20 novembre 2019
Aggiornato 03:30

Renzi: «L'Italia ha le carte in regola, basta lezioni da Bruxelles»

Il Presidente del Consiglio: «L'Europa deve cambiare, l'austerity ha creato disoccupazione». Il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis al Governo italiano: «Meno debito per crescere di più. In primavera valuteremo la nuova richiesta di flessibilità»

ROMA - «L'Italia ha fatto tutte le riforme che in questi anni sono state solo promesse. Dunque l'Italia ha le carte in regole, per dire che l'Europa in alcune cose deve cambiare. L'Italia deve continuare lo sforzo a casa propria, ma è finito il tempo in cui l'Europa ci dava le lezioni o i compiti da fare». Lo ha detto il presidente del Consiglio Matteo Renzi, intervistato dal Tg1. Il punto è sempre lo stesso, la politica economica: «Negli USA Obama ha riportato la crescita in questi anni, in Europa l'austerity ha fatto perdere posti di lavoro».

Dombrovskis al Governo italiano: «Meno debito per crescere di più»
La ripresa in Italia, più lenta rispetto a quella di altri Paesi, «comincia a essere basata su fattori interni e meno dipendente da fattori momentanei come la debolezza dell'euro, il prezzo basso del petrolio e l'allentamento monetario della Bce. Secondo le nostre ultime previsioni di inizio novembre, nel 2016 la crescita si consolida all'1,5%». Lo dice Valdis Dombrovskis, vicepresidente della Commissione europea con delega all'euro e al dialogo sociale, in un'intervista al Corriere della Sera.

«Le riforme strutturali in corso sono l'elemento chiave»
«C'è però spazio per migliorare la capacità di crescere in modo sostenibile e assorbire la disoccupazione ancora alta - prosegue - le riforme strutturali in corso sono l'elemento chiave. Apprezziamo i progressi fatti e incoraggiamo un'ulteriore azione decisiva sulle riforme: per esempio modernizzando la pubblica amministrazione, riducendo il peso della burocrazia sulle imprese, liberalizzando i servizi, riformando l'istruzione. La crescita dell'Italia nel medio termine dipenderà anche dalla riduzione del fardello del debito pubblico che è davvero molto alto e rende l'economia vulnerabile. Questo richiederà di mantenere nel tempo una politica delle finanze pubbliche responsabile».

«In primavera valuteremo la nuova richiesta di flessibilità»
Quanto alla richiesta del governo di Roma di una maggiore flessibilità, Dombrovskis aggiunge che «è utile ricordare che all'Italia è già stata accordata una flessibilità dello 0,4% di Pil per il 2016 sulla base dell'impegno per le riforme strutturali. Il governo italiano ha richiesto una flessibilità aggiuntiva per il 2016. Valuteremo in primavera se questa richiesta è corroborata dall'aumento degli investimenti pubblici cofinanziati con la Ue e da maggiori riforme strutturali così come dai piani che l'Italia presenterà per ridurre il deficit e il debito in linea con il patto di stabilità. Sui rifugiati, la situazione nei diversi Paesi che hanno chiesto la flessibilità sarà valutata caso per caso in primavera».