15 ottobre 2019
Aggiornato 10:00
Pd su legge elettorale

Guerini: «Restituiamo alla politica la considerazione che merita»

Il vice-segretario Pd Lorenzo Guerini, pronunciando alla Camera la dichiarazione di voto a nome del partito sulla riforma elettorale, ha affermato che con l'approvazione dell'Italicum si può «restituire alla politica la considerazione che merita» e chi oggi evoca «il fascismo» dovrebbe ricordarsi di avere votato il 'Porcellum'.

ROMA (askanews) - Con l'approvazione dell'Italicum si può «restituire alla politica la considerazione che merita» e chi oggi evoca «il fascismo» dovrebbe ricordarsi di avere votato il 'Porcellum'. Lo ha detto il vice-segretario Pd Lorenzo Guerini, pronunciando alla Camera la dichiarazione di voto a nome del partito sulla riforma elettorale. Guerini si è anche rivolto ai propri compagni di partito, elogiando quanti voteranno la legge pur avendo perplessità.

Forza Italia votò il Porcellum
«Le regole comuni vanno scritte insieme, nulla di più vero», ha detto Guerini. «E infatti per 14 mesi il cantiere è rimasto aperto a tutti. Chi fa parallelismi con l'approvazione del Porcellum nega l'evidenza... insieme abbiamo aggiunto le preferenze, abbiamo ridotto le soglie di sbarramento, per mesi abbiamo lavorato insieme». Ora però «dobbiamo decidere se vogliamo assumerci la responsabilità di chi spinge il cambiamento o di chi lo frena». Soprattutto, «suggerisco prudenza a chi evoca il fascismo, ricordo chi ha votato il Porcellum?». Guerini ricorda che a gennaio, quando il Senato votò la riforma, il capogruppo di Fi Paolo Romani disse che si stava portando «l'Italia fuori dalla palude». Quindi aggiunge: «Stiamo portando l'Italia fuori dalle paludi. O il senatore Romani si sbagliava allora, o si sbaglia oggi l'onorevole Brunetta. Io non ho dubbi sulla risposta. Ma non si può certo dire che stiamo discutendo una legge elettorale che non ha visto una larga partecipazione».

La ricchezza nella pluralità delle idee
Poi, rivolto al Pd: «È nella pluralità delle idee la ricchezza del nostro partito, in tutti i grandi soggetti politici si discute. La nostra discussione ha portato significativi cambiamenti. Poi arriva il momento della decisione, della sintesi, che si realizza anche nel rispetto di un principio di maggioranza che è la prima fondamentale regola di una democrazia. Vale l'insegnamento di Dossetti, si battè perché l'Italia non entrasse nel patto atlantico. Votò contro nei gruppi parlamentari, esprimendosi però a favore in aula».