3 ottobre 2022
Aggiornato 23:30
«Non chiedo le sue dimissioni»

Referendum, D'Alema: se vince il «No» Renzi sarà meno arrogante

Massimo D'Alema a tutto campo sul referendum costituzionale di cui ancora non si conosce la data. Ma su una cosa, l'ex premier è certo: se vince il «No», Renzi perderà un po' della sua arroganza.

L'ex presidente del Consiglio Massimo D'Alema.
L'ex presidente del Consiglio Massimo D'Alema. Foto: Shutterstock

ROMA - Massimo D'Alema torna all'attacco sul referendum costituzionale (VEDI LO SPECIALE), sul quale si è già pronunciato più volte spendendosi per la vittoria del «No». E lo ha fatto dalla trasmissione di Lilli Gruber "Otto e mezzo" su La 7. Durante la quale ha specificato di non chiedere le dimissioni di Renzi, perché «non mi occupo di Renzi ma della Costituzione repubblicana. Non mi sto impegnando contro Renzi ma contro una riforma confusa e dannosa»

Meno arroganza
A suo avviso, però, la vittoria del «No» potrebbe essere utile anche allo stesso premier, che - ha sottolineato - "se vorrà restare resterà", ma che, qualora la sua riforma venisse bocciata, «magari sarà un po' meno arrogante, un fatto positivo per lui e per il Paese. Se si dimetterà il presidente della Repubblica provvederà a nominarne un altro».

Avvilente
A proposito delle parole di Renzi, sul libro di D'Alema in cui l'ex presidente del Consiglio ipotizzava una riforma verso il monocameralismo, D'Alema si è limitato a rispondere: «E' abbastanza avvilente sentire un capo del governo usare questi toni, credo che il modo migliiore di commentarli sia non commentarli».

Renzi saprà reinventarsi
Per D'Alema, Renzi è «intelligente, capace, anche di riciclarsi e di mettersi in movimento». Nessuna fine prematura, dunque, qualora i «No» dovessero prevalere. E quanto alla Merkel, dalla Cancelliera "mi aspetterei più investimenti in Europa e meno parole sul nostro Paese", ha detto ancora. «Se dovesse vincere il no - ha detto ancora - sarebbe possibile riaprire una discussione politica seria nel Pd e nel centrosinistra e cercare di recuperare tante energie che se ne stanno andando, anche se al premier sembra che non importi nulla».

Inaccettabili intromissioni esterne
D'Alema si è anche espresso sui recenti endorsement a favore del sì giunti da personalità straniere come dall'Ambasciatore Usa: «Stiamo discutendo di regole importanti della nostra democrazia e dobbiamo farlo liberamente senza che nessuno cerchi di spaventare i cittadini. Queste intromissioni di società finanziarie, che già tanto male hanno fatto al mondo, di personalità politiche straniere, sono inaccettabili e credo che susciteranno una reazione negativa nell'opinione pubblica».  L'ex premier ha dichiarato di riconoscersi pienamente nelle parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha detto due cose importanti: «la sovranità appartiene al popolo italiano e ci può essere un confronto sereno e senza drammi perchè l'esito del referendum non è destinato a creare tragedie nazionali, né in un senso né nell'altro»«Definisco una gaffe quella dell'ambasciatore Phillips e così va archiviata», ha concluso.

La data
Quanto alla data del referendum, D'Alema lancia una nuova stoccata al premier. Colpevole, a suo avviso, di ragionare «più con i sondaggi alla mano che sulla base degli interessi del Paese». E a Lilli Gruber che gli chiedeva perchè, a suo giudizio, il governo non indica la data, D'Alema ha risposto: «Non lo so e lo trovo piuttosto sgradevole anche perchè, siccome il referendum rischia di essere lacerante per il Paese, più si trascina più rischia di produrre danni».

Il No garanzia di stabilità
Ma su una cosa, D'Alema è certo: nessuna apocalisse politica ci sarà qualora vincesse il «No». Secondo l'ex premier il governo Renzi non cadrà, anche perché il presidente del Consiglio non ha più ripetuto che in caso di vittoria del no si dimetterebbe, "anzi ha voluto sottolineare che comunque la legislatura durerà fino al 2018». Inoltre, «se vince il no non si può andare a votare» a causa delle due diverse leggi elettorali e dunque «la vittoria del no è la migliore garanzia di stabilità della legislatura» ha concluso.

(Fonte Askanews)