19 luglio 2019
Aggiornato 20:00
Il premier sull'emergenza sbarchi

Renzi dichiara guerra «ai nuovi trafficanti di schiavi»

Il presidente del Consiglio, ai microfoni di Rtl 102.5 commenta la tragedia in mare al largo delle coste libiche che ha visto un peschereccio ribaltarsi causando la morte di più di 700 persone. Renzi parla di blocco navale e spiega l'inefficienza di quest'arma contro l'emergenza sbarchi. «Giovedì presenteremo nostre proposte concrete al consiglio europeo», dice Renzi.

ROMA (askanews) - «Qualcuno dice che bisogna fare il blocco navale, che significa tecnicamente mettere delle navi in acqua internazionali. Se tu metti le navi in acque internazionali, quando arriva il barcone, per il diritto del mare, perché nel mondo dovrebbe esistere il diritto, non la legge della giungla, la regola prevede che tu debba prendere i passeggeri del barcone e portarli in Italia o a Malta. Quando ci sono alcuni grandi statisti che dicono 'facciamo il blocco navale' devono sapere che stanno facendo un favore agli scafisti perché per le regole del mare, se lo fai in acque internazionali devi portarli nel porto più vicino, che è Malta in quel caso, ma Malta dopo un po' non te li prende, perché è una piccola isola, quindi significa paradossalmente fare un servizio taxi agli scafisti. Oggi il blocco navale in acque internazionali, significa far fare il taxi agli statisti». Lo ha ricordato il premier Matteo Renzi ai microfoni di Rtl 102.5.

Blocco in acque territoriali libiche
«Diverso è - ha aggiunto - il ragionamento se potessimo fare il blocco in acque territoriali libiche, ma per farlo ci vuole un mandato internazionale e soprattutto un rapporto con il Governo libico, altrimenti è una dichiarazione di guerra. Il problema del Governo libico è che è diviso per effetto del 2011 di cui vi parlavo prima. Quindi non puoi immaginare di poterti inventare delle soluzioni che queste siano da un lato o un servizio taxi agli scafisti o, contemporaneamente, una dichiarazione di guerra. Vi immaginate una dichiarazione di guerra? È una cosa un pochino complicata da immaginare senza un mandato internazionale. È chiaro che vanno trovate delle soluzioni tecniche e ci stiamo lavorando e molte di queste soluzioni passano per i servizi segreti, quindi cose che non vengono esplicitate all'esterno, ma quello che per me è fondamentale è rimanere umani in questo passaggio», aggiunge il premier.

Nuovi trafficanti di schiavi
«Qui - ha concluso Renzi - stiamo a discutere di certe questioni senza renderci conto che questa gente che prende questi disperati gli fa pagare 2000 dollari, voi immaginate uno che attraversa il deserto, muore di fame, che cerca di raccattare in qualche modo 1500-2000 dollari, li dà allo scafista che li butta in una nave e li manda a morire nel Mediterraneo. Questi sono i nuovi trafficanti di schiavi, la gestione è innanzitutto dichiarare guerra a questi trafficanti di schiavi e ci sono varie formule che noi presenteremo al Consiglio europeo per ridurne la portata e l'impatto. La cosa che dico a gli italiani è: questo è un mondo complicato, è un mondo nel quale in Libia si muore e tagliano la testa, come abbiamo visto, non è semplice trovare delle soluzioni, noi stiamo lavorando per farlo, quello che però deve essere centrale e cruciale è che in questa vicenda non può esserci soltanto l'Italia. Ecco perché ho chiesto che l'Europa giovedì, dopo aver fatto riunioni su tutto, dal pesce palla alle questioni internazionali, l'Europa dedichi un Consiglio ad hoc solo alla questione della Libia, della frontiera sud, e noi andremo in quella sede portando le nostre proposte concrete e operative».