24 giugno 2019
Aggiornato 17:00
Matteo Renzi svela il nome a «Che tempo che fa»

Chi è Carlo Calenda, il nuovo ministro dello Sviluppo economico

A sorpresa il presidente del Consiglio annuncia il nome del nuovo ministro dello Sviluppo Economico. Il manager politico Carlo Calenda, già viceministro del dicastero con Letta e Renzi, arriva in via Veneto dopo le dimissioni di marzo di Federica Guidi

ROMA – Carlo Calenda sarà il prossimo ministro dello Sviluppo Economico. Ad annunciarlo a sorpresa è il premier Matteo Renzi nel corso della trasmissione di Rai Tre «Che tempo che fa». «Ho detto in tutte le sedi che del nome dovevo parlare prima col presidente della Repubblica. Ne ho parlato? Sì. Il nuovo ministro è Carlo Calenda», spiega il presidente del Consiglio rispondendo a Fabio Fazio.

Nome inaspettato
«È l'ex viceministro – aggiunge il premier da Fazio –. Gli ho chiesto di tornare da Bruxelles: giurerà in settimana al Quirinale». Intanto, in un comunicato del Quirinale si legge che domani, 10 maggio, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella riceverà il premier per la nomina del Ministro dello Sviluppo Economico. A seguire, il Consiglio dei Ministri. Un nome, quello di Calenda, che non risultava nella rosa dei papabili. Sebbene Renzi avesse sin da subito assicurato un celere cambio di poltrona, il nome prescelto è arrivato dopo oltre un mese di attesa. Voci di corridoio erano certe che la scelta del premier sarebbe ricaduta su uno dei due che più di altri sembravano allettanti per la poltrona di via Veneto: Claudio De Vincenti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, e Chicco Testa, presidente di Assoelettrica e in passato alla guida di Enel.

La poltrona vacante: il caso Guidi
La poltrona del Ministero dello Sviluppo Economico era rimasta vacante in seguito alle dimissioni della ministra Federica Guidi. Alla fine di marzo la ministra aveva inviato una lettera al premier in cui scriveva che «riteneva necessario, per una questione di opportunità politica, rassegnare le dimissioni». La fine prematura del mandato della Guidi arrivava come un fulmine a ciel sereno per via della bufera scatenatasi in seguito alla pubblicazione delle intercettazioni che vedevano la ministra impegnata in una conversazione con l'allora compagno Gianluca Gemelli – indagato dalla Procura di Potenza nell'ambito dell'inchiesta Tempa Rossa – in cui la Guidi raccontava al compagno dell'«emendamento che dovremmo riuscire a mettere dentro al Senato». Una frase che sembrava nascondere le ombre di un conflitto di interessi dalle quali la Guidi non si sarebbe liberata facilmente.

Chi è il nuovo ministro
Carlo Calenda, a soli 43 anni, vanta un curriculum da imprenditore di tutto rispetto. Cresciuto sotto l'ala protettrice di Luca Cordero di Montezemolo, Calenda è per Renzi la persona giusta: «A noi serve uno importante che sia in grado di maneggiare il ministero, uno che già governava la macchina, che sia in grado di impostare un lavoro proiettato sul futuro». Non si può dire che il prescelto sia estraneo al dicastero in questione: per due volte, infatti, il neo ministro aveva praticato gli uffici di via Veneto nelle vesti di viceministro dello Sviluppo economico, prima del governo Letta e poi di quello Renzi. Solo due mesi fa, il premier aveva scelto per lui una mansione diversa, inviandolo a Bruxelles, non senza polemiche. Infatti l'indicazione di Renzi di Calenda Rappresentante dell'Italia presso l'Unione Europea aveva suscitato l'ira degli ambasciatori che, in duecento, avevano chiesto al premier di fare un passo indietro. Ostinatamente Renzi aveva piazzato Calenda a Bruxelles, ma dopo appena due mesi il manager viene richiamato in patria.

Il manager politico
È a metà tra un politico e un manager, Carlo Calenda, ed è proprio per via di questa natura ibrida che il premier lo sceglie, convinto così di cancellare ogni possibile ipotesi di conflitto di interessi di cui il dicastero già si è macchiato. Romano, Calenda costruisce sin da subito la sua carriera sulle orme del suo punto di riferimento, Luca Cordero di Montezemolo, per cui diventa assistente giovanissimo. Si laurea in giurisprudenza, indirizzo diritto internazionale e si occupa prima di diritti tv e poi di Ferrari, seguendo il marketing e le quotazioni in borsa della rossa. In una breve parentesi lontano da Montezemolo, Calenda fonda Sky Italia, ma presto sarà ancora al seguito del suo mentore, stavolta in Confindustria, dove Calenda riveste il ruolo di direttore degli affari internazionali. Mentre fa il manager, il pupillo di Montezemolo guarda anche alla politica. Prima coinvolto nel progetto dello stesso Montezemolo Italia Futura – mai decollato – poi nella fila di Scelta Civica, dove però Calenda non otterrà grandi risultati. Ci penserà Enrico Letta a ripescare a dare nuovo lustro al nome del manager aprendogli la porta del dicastero dello Sviluppo Economico. Porta che prestissimo Calenda riaprirà da primo inquilino di via Veneto.