22 agosto 2019
Aggiornato 19:30

Juve con il fiato sul collo, la Roma è a -1

Nella penultima giornata del 2014 i campioni d’Italia pareggiano contro una sempre più sorprendente Sampdoria mentre i giallorossi espugnano Marassi. Il Milan affossa il Napoli e si avvicina alla terza piazza, dove troviamo le due genovesi e la Lazio, pronte a darsi battaglia fino all’ultimo respiro. E occhio alla Fiorentina che arriva da dietro.

SAMPDORIA, voto 9  – Come i punti ottenuti in trasferta dai blucerchiati. Anche se il voto più giusto sarebbe stato 25, visto che con il pareggio ottenuto dai «Mihajlovic boys» allo Juventus Stadium è stata interrotta una striscia sontuosa di 25 vittorie consecutive in casa da parte dei bianconeri. A vibrare la mazzata fatale ai campioni d’Italia è stato un giocatore ancora per metà juventino, quel Manolo Gabbiadini, sceso in campo a Torino con la maglia della Sampdoria sopra e quella del Napoli sotto, vista l’ormai imminente cessione dell’attaccante al club di De Laurentiis per 13 milioni di euro. A gennaio il tecnico della Sampdoria avrà sicuramente un problema in più da risolvere, sostituire la talentuosa punta esterna, ma per ora il terzo posto e i 26 punti conquistati rappresentano un bel modo di festeggiare il Natale. 

MILAN, voto  8 – Come le reti segnate da Menez (record personale di segnature in carriera) dopo appena 15 giornate. I rossoneri continuano a correre sulle montagne russe e passano con leggerezza da tonfi dolorosi e inspiegabili come quello di domenica scorsa a Genova a belle vittorie come quella ottenuta contro il Napoli a San Siro. Appena Filippo Inzaghi sarà riuscito a regalare maggiore equilibrio a questa squadra, grazie all’ormai definitiva esplosione del cannoniere Menez, al rientro di Montolivo in mezzo al campo e ai prossimi recuperi di tutti i difensori titolari (Abate, Alex e De Sciglio sono ancora fuori per infortunio e ieri si è fatto male anche Rami), il terzo posto vaticinato da Silvio Berlusconi nelle sue consuete visite del venerdì a Milanello potrebbe non essere un miraggio.

FIORENTINA, voto 8 – Come la differenza reti in attivo, frutto dei 20 gol segnati e dei 12 subiti. Quella intrapresa dai viola sembra una marcia inarrestabile. Fino a qualche settimana fa la banda Montella stazionava depressa nella seconda metà della classifica ed ora invece è ad appena un punto dalla coppia Milan-Napoli e a 3 punti dal terzo posto. Il rientro di Gomez si sta rivelando prezioso anche se al bomber tedesco continua a mancare lucidità sotto porta. Ma fin quando segnano gli altri (Borja Valero, Savic, Rodriguez, El Hamdaoui in rete contro il Cesena) va bene così.

UDINESE, voto 4 – Come i punti in più ottenuti dai friulani rispetto alla scorsa stagione. In realtà la stagione della nuova Udinese di Stramaccioni può considerarsi più che positiva, ma la sfogo a fine partita del presidente Pozzo la dice lunga sullo stato di agitazione che cova sotto la cenere: «Ho visto molta confusione, non ho capito i cambi. È stato come prendere un cazzotto in faccia». Ed in effetti, come ha sottolineato anche l’ex-tecnico interista a fine gara, dopo Cesena e Chievo, anche la partita contro il Verona, fondamentale per il definitivo salto di qualità, è stata toppata, malgrado l’ennesimo gol dell’eterno Totò Di Natale.  

NAPOLI, voto 3 – Come le sconfitte già raccolte dal Napoli nelle prime 15 giornate di campionato. È vero che i partenopei venivano da una striscia di 11 risultati positivi in campionato, ma per una squadra seriamente candidata alla vittoria finale, aver accumulato già 12 punti di distacco dalla Juventus e 11 dalla Roma prima ancora della fine del girone di andata, sembra davvero troppo. Contro il Milan si è vista una squadra molle, quasi incapace di reagire con veemenza e il risultato di 2-0 alla fine è lo specchio di quanto si è visto in campo: Higuain nervoso, Coulibaly impresentabile, Callejon e Maertens  impalpabili e un centrocampo sicuramente non all’altezza delle aspettative. Benitez predica calma, ma la pazienza dei tifosi sta per finire.

GENOA, voto 3 – Come le sconfitte casalinghe rimediate dai rossoblu, a fronte di una straordinaria imbattibilità in trasferta. La nomination tra i peggiore della domenica però non nasce tanto da demeriti sportivi, vista l’apprezzabile prestazione del Genoa contro la Roma, peraltro in inferiorità numerica per larghi tratti dell’incontro, quanto per le intemperanze del presidente Preziosi a fine partita. Le allusioni agli scandali di Mafia Capitale che stanno funestando la vita capitolina nelle ultime settimane è stata una caduta di stile senza precedenti per il numero uno genoano, e forse sarebbe il caso di riflettere un pochino prima di esternare certe farneticazioni.