3 aprile 2020
Aggiornato 04:00
Dopo l'ultimatum dell'UE all'Italia

Di Maio contro Renzi sui conti pubblici: «Ha indebitato l'Italia e noi paghiamo il conto»

Il presidente pentastellato della Camera, Luigi Di Maio, si è lanciato all'attacco dell'ex presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ritenuto responsabile del «buco» nei conti pubblici italiani da 3,4 miliardi di euro

ROMA«Non è un uomo, è un buco di bilancio». Così tuona in un post pubblicato sul suo profilo Facebook il pentastellato presidente della Camera, Luigi Di Maio, contro l'ex presidente del Consiglio, Matteo Renzi. «A Bruxelles lo chiamano 'il conto di Renzi' e come al solito le sue bugie le pagheremo con le nostre tasse. Da sindaco ha indebitato Firenze per arrivare a Palazzo Chigi. Poi a Palazzo Chigi ha indebitato l'Italia per foraggiare chi lo aveva mandato lì. Risultato? Oltre 100 miliardi di euro di debiti e nessun conto in regola», prosegue l'affondo dell'esponente di spicco del Movimento 5 stelle.

Leggi anche "Ultimatum dell'UE all'Italia sui conti pubblici: c'è un buco dello 0,2% del Pil"

Di Maio attacca «l'uomo-voragine» Matteo Renzi
Di Maio ricorda che quando Renzi faceva il sindaco di Firenze, il suo bilancio comunale è stato bocciato per quattro volte di fila dalla Corte dei Conti. «Sappiamo solo che c'è uno sbilancio di 50 milioni di euro, dobbiamo trovare 50 milioni», dichiarò il nuovo sindaco di Firenze Nardella appena insediato a Palazzo Vecchio. «I 50 milioni alla fine li stanno facendo pagare ai cittadini», è la sentenza senza appello del deputato grillino. «Lui spreca e sperpera con le promesse elettorali, poi - prosegue Di Maio - lascia i suoi avatar a fare il lavoro sporco. E a Gentiloni ora tocca lo stesso destino di Nardella». Nell'ultima legge di bilancio del governo Renzi mancano infatti all'appello 3,4 miliardi di euro, cioè lo 0,2% del Pil.

Il «conto di Renzi» dovranno pagarlo gli italiani
A Bruxelles i dirigenti europei lo hanno ribattezzato «il conto di Renzi», ma secondo il presidente della Camera il prezzo di una manovra straordinaria capace di mettere a posto i conti disastrati del Belpaese dovranno pagarlo i cittadini. Secondo Luigi Di Maio «per vincere al referendum, 'l'uomo voragine' aveva promesso aumenti pensionistici, bonus di vario genere, abbassamento delle tasse, abolizione di Equitalia e una batteria di pentole in omaggio. Promesse che già a novembre non quadravano nei conti della Commissione europea, ma in Ue si sono guardati bene dal certificarlo ufficialmente»: per l'establishment doveva vincere il Sì e non si doveva «disturbare il manovratore». Purtroppo i rilievi sono arrivati questa settimana e si prospetta una nuova manovra di lacrime e sangue per evitare al paese una procedura di infrazione.

L'affondo del M5S contro Juncker e l'UE
«Sia chiaro, questi 3,4 miliardi di euro - sottolinea ancora il parlamentare del M5S - sono richieste fatte dalla Ue in nome dell'austerity che noi abbiamo sempre combattuto. Soldi che in ogni caso non avremmo mai speso in mance elettorali». Ma l'affondo di Di Maio non finisce qui e punta dritto al cuore del Partito Democratico: «Il Pd che finge di litigare con la Ue prima delle elezioni e dopo esegue a testa bassa, ora vuole aumentare le tasse per colmare i 3,4 miliardi. Io il 'conto di Renzi' lo farei pagare al Pd, che prima critica i paramentri Ue, poi li viola e poi abbassa la testa facendo pagare il conto a noi». E al presidente della Commissione europea, Jean-Claude Junker, che «per coprire la campagna referendaria truffaldina di Renzi ci presenta il conto solo ora, dico che ancora una volta che ha dimostrato tutta l'ipocrisia e l'inadeguatezza di questa Unione europea», conclude il presidente della Camera.


 

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