29 novembre 2020
Aggiornato 11:00
Promossi e bocciati della MotoGP a Barcellona

Le pagelle: Lorenzo a pieni voti, Valentino quasi

Non può che essere da dieci il Gran Premio di Catalogna dello spagnolo, al quarto successo consecutivo. Il Dottore è velocissimo in gara, ma gli manca l'exploit in qualifica. A tutti gli altri giudizi molto più bassi.

BARCELLONA – Il Gran Premio di Catalogna ha confermato in blocco l'andamento delle ultime gare: un Mondiale MotoGP diventato un monocolore Yamaha, con Jorge Lorenzo costantemente al comando e Valentino Rossi all'inseguimento, velocissimo in gara ma non abbastanza in qualifica. A loro vanno inevitabilmente i voti più alti nelle pagelle del DiariodelWeb.it. Tutti gli altri, invece, hanno dei compiti a casa da fare.

JORGE LORENZO – voto 10. Non fatevi ingannare dalle cadute iniziali di Aleix Espargaro, Andrea Dovizioso e Marc Marquez, che certamente gli hanno reso la vita più semplice. Il poker di vittorie consecutive per 'Por Fuera' non è stato una passeggiata, ma il coronamento dell'ennesimo weekend di gara impeccabile, dall'inizio alla fine. Per la prima volta in carriera si aggiudica quattro successi di fila, restando al comando per 103 giri complessivi (un record che batte quello di Casey Stoner datato 2007). Numeri impressionanti: difficile immaginare che cosa possa mettere fine a questa sua striscia positiva. Che rischia di ammazzare il Mondiale.

VALENTINO ROSSI – voto 9. Per quanto visto in gara sarebbe un 10 tondo tondo. La corsa del Dottore non è stata inferiore a quella del compagno di squadra, anzi ha dimostrato una volta di più (se ancora ce ne fosse stato bisogno) che il duo Yamaha al momento è proprio su un altro pianeta. Purtroppo, finché Vale continuerà a partire dalla settima o dall'ottava posizione, dovrà sprecare i primi giri a superare le moto più lente davanti a lui. Mentre Jorge Lorenzo scappa via. E, quando il maiorchino è al comando, non sbaglia un colpo. O il campione di Tavullia trova il modo di mettergli pressione fin dal via della gara, oppure anche questo ultimo punto che ancora ha di vantaggio in classifica iridata sarà presto spazzato via.

MARC MARQUEZ – voto 5. Stava spingendo al massimo nel tentativo di superare Jorge Lorenzo, come dimostra il suo miglior giro della gara, completato in 1:42.219. Ma è un premio di consolazione che vale pochissimo, visto che poco dopo il campione del mondo in carica è scivolato per l'ennesima volta nella sabbia, finendo così la sua gara e probabilmente anche la sua difesa del titolo iridato. Per rientrare nei giochi ora gli servirebbe uno stratosferico colpo di fortuna: magari che Rossi e Lorenzo inizino a buttarsi fuori a vicenda, in un eccesso di agonismo. Ma può un pilota che solo dodici mesi fa aveva vinto i primi dieci Gran Premi di seguito essere costretto ad aggrapparsi ai guai altrui? Certo che no. Forse aveva ragione chi sosteneva che il suo dominio fosse solo merito della superiorità tecnica della sua Honda. Che ora non c'è più.

ALEIX ESPARGARO E MAVERICK VINALES – voto 7. Una doppietta Suzuki in qualifica non la si vedeva dal 1993. Ma era tutto fumo negli occhi. La loro partenza al rallentatore ha regalato il comando a Lorenzo, facendoli precipitare dopo un solo giro al settimo e al 14° posto rispettivamente. Segno che, più che del nuovo motore, il loro exploit nelle prove ufficiali è stato merito della gomma più morbida concessa loro dal regolamento. Poi, Espargaro è addirittura caduto al giro 21, chiudendo il weekend nel peggiore dei modi. Di strada da fare ce n'è ancora molta.

ANDREA DOVIZIOSO – voto 4. Uno dei sette piloti a cadere durante una gara a eliminazione. Il ducatista era terzo, poi ha fatto la stessa fine di Marquez poco dopo. Non è stato solo un episodio, ma il culmine di un fine settimana in cui Desmodovi non ci ha capito nulla, della pista e dell'assetto. Una volta può capitare, ma che non diventi un'abitudine. Per fortuna che c'è il giudizioso Andrea Iannone, che con il suo quarto posto salva il GP della Ducati.

DANI PEDROSA – voto 7. Il suo primo podio dopo l'operazione all'avambraccio è comunque un risultato da festeggiare. Ma è stato propiziato dalla valanga di ritiri davanti a lui, non certo dalla sua competitività, visto che lo spagnolo ha chiuso davanti al suo pubblico con ben 20 secondi di distacco dal vincitore. La sua Honda in crisi non lo aiuta certo, ma lui continua a limitarsi a fare il proprio compitino. Un po' poco.