19 ottobre 2019
Aggiornato 14:00

Milan, ora tutti ti temono. Ma piano con i proclami

Le prime uscite stagionali dei rossoneri hanno regalato ulteriore credibilità ad un club rinvigorito dalla ritrovata passione di Berlusconi, dal prossimo accordo commerciale con Mr. Bee e da una campagna acquisti di nuovo all’altezza. Attenzione però con i facili entusiasmi: l’anno scorso il Milan è partito con i fuochi d’artificio, poi sappiamo bene com’è andata.

MILANO - L’ultimo in ordine di apparizione è Gianluigi Buffon, il portierone della Juventus e della Nazionale, affascinato anche lui dal nuovo Milan di Sinisa MIhajlovic e - almeno apparentemente - preoccupato dal ritrovato entusiasmo dei rossoneri: «Vedendo lo stravolgimento generale e questo nuovo progetto con Mihajlovic, secondo me anche il Milan è una squadra che non avendo le coppe può fare veramente molto bene».
E se lo dice il capitano azzurro forse è il caso di credergli. Ma non è solo Buffon ad evidenziare inquieto i progressi della squadra che fino a un paio di mesi fa riusciva a suscitare solo una gran pena e profonda tristezza.

La ritrovata passione di Berlusconi
Oggi grazie al rinnovato ardore di Silvio Berlusconi, al prossimo accordo commerciale con la cordata cino-thailandese guidata da Bee Taechaubol che porterà nelle casse del club rossonero ben 485 milioni, ai ricchi investimenti sul mercato dopo anni di micragnose campagne acquisti a base di prestiti e parametri 0, e al carisma del nuovo allenatore milanista, il sergente di ferro Sinisa Mihajlovic, il Milan è tornato a far parte dell’elite del calcio che conta. Quanto meno in Italia.

Ottime risposte dai nuovi acquisti
Le prime esibizioni agostane dei rossoneri hanno regalato un’immagine completamente nuova della squadra depressa e deprimente della scorsa stagione. Merito senza dubbio dei nuovi acquisti, gli attaccanti Bacca e Luiz Adriano, il talento della difesa Romagnoli, l’ex genoano-romanista Bertolacci e perfino il cavallo di ritorno Rodrigo Ely, ma anche della ritrovata vena dei «vecchi». De Sciglio sembra il gemello di Dialma Santos, lontano parente del timido, ingobbito e molle terzino visto negli ultimi due anni al Milan; lo stesso Honda, dopo le prime settimane di cura Mihajlovic, è apparso ringiovanito di 10 anni e fin dalle prime prestazione ha regalato assist e gol rimettendo in discussione le certezze del tecnico serbo.

Soriano e Ibrahimovic ancora nel mirino
E non è ancora finita, perché la campagna acquisti dei rossoneri potrebbe riservare almeno uno, se non due, preziosissimi colpi di coda. Della mezzala sampdoriana Roberto Soriano abbiamo già discusso abbondantemente: magari non si tratta di un calciatore dall’appeal assicurato, ma se arriverà al Milan sarà per espresso volere di Sinisa Mihajlovic che l’ha allenato la scorsa stagione in blucerchiato. E già solo per questo, ci si dovrebbe fidare.
Il secondo colpaccio di fine mercato, possibile ma non probabile, potrebbe avere le sembianze ruvide di Zlatan Ibrahimovic, ancora in orbita Milan malgrado i continui rifiuti - pubblici e privati - della dirigenza parigina. 

L’anno scorso una partenza col botto
I tifosi rossoneri iniziano a gongolare, affascinati dal nuovo progetto milanista, dal carisma dell’allenatore serbo, dalla qualità del gioco espressa finora, dall’entusiasmo che circonda questa nouvelle vague dell’Ac Milan.
Ma attenzione a tutta questa euforia. Nel calcio - si sa - basta poco per sprofondare dal paradiso all’inferno mediatico. Basti ripensare allo scorso campionato, che passerà alla storia come la stagione di Pippo Inzaghi in panchina, una dei momenti più deprimenti dell’ultracentenaria epopea rossonera. Eppure l’inizio fu travolgente: la vittoria netta contro la Lazio (poi rivelazione della stagione) alla prima giornata, la scoppiettante vittoria a Parma, un attacco devastante, un Keisuke Honda capace di andare a rete con una puntualità da bomber di razza. Poi, come d’incanto, il buio.
E allora attenzione al monito di Giovanni Trapattoni, il grande vecchio del calcio italiano e soprattutto uno che di Milan se ne intende: «Il Milan dovrà partire forte se no sai le critiche…».
Ma poi sarà fondamentale reggere alla distanza. Come abbiamo già visto, basta poco per scivolare dall’esaltazione allo sconforto. E al Milan certi lussi non sono più concessi.