7 dicembre 2019
Aggiornato 04:00
Istruzione

Università, le promesse del ministro Fedeli: «Più soldi agli atenei e alla ricerca»

Il ministro dell'Università e dell'Istruzione, Valeria Fedeli, è intervenuto al Forum Ambrosetti che si è svolto a Cernobbio per anticipare le novità del dossier universitario

Il ministro dell'Istruzione e dell'Università, Valeria Fedeli, è intervenuto al Forum Ambrosetti.
Il ministro dell'Istruzione e dell'Università, Valeria Fedeli, è intervenuto al Forum Ambrosetti. ANSA

CERNOBBIO - Il ministro dell'Università e dell'Istruzione del governo Gentiloni, Valeria Fedeli, è intervenuto al Forum Ambrosetti che si è svolto a Cernobbio e ha affrontato davanti alla platea formata dal gotha dell'imprenditoria e della finanza il dossier universitario. Mentre in tutto il paese montano le proteste degli studenti per il numero chiuso di alcune facoltà negli atenei nazionali e quelle dei docenti per i mancati scatti di anzianità, che tra l'altro hanno portato allo sciopero degli esami dello scorso 29 agosto, la ministra ha annunciato che nella Legge di Bilancio che sarà varata a metà ottobre vorrebbe inserire generosi fondi per le università italiane e per la ricerca. Ma il rischio è che si tratti - ancora una volta - di promesse da marinaio lanciate in piena campagna elettorale perché al più tardi in primavera il governo Gentiloni dovrà passare la mano (e le magagne ancora irrisolte del Paese) al prossimo Esecutivo.

Le promesse del ministro Fedeli
Valeria Fedeli, al Forum Ambrosetti, ha promesso fondi record per la ricerca di base. Pare infatti che proprio venerdì scorso il Miur abbia trovato l'accordo con il ministero delle Finanze: è stata promessa «una risposta, inedita nella quantità, alle richieste dei ricercatori avanzate in queste stagioni» con i fondi del ministero. Ma non finisce qui. Perché per risolvere il problema degli scatti di anzianità dei docenti servono tra i 150mila e i 300mila euro e la discussione tecnica è tutt'ora in corso a Palazzo Chigi. Sulla carta, però, resta ancora irrisolto il problema della formazione dei giovani italiani perché il numero di laureati nel Belpaese è al di sotto della media Ue. E qui la bacchetta magica non basta.

Laureati cercasi in Italia
«Si deve immaginare davvero di reinvestire nell'Università, perché abbiamo bisogno di più laureati non solo di persone che semplicemente si iscrivono», ha detto il ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Valeria Fedeli a Zapping su Radio uno. Per Fedeli è necessario anche «un giusto accreditamento e la valutazione degli sbocchi nel mercato del lavoro» e ha ricordato a tale proposito che «una novità di quest'anno sono le lauree professionalizzanti».In Italia abbiamo un basso numero di laureati in rapporto ad altri Paesi europei, quindi «dobbiamo puntare sulla formazione, ma poi dobbiamo discutere anche di che tipo di laureati abbiamo bisogno, per questo parlo di un allargamento e ampliamento del numero di laureati con mantenimento della qualità ma anche del rapporto con gli sbocchi professionali", ha spiegato il ministro.