6 dicembre 2019
Aggiornato 19:30

Zingaretti vede i sindacati, convergenze sulla situazione economica: «L'Italia sta precipitando»

Un incontro, che si è svolto nella sede del Partito Democratico, che ha evidenziato convergenze su alcuni temi, a partire dalla necessità di mettere il lavoro al centro delle politiche nazionali e rilanciare gli investimenti

Zingaretti vede i sindacati, convergenze sulla situazione economica: «L'Italia sta precipitando»
Zingaretti vede i sindacati, convergenze sulla situazione economica: «L'Italia sta precipitando» ANSA

ROMA - Un «confronto sulla situazione sociale e politica» del Paese, un «buon incontro», un «ottimo avvio»: così i leader di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo hanno commentato la riunione con il neo segretario del Pd, Nicola Zingaretti. Un incontro, quello che si è svolto nella sede del Partito democratico e durato circa due ore, che ha evidenziato convergenze su alcuni temi, a partire dalla necessità di mettere il lavoro al centro delle politiche nazionali e rilanciare gli investimenti. Ma anche differenze, per esempio sul salario minimo dove le posizioni sindacali sembrano addirittura più distanti rispetto alla proposta del M5S.

Zingaretti ha presentato ai leader delle tre confederazioni un documento che sarà valutato dagli esecutivi unitari il 10 aprile. Cgil, Cisl e Uil valuteranno le compatibilità delle idee del Pd con la loro piattaforma alla base della manifestazione nazionale del 9 febbraio. «Abbiamo ascoltato le proposte del Pd, che ci ha illustrato il percorso che porterà il partito alle elezioni europee - ha detto Landini - a Zingaretti abbiamo ribadito le richieste contenute nella piattaforma sindacale: mettere al centro l'occupazione, cambiare le leggi sul lavoro, rilanciare gli investimenti. E' stato un confronto di merito sulla situazione del Paese, vedremo gli sviluppi. Il 10 aprile, ai nostri esecutivi unitari, abbiamo in cantiere di avviare altre iniziative di mobilitazione a sostegno delle nostre richieste che culmineranno a giugno con una manifestazione sul Sud».

Sul salario minimo, Landini ha sottolineato che alle proposte del Pd e del M5S «preferiamo quella di Cgil, Cisl e Uil. Bisogna partire dal rispetto dei contratti nazionali, serve un intervento legislativo per dare validità ai contratti firmati dalle organizzazioni più rappresentative di lavoratori e imprese. Bisogna allargare la base dei contratti e definire i trattamenti economici complessivi. Non c'è solo la paga oraria».

Sul salario minimo anche Furlan e Barbagallo hanno affermato cose analoghe. «Siamo un Paese dove i contratti nazionali coprono l'85% dei lavoratori - ha ricordato il numero uno della Cisl - si tratta di definire come coprire l'altro 15%». Divergenze con il Pd su questo tema sono state evidenziate anche dal segretario generale della Uil, secondo cui «ad oggi è migliore la proposta dei Cinquestelle. Domani vedremo».

Furlan ha aggiunto che con Zingaretti e il gruppo dirigente del Partito democratico «l'argomento centrale è stato il lavoro. Abbiamo riscontrato attenzione alle questioni che abbiamo posto, condivisione e disponibilità a un confronto sulla crescita e sulla situazione economica del Paese in vista della prossima finanziaria». Barbagallo ha inoltre dichiarato che Zingaretti «si è impegnato ad approfondire tre temi: salario minimo, codice degli appalti e Def. Vedremo ora se ci sono idee compatibili con le nostre per far uscire l'Italia dalla crisi».