16 settembre 2021
Aggiornato 23:00
Legge elettorale

Sacconi: Italicum diventi legge e poi si pensi alla riforma del Senato

«Finalmente le intuizioni di Craxi trovano attuazione», afferma il presidente della commissione Lavoro del Senato Maurizio Sacconi in relazione alla legge elettorale. «Sono in gioco la ricostruzione del rapporto tra cittadini e istituzioni», perciò la riforma elettorale deve diventare legge con il voto della Camera, sostiene Sacconi.

ROMA (askanews) - «La riforma elettorale deve diventare legge con il voto della Camera. Sono in gioco la ricostruzione del rapporto tra cittadini e istituzioni, il carattere governante della nostra democrazia, l'incentivo con il premio di lista ad accorparsi, ciascuna nel proprio ambito, delle grandi aree politico-culturali affinché risultino tra loro alternative e protagoniste del confronto elettorale». Lo ha dichiarato il presidente Ap (Ncd-Udc) della commissione Lavoro del Senato Maurizio Sacconi, senatore di Area popolare.

Serve ripensamento della riforma costituzionale
«Finalmente - ha aggiunto - trovano ragione le intuizioni di Pacciardi e di Craxi. Contemporaneamente, tuttavia, si rende necessario un ripensamento della riforma costituzionale perché non si dia luogo ad una Camera dei debitori, capace di condizionare il Bilancio dello Stato. Dobbiamo cambiare il nostro federalismo accorpando le Regioni e disegnandolo a geometria variabile in modo che le aree virtuose abbiano più autonomia e quelle viziose la vedano sfumare fino al commissariamento nel nome del primario interesse della nazione. Così come il premierato forte richiede contrappesi».

De Poli: Ap ha numeri per incidere su Italicum
«Di fronte alle continue prove di forza all'interno della sinistra cui oramai assistiamo quotidianamente, Area popolare si pone come vero ago della bilancia in un processo che mira ad introdurre una legge elettorale garante non solo della governabilità, ma anche della rappresentatività parlamentare. Abbiamo i numeri per incidere fortemente e chiediamo un confronto aperto e sincero con il Governo». Lo afferma il vicesegretario vicario Udc, Antonio De Poli.