26 giugno 2022
Aggiornato 19:00
L'Italia e l'Europa

Paolo Gentiloni: «Spinte anti-UE? Un danno alla reputazione economica dell'Italia»

Il commissario europeo all'Economia: «Per il futuro ai mercati non interessa tanto questa o quella tendenza politica, ma la fondamentale stabilità, nell'alveo delle grandi scelte che l'Italia ha compiuto negli anni»

Il commissario europeo all'Economia Paolo Gentiloni
Il commissario europeo all'Economia Paolo Gentiloni Foto: Unione Europea

BRUXELLES - «Le divisioni e la rissosità interne alla maggioranza del governo Draghi, che fanno temere per la stabilità politica dell'Italia, non sono il vero problema a livello europeo, visto che ormai situazioni instabili di questo tipo si presentano ovunque nell'Ue; il vero problema viene dalle le spinte anti-Ue, che mettono in discussione la stabilità delle scelte del Paese negli scorsi decenni in Europa, e comportano una sua perdita di reputazione economica sui mercati». Lo ha detto il commissario europeo all'Economia Paolo Gentiloni, in un collegamento video con l'evento di presentazione, all'Ambasciata d'Italia a Bruxelles, del libro-biografia di Romano Prodi «Strana vita, la mia».

«C'è un grado di instabilità politica - ha osservato Gentiloni - che non è solo italiano: nel secolo scorso avevamo l'Italia che cambiava spesso governo ed era molto instabile, ma oggi c'è instabilità politica nella maggior parte dell'Unione: è la fragilità delle democrazie, come l'ha chiamata Romano Prodi nel suo libro».

Tendenze populistiche esistono dappertutto nelle democrazie, come dimostrano la vicenda di Capitol Hill a Washington e le tensioni che ci sono anche nell'Ue su questi temi. «I problemi della politica italiana - ha insistito il commissario - non sono unici nell'Ue, ma noi - ha ricordato - abbiamo un debito molto alto, il più alto dell'Unione dopo la Grecia, e dobbiamo tenerne conto».

«E questo - ha continuato il commissario - non solo in omaggio alle regole dell'Ue», quelle del Patto di Stabilità «che comunque per ora abbiamo sospeso», ma anche perché «è importante per la sostenibilità del debito, per la reputazione del Paese, per i mercati finanziari. Ci vuole grande cautela - ha avvertito Gentiloni - nell'aumentare la spesa pubblica corrente. E questo non vuol dire predicare austerità: abbiamo uno spazio molto largo, fino al 2026, per gli investimenti del Pnrr» in Italia, e sono investimenti giusti», nell'ambiente, nelle infrastrutture, nella transizione energetica.

«L'Italia - ha sottolineato il commissario - deve concentrarsi su questa spesa, sul debito buono, per il quale l'Ue ci viene in soccorso, ed evitare invece un aumento della spesa corrente» che sarebbe «incomprensibile e inutile».

Molti si interrogano sul futuro del governo Draghi, al termine della legislatura, «ma ci sono le elezioni, e non è che possiamo evitarle. Siamo governati dalle elezioni e delle soluzioni che troverà il Parlamento».

«Ma - ha aggiunto Gentiloni - c'è dell'altro: la reazione quasi istintiva di una parte della nostra politica e del nostro establishment, che di fronte alle difficoltà punta il dito contro e le sue istituzioni».

«Considero irresponsabile - ha affermato - che al primo riaffiorare di elementi di crisi, improvvisamente, dopo un periodo di accettazione dell'Europa, subito rinascano ostilità antieuropee. Queste spinte possono avere anche un impatto sul piano della reputazione economica dell'Italia», perché «per il futuro ai mercati non interessa tanto questa o quella tendenza politica, ma la fondamentale stabilità, nell'alveo delle grandi scelte che l'Italia ha compiuto» negli anni.

«Quando questa stabilità è stata messa in discussione, quattro-cinque anni fa, ne abbiamo subito conseguenze anche sul piano economico. Dobbiamo stare molto attenti quando ci sono delle difficoltà: possiamo risolverle da italiani, con il concorso dell'Ue».

«Non basta scudo anti-spread, serve risposta economica»

Alla risposta della Bce alla difficile situazione dell'economia, con l'annuncio oggi di quello che la stampa ha chiamato lo «scudo anti-spread», deve affiancarsi ora anche una risposta della politica economica e di bilancio da parte dell'Ue, come quella che è stata data alla pandemia con il Recovery Plan «Next Generation EU».

«È il momento di mostrarsi forti e uniti - ha detto Gentiloni - perché siamo in acque agitate sul piano economico. Dobbiamo mostrarci forti: ricordare, come ha ripetuto la presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde, che oltre a garantire il contrasto all'inflazione fra i compiti della Bce c'è anche quello di impedire la frammentazione e l'aumento più marcato delle differenze tra gli Stati membri. L'annuncio della Bce di oggi va questa direzione».

«Ma dobbiamo mostrarci forti - ha continuato - anche dal punto di vista economico», e non solo nella politica monetaria. «Dobbiamo essere più uniti sulla nostra politica economica e di bilancio. Dobbiamo contrastare il rischio di divergenze eccessive fra i paesi dell'Eurozona, ma dobbiamo anche mettere in campo, sulla base dell'esperienza positiva del 'Next Generation EU', una nostra capacità di risposta comune ai problemi economici».

«In parte - ha ricordato il commissario - lo abbiamo fatto con il pacchetto 'RePowerEU' per l'emergenza energetica, ma dobbiamo dare altre prove di questo tipo, dobbiamo stare attenti a non accontentarci della bellissima operazione 'Next Generation EU'. La frase secondo cui l'Europa cresce attraverso le crisi - ha osservato - è vera e non è vera: nei decenni scorsi è accaduto che ha affrontato bene alcune crisi, ma purtroppo ci sono anche esempi diversi: non è riuscita a dare risposte alla crisi migratoria; e non è riuscita a crescere» durante l'ultima crisi economica e finanziaria prima della pandemia.

«Ci siamo riusciti invece con il 'Next Generation EU'. Ma oggi - ha ribadito concludendo Gentiloni - non non basta la politica monetaria della Bce, ci vuole anche una risposta di politica economica e di bilancio» da parte dell'Ue.

(con fonte Askanews)