17 ottobre 2019
Aggiornato 22:00

Rieccoli: Raikkonen e la Red Bull tornano grandi

E' il venerdì dei ritorni: le «lattine» sembrano di nuovo quelle che vinsero quattro mondiali consecutivi. E anche la rinascita del finlandese fa ben sperare la Ferrari: «Chiacchiera e sorride, non sembra nemmeno lui...»

BARCELLONA – Vi ricordate la Red Bull? Il team che, fino al 2014, vinse quattro titoli mondiali consecutivi e che l'anno passato, pur annientato dalla Mercedes, è stato l'unico oltre ai tedeschi a salire sul gradino più alto del podio. Certo, con la livrea in bianco e nero scelta per confondere le idee agli avversari in questi test, sono quasi irriconoscibili. Ma le loro prestazioni cominciano ad essere quelle a cui ci avevano abituato nelle stagioni migliori.

Daniel Ricciardo, del resto, aveva avvisato tutti già ieri: «Penso che i principali problemi siano risolti: ora si tratta di mettere a punto la vettura e renderla un po' più guidabile». E oggi, nella seconda giornata di prove invernali a Barcellona, le sue parole hanno trovato conferma con il miglior tempo (1:24.574), a dispetto di un piccolo problema in mattinata quando la sua vettura si è fermata in corsia box. L'australiano si è piazzato in testa ad una classifica oggi particolarmente serrata, con quattro piloti racchiusi in un decimo e mezzo.

Quasi a pari merito con la Red Bull (e con un tempo fatto segnare con le stesse gomme morbide) è giunto il ferrarista Raikkonen. Anche per lui, del resto, vale lo stesso discorso appena fatto per le «lattine»: gli ultimi risultati sembrano finalmente averci restituito il Kimi che conoscevamo. Lo conferma scherzosamente anche il team principal Maurizio Arrivabene: «L'anno scorso i suoi problemi dipendevano dal fatto che la vettura non si adattava al suo stile di guida. Quest'anno le cose sono cambiate e lo dimostra il fatto che in questi giorni è chiacchierone e sorridente. Questo è il vero scoop del weekend: è molto, molto strano, pensavo fosse malato, invece è solo entusiasta».

Alle spalle del finlandese si piazzano il suo ex compagno di squadra Felipe Massa e Sergio Perez. Continua a nascondersi nelle retrovie la Mercedes, sulla quale oggi si è alternato il tandem Lewis Hamilton (quinto)-Nico Rosberg (sesto). Ha iniziato la giornata il tedesco, poi messo in panchina dopo la pausa pranzo per non aggravare il dolore al collo già manifestato ieri. Nel pomeriggio il testimone è passato al suo compagno di squadra, evidentemente guarito dalla febbre che lo aveva appiedato ventiquattr'ore fa.

Chi ancora non è guarita è invece la McLaren. Oggi al volante a Jenson Button è subentrato Fernando Alonso, ma la storia non è cambiata: il motore Honda continua a non volerne sapere di funzionare, tanto che gli scarichi della vettura hanno inondato in più di un'occasione la corsia dei box di fumo bianco. Con la sessantina di tornate portate a casa oggi, l'asturiano ha comunque girato di più del suo compagno di squadra ieri, ma la soluzione sembra ancora lontana. Domani dal Giappone arriveranno i famigerati pezzi di ricambio per risolvere i guasti manifestati ieri: basteranno?