28 febbraio 2020
Aggiornato 03:30
Dopo la lettera di Bruxelles

Manovra, Padoan risponde all'Ue: «Target raggiunti senza immigrazione e terremoto»

L'Europa scrive all'Italia, l'Italia risponde all'Europa. La missiva del ministro Padoan giustifica lo scostamento del deficit con le spese straordinarie che l'Italia deve affrontare per terremoto e immigrazione

ROMA - L'Europa scrive all'Italia, l'Italia risponde all'Europa. L'argomento della missiva è la manovra 2017 del governo Renzi, manovra sulla quale l'Ue contesta all'Italia il profilo un po' troppo espansivo che fa crescere il deficit. Ma Pier Carlo Padoan, tabelle e conti alla mano, in 6 lunghe pagine spiega a Bruxelles le ragioni di Roma: in primis, le condizioni eccezionali prodotte da sisma e migranti, che promuoverebbero le esclusioni dal Patto e che porterebbero, di conseguenza, sotto la soglia critica i due numeri chiave del progetto di bilancio italiano: il nuovo indebitamento 2017, che scenderebbe dal 2,3% all’1,9% del Pil, e il saldo strutturale pulito da una tantum ed effetti del ciclo economico, che sarebbe limato dal -1,6% al -1,2 per cento. 

Spese straordinarie 
«Al di fuori delle considerazioni sul ciclo economico, il cambiamento nel target sul 2017 rispetto al programma di stabilità del 2016 è largamente spiegato dalle spese straordinarie legate ai rischi sull'immigrazione e sismici». E' quanto si legge nella risposta a firma di Padoan indirizzata ai commissari Ue Dombrovskis e Moscovici, in merito ai rilievi di Bruxelles sulla nuova legge di Bilancio.

Emergenza migranti
Alla data del 26 ottobre, spiega il documento, sono stati accolti in Italia 156.705 migranti, cifra che già supera il numero complessivo raggiunto in tutto il 2015. Sempre tenendo in considerazione il «rischio concreto» che la dinamica prosegua nel 2017. Numeri nettamente cresciuti rispetto al biennio 2012-13, quello dell'«emergenza primavera araba»: ecco il motivo della richiesta di considerare «eccezionale» una spesa pari allo 0,2% del Pil, cioè circa 3,5 miliardi invece dei 500 milioni che l’Europa riconosce evidenziando i soli aumenti di uscite fra quest’anno e il prossimo.

Sforzo finanziario eccezionale
Senza contare - si aggiunge nella lettera - le evidenti «difficoltà di attuazione dei piani di ricollocazione» previsti dall’Europa fin dall’anno scorso, circostanza che evidenzia come l’Italia stia svolgendo un «ruolo essenziale» nel garantire la sicurezza dei confini esterni dell’Europa sostenendo uno «sforzo finanziario eccezionale a nome dell’Unione» per adempiere ai suoi obblighi umanitari.

Da 3,8 a 4,2 miliardi per l'immigrazione, 2,8 per il terremoto
La spesa per l'anno prossimo è dunque prevista a 3,8 miliardi, ma potrebbe crescere a 4,2 nello scenario peggiore, in un calcolo che non tiene conto dei costi addizionali per l’integrazione sociale dei migranti. Per il terremoto, l'Italia ipotizza 2,8 miliardi per assistenza e ricostruzione, a cui la frequenza dei fenomeni aggiunge l’esigenza di mettere in sicurezza i 42mila edifici scolastici italiani, il 30% dei quali ha bisogno di interventi strutturali o addirittura di «ricostruzioni integrali»

Nessun passo indietro
Roma, insomma, non sembra disponibile a fare alcun passo indietro. Le sei pagine non aprono minimamente alla possibilità di ritoccare la manovra, ma ne motivano le scelte di fondo, indulgendo anche a riflessioni politiche. Ed è la linea che Padoan aveva già preannunciato pubblicamente, spiegando che con la manovra si affrontano «eventi eccezionali con misure per il terremoto e i migranti: su quest'ultimo aspetto lo sforzo in termini di investimenti è ingente e va a beneficio dell'Italia ma anche e soprattutto dell'Europa».

Contesto difficile
«L'economia italiana sta crescendo in un contesto difficile, l'indebitamento continua a scendere» e «in questo contesto la politica del governo prosegue nella strada stretta di sostegno allo sviluppo e consolidamento di bilancio imposta dall'elevato livello di debito». E, ha aggiunto, con «risorse limitate la qualità delle misure è ancora più importante della quantità».

Una manovra che sostiene la crescita
In particolare, secondo il Ministro, «a fronte di un contesto» di crescita debole e di «incertezza», con la Ue che è «in crisi di credibilità» è «necessaria in Ue e in Italia una strategia di crescita coordinata, fondamentale per dissipare l'incertezza». Padoan ha confermato, quindi, che la legge di bilancio, che sarà inviata prossimamente in Parlamento, prosegue nell'azione di rilancio degli investimenti pubblici e «sostiene la crescita»