6 dicembre 2019
Aggiornato 15:31

Salvini a Lampedusa: «E' il simbolo dell’ipocrisia e del fallimento dell’Europa»

Il segretario della Lega Nord ha spiegato dai microfoni di Radio Padania: «Mentre sabato a Roma ci sarà il Festival dell'Ipocrisia, con la Merkel, Renzi, Monti e la Boldrini io sarò in Sicilia con gli Italiani per preparare un'Europa e un'Italia diverse»

ROMA – Matteo Salvini andrà a Lampedusa questo sabato, il 25 marzo data in cui ci saranno le celebrazioni per i 60 anni del Trattato di Roma nella Capitale.

«A Roma ci sarà il Festival dell'Ipocrisia»
Il segretario della Lega Nord ha spiegato dai microfoni di Radio Padania come mai ha scelto di disertare i festeggiamenti ufficiali: «Mentre sabato a Roma ci sarà il Festival dell'Ipocrisia, con la Merkel, Renzi, Monti e la Boldrini io sarò a Lampedusa con gli Italiani per preparare un'Europa e un'Italia diverse. Di fronte al fallimento economico e sociale mentre i burattini e i complici saranno a bere e mangiare io sarò in quest'ultimo presidio del Paese non contro l'Europa ma per lanciare le nostre proposte di cambiamento».

«130 miliardi di euro regalati dalI'italia all'Europa»
Il leader di Noi con Salvini ha proseguito: «Non sarò con quelli che rubano ai poveri per dare ai ricchi con chi che negli ultimi 10 anni ha provocato in Italia 120.000 imprese fallite, 1.415 suicidi per motivi economici, disoccupazione giovanile dal 18 al 40%, un reddito pro capite diminuito del 13%, sofferenze bancarie da 80 a 400 miliardi a fronte di 130 miliardi di euro regalati dalI'italia all'Europa».

«Lampedusa è il simbolo dell’ipocrisia e del fallimento dell’Europa»
Il numero uno del Carroccio ha ricordato che dal 2014 507.771 immigrati sono sbarcati in Italia e 12.526 sono morti nel Mediterraneo, «Non ci sono mai stato vado appositamente sabato perché Lampedusa è il simbolo dell’ipocrisia e del fallimento dell’Europa, - ha concluso l'eurodeputato - con 500mila sbarchi e diecimila morti negli ultimi mesi, mentre ci saranno ipocriti che brinderanno a Roma e festeggeranno l’Europa. Ecco i grandi risultati di questa Unione Europea. Non c'è niente da festeggiare, c'è tutto da cambiare».