14 luglio 2020
Aggiornato 06:30
Calcio - Serie A

Così non va, al Milan è già tempo di bilanci

Il pareggio conquistato a Torino amplifica la crisi rossonera. Preoccupa soprattutto l’incapacità del gruppo di reggere a livello mentale la pressione di una gara in discesa dopo essere passati in vantaggio. Galliani e Mihajlovic non nascondono la delusione, ma sono loro i primi colpevoli.

MILANO - Il day after del match di campionato contro il Torino, a Casa Milan è tempo di bilanci e, dopo un pareggio che sposta ben poco gli equilibri in classifica, vale la pena chiedersi se sia più giusto vedere il bicchiere mezzo pieno o invece mezzo vuoto. È vero che si è usciti imbattuti da un campo dove appena qualche settimana fa ci aveva lasciato le penne perfino la Fiorentina capolista, ma al cospetto di una squadra granata tanto rinunciataria e incomprensibilmente rintanata nella sua area di rigore, nemmeno avesse di fronte il Barcellona di Messi, Suarez e Neymar, era lecito attendersi qualcosa di più.

Dopo il gol di Bacca, il nulla

Se a tutto ciò aggiungiamo che il Milan, dopo un’ora di pressione tanto sterile quanto inoffensiva, era riuscito anche a portarsi in vantaggio, grazie ad un gran gol di Carlos Bacca appena entrato in campo, ecco che la prospettiva di visuale in casa rossonera cambia radicalmente. Perché non riuscire a vincere ci può stare, anche continuare a prendere gol ci può stare, ma non è più tollerabile vedere una squadra terrorizzata dalla propria stessa ombra, che smette puntualmente di giocare dopo essere passata in vantaggio. 

Incomprensibile blocco mentale dopo il vantaggio

Esattamente ciò che è successo all’Olimpico di Torino sabato sera. Eravamo tutti semi-intorpiditi, cullati da un primo tempo soporifero e noioso come non se ne vedevano da anni, quando l’ingresso in campo del colombiano al posto dell’ectoplasma di Luiz Adriano ha sparigliato improvvisamente le carte. Prima il gol del Milan realizzato dall’ex Siviglia, con il supporting cast formato da Bonaventura e Bertolacci; poi il solito blackout conseguente al vantaggio milanista, grazie al quale il Torino si è risvegliato dal coma e, approfittando del nulla cosmico dei rossoneri, ha raggiunto con una facilità disarmante un immeritato - fino a quel punto - pareggio.

Il rimpianto Baselli

Che poi il gol dell’1-1 sia arrivato grazie a Daniele Baselli, a lungo inseguito da Galliani l’anno scorso e poi lasciato colpevolmente andare ai granata (pagato da Cairo appena un terzo di quanto è costato Bertolacci al Milan), è solo uno spiacevole e fastidioso dettaglio.

Inutile girarci attorno, al di là dei risultati - comunque deprimenti -, il nuovo Milan targato Mihajlovic è riuscito in queste prime otto giornate di campionato a mettere in mostra tutti i limiti di una squadra ancora alla ricerca di una propria identità. Poco pressing, niente tattica del fuorigioco, zero sovrapposizioni sulle fasce, movimento senza palla, tagli, diagonali, incroci, schemi d’attacco, copertura in difesa. Nulla di nulla, manca qualsiasi elemento che possa far pensare ad un’idea di gioco. E a conferma di tutto ciò, ecco impietosi i numeri: 5 punti in meno del Milan di Inzaghi, universalmente considerato una delle più brutte versione rossonere della storia, tre sconfitte in più rispetto alla scorsa stagione, 8 reti segnate in meno e 3 subite in più.

Galliani: «Ci aspettavamo di più»

Il problema vero però, emerso una volta di più contro il Torino, è che al Milan mancano soprattutto personalità, coraggio, sicurezza nei propri mezzi, attributi, voglia di riscatto, tutte qualità indispensabili per venire fuori da un momento così complicato. 

E di questo non si può incolpare Adriano Galliani, che tenta una disperata difesa di se stesso arrampicandosi sugli specchi di Milanello: «Ci aspettavamo di più perchè abbiamo fatto investimenti importanti». 

Giusto caro Ad, 86 milioni di euro spesi in maniera quasi totalmente incomprensibile, viste la numerosissime falle lasciate nella rosa a disposizione di Mihajlovic.

Mihajlovic: «Non siamo soddisfatti»

Il tecnico serbo al termine del match contro il Toro non si è nascosto dietro un dito e ha fatto pubblica ammenda: «Non sono soddisfatto come penso non lo sia nessuno, dai giocatori alla società e ai tifosi. Sicuramente tutti si aspettavano meglio».

Ma i tifosi del Milan ormai sono saturi di scuse, vogliono fatti, sudore, lacrime e sangue. E possibilmente punti. Al termine di un’ennesima giornata fallimentare per i rossoneri, la distanza dalla vetta si è comunque ridotta, visto che la Fiorentina è stata sconfitta a Napoli e l’Inter non è andata aldilà di un pareggio contro la Juventus. Ora però occorre tornare a vincere per ridurre il gap con le prime. 

In Casa Milan, il tempo delle promesse non mantenute può considerarsi definitivamente concluso.