27 settembre 2020
Aggiornato 21:00
Calcio - Serie A

Milan, ora per Miha c’è un problema attacco

Quello offensivo è il reparto che sta dando maggiori problemi a mister Mihajlovic. A parte Bacca, cecchino implacabile ma in questo momento in leggero calo, nessuno sembra offrire garanzie: Niang (che intanto si è messo ko da solo) vede poco la porta, Balotelli, Menez e Boateng sono fuori condizione e di Luiz Adriano si sono perse le tracce.

MILANO - La vittoria, preziosa ma non certo esaltante dal punto di vista del gioco, contro il Torino di Ventura ha lasciato in dote a Sinisa Mihajlovic alcuni importanti spunti di riflessione. Il primo riguarda la difesa, sempre più rocciosa, coriacea, solida, perfetta espressione del calcio volitivo e spigoloso del tecnico serbo; il secondo, di contro, riguarda l’attacco, retto finora dallo spietato cinismo di Carlos Bacca sotto porta e dalle invenzioni di Bonaventura e Honda, ma davvero deficitario su tutti gli altri fronti.

Le garanzie della difesa
Partiamo dal reparto più in forma, quello arretrato. Il fatto che adesso mister Mihajlovic si permetta addirittura il lusso di lasciare in panchina - e non per problemi di salute - il suo pupillo Romagnoli sta a significare solo una cosa: lì dietro ormai ognuno sa quello che deve fare. I meccanismi sono perfettamente oliati, i movimenti mandati a memoria da tutti i rossoneri e anche il rendimento dei singoli sta crescendo in proporzione. L’esemplificazione più pura arriva da Zapata, considerato finora una specie di pericolosa e inaffidabile mina vagante e adesso invece capace di mettere la museruola a Higuain e garantire ai suoi compagni sicurezza, attenzione e serenità.

In crescita il rendimento dei singoli
Più o meno lo stesso discorso che vale per il brasiliano Alex, vera rivelazione della stagione rossonera, a maggior ragione dopo l’infausta annata scorsa corredata solo da pessime prestazioni e infortuni a catena.
Se a loro aggiungiamo il livello sempre elevatissimo offerto dai due gioielli di Casa Milan, Donnarumma e Romagnoli, e la crescita esponenziali dei terzini rossoneri Abate, Antonelli e perfino l’ultimo De Sciglio, si riesce perfettamente a comprendere il perché delle sole 5 reti subite nelle prime 8 giornate del girone di ritorno, a fronte della 14 incassate nello stesso periodo dell’andata.

Oltre Bacca c’è il vuoto
A iniziare a creare qualche preoccupazione di troppo, invece, è il reparto offensivo. È vero che lì davanti c’è sempre quell’ingordo e vorace predatore dell’area di rigore che risponde al nome di Carlos Bacca, ma è altrettanto vero che attorno a lui non tutto gira alla perfezione. E infatti nelle ultime due partite che il colombiano ha abbassato - e di molto - il livello della sua pericolosità in attacco, a togliere le castagne dal fuoco ai rossoneri hanno dovuto pensare Bonaventura a Napoli e Antonelli contro il Torino.
Di Niang abbiamo già parlato diffusamente, elencando qualità (energia, entusiasmo, corsa, dinamismo) ma anche difetti (poca visione della porta, tanto fumo poco arrosto, improvvisi blackout, mancanza di supporto al compagno di reparto). 

Niang out per 2-3 mesi
Ora poi, a causa dell’incidente con la macchina che l’ha visto coinvolto, il francesino resterà fuori 2-3 mesi e per Mihajlovic la situazione potrebbe farsi ancora più ingarbugliata. Perchè Balotelli va ancora a 2 all’ora; Menez forse sta anche peggio e la dimostrazione è arrivata dalla sua performance inadeguata al San Paolo di Napoli; e così anche Boateng, ormai da diversi mesi alla ricerca del ritmo partita ma non ancora pronto per offrire garanzie all’allenatore.

Luiz Adriano desaparecido
Dulcis in fundo ci sarebbe anche Luiz Adriano, ma qui la questione si complica: il brasiliano, tornato dalla Cina dopo la storiaccia con lo Jiangsu Sunin, sembra non essersi più ripreso. Schierato titolare, proprio accanto a Balotelli nella semifinale di andata di Coppa Italia contro l’Alessandria, da allora dell’ex Shakhtar si sono perse le tracce. Prima un colpo al costato, poi l’influenza, poi problemini muscolari, sembra che per Luiz Adriano ce ne sia sempre una. E addirittura c’è chi insinua dubbi su un’esclusione punitiva a oltranza per aver rifiutato l’offerta cinese.
Peccato, perché finora era sembrato proprio lui il partner ideale di Carlitos Bacca.