16 giugno 2019
Aggiornato 09:30
M5s chiuso in un angolo dalla prossima legge elettorale

M5s con Lega o altri? «Alleanze solo sui temi»

I Cinque stelle sono assediati, ma non mollano. Alberto Airola, senatore, e Laura Castelli, deputata, bocciano l'idea di alleanze elettorali

ROMA - La sensazione che dà l’assedio attanaglia il M5s: i parlamentari di Beppe Grillo si sentono accerchiati dagli avversari uniti dal tutti contro uno. Lo schema che ha abbattuto, per finta, Matteo Renzi al referendum, nonché Piero Fassino a Torino, potrebbe mettere fuori gioco per anni il Movimento Cinque Stelle. Di fronte alle mura grilline si accampano da tempo le truppe degli avversari politici tradizionali, di Silvio Berlusconi, burocrati e funzionari dell’Unione Europea, forze finanziarie, sindacati di ogni sfumatura di grigio, Confindustria. Almeno questa è la loro percezione. Il mezzo con cui rendere innocua la potenza elettorale dei Cinque stelle è la nuova legge elettorale che, secondo le ultime indiscrezioni, dovrebbe essere proporzionale secca. Un Mattarellum rinforzato, che porterebbe le lancette della storia indietro di venticinque anni. Si passa quindi dal maggioritario che occhieggiava al presidenzialismo, al bilancino con un posto per tutti. Come teorizzava Giulio Andreotti, «per tagliare fuori le ali estreme»: in questo caso il M5s e la destra di Meloni e Salvini. Tra i Cinque stelle la preoccupazione per questo progetto non manca, e per la prima volta si possono vedere caute aperture verso un approccio più pragmatico al tema «alleanze» sui temi.

Airola: «Ci alleiamo con chi sposa i nostri programmi»
Il senatore Alberto Airola è consapevole della difficoltà del momento. L'abbiamo raggiunto al telefono e così ha commentato: «Stanno tentando di chiuderci in un angolo, schiacciati dalla tenaglia Berlusconi-Renzi, che sono la stessa cosa. E oltre a questo rischiamo di pagare la partigianeria del presidente della Repubblica, che continua a tifare per una parte politica, e ad avversare noi».Sarebbe auspicabile, prosegue Airola, «che non desse sponda a una legge elettorale che avvantaggia gli inciuci, ma vedo che le mie sono speranze vane. Per quanto riguarda le alleanze al momento posso dire questo: ci alleiamo con chi sposa i nostri programmi. La linea del M5s non cambia, anche se ci danno in sposi ogni giorno ad un pretendente diverso».Già, perché oggi «va di moda la Lega. Il dialogo e il confronto ci piacciono, non lo temiamo: chi ci sta a fare il reddito di cittadinanza? Chi condivide il nostro programma sull’energia? Il M5s non parla di alleanze, parla di cose, temi, di realtà, di materia. Se c’è una convergenza su temi importanti di un nostro programma di governo, in primis il reddito di cittadinanza, si apre una riflessione».

Castelli: "Per noi contano solo i temi"
Stessa via per la deputata Laura Castelli, sempre del M5s: «In questo momento non si può dire nulla, perché la legge elettorale con cui voteremo resta un enigma. Siamo consapevoli che ci vogliono fermare, ma le alleanze elettorali non fanno parte della nostra cultura. In passato abbiamo visto mille volte che questa tattica porta al governo ma poi ci si ritrova sotto ricatto».Per i grillini sono importanti solo i temi. "Capisco che questo risulti difficile da accettare, ma piano piano riusciremo a fa comprendere agli italiani che la mera somma dei voti per prendere il potere non porta a risultati. Ad esempio oggi siamo a Siena per una manifestazione in difesa dei risparmiatori e contro le speculazioni della finanza. Monte Paschi è un patrimonio di tutti che deve essere difeso. Questi sono i temi su cui vogliamo vedere passi convergenti. Il resto sono chiacchiere».