20 gennaio 2020
Aggiornato 08:00
Calciomercato

Milan, è già mercato: via alle grandi manovre

Malgrado i quasi 90 milioni spesi nella sessione estiva da Adriano Galliani, la squadra rossonera sembra mostrare ancora più di qualche lacuna

L'allenatore del Milan, Sinisa Mihajlovic
L'allenatore del Milan, Sinisa Mihajlovic ANSA

MILANO - Chi ci legge abitualmente sa perfettamente che se c’è un personaggio mai abbastanza rimpianto tra i dirigenti dell’Ac Milan quello è Ariedo Braida. L’uomo mercato geniale a cui i tifosi rossoneri devono gli acquisti di Marco Van Basten (strappato all'Ajax a parametro Fifa per meno di due miliardi delle vecchie lire), oppure George Weah, ingaggiato dal Psg per undici miliardi nell'estate del 1996, malgrado il parere contrario di Fabio Capello, ma anche Boban, Rijkaard e Shevchenko, è stato l’unica vittima dell’incruento colpo di stato pianificato da Barbara Berlusconi nel novembre del 2013 per esautorare Adriano Galliani.
Il vecchio ad, forte dell’amicizia con Silvio Berlusconi e di chissà quali complicati intrecci emotivi e finanziari, alla fine è rimasto al suo posto ed è toccato ad Ariedo Braida pagare per tutti.

Van Basten, Weah e Sheva tra i colpi di Braida

Per andare a scoprire i mefitici effetti di questa separazione basta andare a riguardare le ultime campagne acquisti del Milan, una collezione di affari insensati tra ex calciatori stipendiati come fuoriclasse, affarucci rimediati con i tanti amici e compagni di Galliani (Preziosi, Raiola, Damiani, Bronzetti, solo per citarne alcuni) e una generale sensazione di disfacimento abbattutasi come un uragano sull’impotente popolo rossonero.
Anche il recente mercato, malgrado una ritrovata disponibilità economica, è stato ampiamente insoddisfacente: tanti - forse troppi - soldi spesi da Adriano Galliani (quasi 90 milioni) per mettere insieme una squadra che ha ancora più buchi in rosa di una forma di groviera. E i risultati si vedono in campionato.

Braida in rotta con il Barcellona

Ed ecco allora tornare a fare capolino in via Aldo Rossi il fantasma rassicurante di Ariedo Braida, sbarcato a Barcellona qualche mese fa con un contratto fino a giugno prossimo, ma in rotta con il club blaugrana per una questione di mansioni e responsabilità non ritenute gratificanti dall’esperto dirigente italiano.
Volendo fare i cavillosi in casa Milan non si tratterebbe proprio di un’operazione all’insegna del nuovo che avanza, viste le 69 primavere dell’ex braccio destro di Galliani, ma pur di non vedere l’ad fare danni da solo, completamente incapace di gestire una situazione delicata come quella della ristrutturazione della task force di mercato rossonera, va benissimo anche Ariedo Braida.

Ranocchia primo innesto per la difesa

Intanto già si lavora alla prossima sessione di mercato, quella di gennaio, che dovrà garantire al tecnico Mihajlovic gli innesti necessari per rendere competitiva la rosa del Milan, attualmente incompleta.
Gli obiettivi principali sono un difensore centrale e un trequartista. Per il delicatissimo ruolo di partner di Romagnoli al centro della retroguardia milanista, con Mexes praticamente già sulla Milano-Firenze, pronto ad abbracciare Paulo Sousa, torna prepotentemente fuori il nome di Andrea Ranocchia. L’ex capitano nerazzurro ormai all’Inter non trova posto nemmeno nelle amichevoli del giovedì e per lui, malgrado la corte insistente di Everton e Tottenham, la via più breve - quella per Milanello - sembra la più gradita.

Pjaca per la trequarti già a gennaio

La questione trequartista è più delicata perché è vero che si tratta anche del problema più urgente per Mihajlovic, vista la pochezza certificata di Honda e l’inaffidabilità di Bonaventura in quel ruolo, ma trovare un fantasista dal peso specifico rilevante nel mercato di gennaio appare complicato. Ecco quindi tornare a farsi largo il nome di Marko Pjaca, trequartista/attaccante esterno classe '95 della Dinamo Zagabria, seguito dal Milan già in estate ma poi rimasto nella sua squadra per le richieste, considerate eccessive (quasi 15 milioni di euro) del club croato. Inutile dire che con la vetrina europea e le 3 reti in 6 partite segnate nei preliminari di Champions League dal geniale fantasista è facile prevedere che i costi siano ulteriormente cresciuti. Ma tant’è, da un po’ di anni a questa parte la lungimiranza al Milan non è di casa.

Atteso il recupero di Menez, poi Calhanoglu

L’alternativa per giugno potrebbe essere Hakan Calhanoglu, trequartista 21enne del Bayer Leverkusen, già autore di cinque gol in dieci partite, protagonista dell’eliminazione della Lazio in Champions e uomo squadra del club tedesco. Parliamo di un investimento da almeno 25 milioni di euro, per un talento che però li vale tutti.
E intanto Mihajlovic si augura di ritrovare in fretta Menez, l’unico in grado di poter restituire in fretta al Milan creatività, imprevedibilità e fantasia, qualità che dalle parti di Milanello sembrano ormai smarrite.