16 ottobre 2019
Aggiornato 06:00

Padoan ammette: «Le stime del Pil vanno riviste al ribasso»

La crescita italiana frena e il governo Renzi deve tenerne conto in vista della prossima Legge di Stabilità. Le stime del Def saranno riviste al ribasso, ma il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan cerca di vedere il bicchiere mezzo pieno

MILANO – Le previsioni di crescita dell'economia italiana saranno riviste al ribasso. E' quanto ha annunciato nel corso del suo intervento all'Euromoney Conferences il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan. E la revisione avverrà in occasione dell'aggiornamento del Def.

La crescita italiana frena
La crescita italiana rallenta. Anzi, frena. E il governo Renzi deve prenderne atto in vista della discussione parlamentare sulla Legge di Stabilità. L'economia nazionale «sta crescendo, ma non così velocemente come vorremmo vedere», ha esordito il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, in occasione del suo intervento all'Euromoney Conferences. Le previsioni della crescita «saranno riviste al ribasso» e le stime contenute nel Def dovranno essere aggiornate.

Le stime del Def sono riviste al ribasso
Il Pil atteso dal governo Renzi per quest'anno è pari all'1% e il rapporto deficit/Pil è pari al 2,4%. Nel Def la previsione per il tasso di crescita del prodotto interno lordo era stata fissata all'1,2%. Ma le cifre dell'Esecutivo sono comunque superiori a quelle diffuse dal Fondo Monetario Internazionale, che è ancora più severo nei confronti dell'andamento dell'economia italiana e pronostica una crescita per il 2016 non superiore allo 0,9%.

Padoan e il bicchiere mezzo pieno
Padoan, tuttavia, cerca di guardare il bicchiere mezzo pieno. Il ministro sottolinea che «comunque l'economia sta crescendo dopo tre anni di prolungata recessione» e che il mercato del lavoro sta registrando segni di miglioramento. Inoltre, Padoan assicura che le tasse «continueranno a scendere», perché il governo sta «guardando ad altre voci di spesa su cui intervenire». E, nel corso del suo intervento all'Euromoney Conferences, precisa che «l'Esecutivo continuerà a implementare tagli di spesa pubblica per finanziare la riduzione delle tasse».

La flat tax non è adatta al Belpaese
Tuttavia, Padoan non è d'accordo con l'introduzione di una flat tax che potrebbe alleggerire la pressione fiscale, perché la considera «una proposta poco realistica». Secondo Padoan «la flat tax potrebbe anche funzionare in condizioni economiche diverse, ma il nostro sistema è molto più complesso». E' adatta, per esempio, a economie più piccole e chiuse, come è stato per i paesi dell'Est europeo che l'hanno adottata. «È un esercizio interessante, ma poco realistico per l'Italia», ha spiegato il ministro.

Perché deve scendere il deficit
Per quanto riguarda il debito pubblico, invece, Padoan ha detto di aver convinto il premier, Matteo Renzi, a ridurlo. «La giacca a Renzi non gliela tiro mai - ha sottolineato il ministro con una battuta - perché nei nostri incontri non ce l'ha. Ma posso citare lo stesso presidente del Consiglio che, alla domanda se ha mai cambiato idea, ha detto che l'ho convinto a fare scendere il deficit invece che farlo salire». Aumentare l'indebitamento, infatti, secondo Padoan, sarebbe grave «per i costi reputazionali che il Paese pagherebbe» in futuro.