbio che ci siano diversi punti ancora da chiarire per valutare la reale fattibilità dell’operazione.

Quale futuro per l’Ac Milan?
Innanzitutto c’è da capire quali potranno essere i programmi di Silvio Berlusconi in vista della prossima stagione. Ovvio che molto dipenderà dalla piega che prenderà la trattativa con Bee Taechaubol (la scadenza dell’ultimatum all’uomo d’affari thailandese è la fine del campionato) o con l’altra misteriosa cordata cinese. In caso di cessione di un pacchetto azionario della società, il Milan potrebbe finalmente contare su un discreto budget per il prossimo mercato, altrimenti bisognerebbe tornare a barcamenarsi con la caccia al giovane talento, possibilmente sconosciuto e quindi poco costoso.

I tanti talenti scoperti da Sabatini
Ed ecco che il valore aggiunto portato da Walter Sa­batini, il cui talen­to unanimemente riconosciuto è quello di valutare, os­servare e soprattutto arri­vare sui giovani talenti prima degli altri, potrebbe essere fondamentale.
Pensiamo ai vari Pastore, Lichtsteiner, Kolarov, Ilicic, Lamela, Marquinos, Pjanic, Strootman, Manolas etc. etc., tutti scoperti dall’allora direttore sportivo di Palermo, Lazio e Roma grazie a geniali intuizioni di mercato.

I colpi di genio di Galliani
E pensiamo invece a quello che è diventato il valore aggiunto di Adriano Galliani come uomo mercato del Milan. Da qualche anno a questa parte l’ad rossonero è riuscito solamente a strapagare giocatori già affermati (Matri e più recentemente Bertolacci, Bacca, Romagnoli); raccattare in prestito o a parametro zero giocatori di discutibile valore tecnico (Constant, Birsa, Didac Vilà, Traorè, Silvestre, Emanuelson, Armero) e figurine di vecchie glorie ormai in disarmo (Essien, Torres, Paletta); e per finire svendere per due soldi futuri campioni (Saponara, Darmian, El Shaarawy).
Ce ne sarebbe in abbondanza per pensare ad un prepensionamento del vecchio dirigente monzese, magari proprio grazie all’arrivo di Sabatini.
I tifosi del Milan sentitamente ringrazierebbero.