17 febbraio 2020
Aggiornato 16:30
La denuncia del Papa, troppi bambini sfruttati

Mollicone: «In Italia c'è un'emergenza lavoro minorile»

Papa Francesco ha ricordato nell'udienza di Piazza San Pietro che «una società si può giudicare da come tratta i suoi bambini»: peccato che ad oggi in Italia siano circa 260.000 i minori che sono costretti a lavorare. E il fenomeno è in aumento. Ai microfoni di DiariodelWeb.it è intervenuto Federico Mollicone, responsabile della comunicazione di FdI.

ROMA – Papa Francesco ha ricordato nell'udienza di Piazza San Pietro che «una società si può giudicare da come tratta i suoi bambini»: peccato che ad oggi in Italia siano circa 260.000 i minori che sono costretti a lavorare. E il fenomeno è in aumento. Ai microfoni di DiariodelWeb.it è intervenuto Federico Mollicone, responsabile della comunicazione di FdI.

PAPA FRANCESCO: DA COME SONO TRATTATI I BAMBINI SI PUÒ GIUDICARE UNA SOCIETÀ - Stavolta le parole del Papa sono rivolte ai bambini, soggetto e oggetto della catechesi di questa mattina in Piazza San Pietro. All’udienza generale, Papa Francesco ha svolto la sua riflessione sui minori che sono «un grande dono per l’umanità … ma sono anche i grandi esclusi perché neppure li lasciano nascere.» Il Pontefice ha annunciato che: «La prossima settimana ci si soffermerà su alcune ferite che purtroppo fanno male all’infanzia. Mi vengono in mente i tanti bambini che ho incontrato durante il mio ultimo viaggio in Asia: pieni di vita, di entusiasmo, e, d’altra parte, vedo che nel mondo molti di loro vivono in condizioni non degne… In effetti, da come sono trattati i bambini si può giudicare la società, ma non solo moralmente, anche sociologicamente, se è una società libera o una società schiava di interessi internazionali.» Il Papa ha sottolineato che una società senza figli è una società destinata a scomparire: il record negativo raggiunto dall'Italia in questo senso non deve essere sottovalutato: «Cari fratelli e sorelle, i bambini portano vita, allegria, speranza, anche guai. Ma la vita è così. Certamente portano anche preoccupazioni e a volte tanti problemi; ma è meglio una società con queste preoccupazioni e questi problemi, che una società triste e grigia perché è rimasta senza bambini! E quando vediamo che il livello di nascita di una società arriva appena all’uno percento, possiamo dire che questa società è triste, perché è rimasta senza bambini».

OGGI IN ITALIA LAVORANO 260.000 MINORI - Il rapporto di Save The Children "Lavori Ingiusti", indagine sul lavoro minorile e il circuito della giustizia penale, è stato presentato alcuni mesi fa in occasione della Giornata mondiale contro il lavoro minorile, ma i dati riguardano il 2013/2014 e sono strettamente attuali. Per il report sono stati intervistati 439 ragazzi: il 66 per cento racconta di aver lavorato prima dei 16 anni. Oltre il 40 per cento di aver avuto esperienze lavorative al di sotto dei 13 anni e l'11 per cento di aver svolto delle attività persino prima degli 11 anni. In oltre 7 casi su 10 casi si tratta di giovani italiani, mentre gli altri arrivano soprattutto dalla Romania, dall'Albania e dall'Africa. Più di 7 adolescenti su 10 dichiarano di aver lavorato quasi tutti i giorni, oltre 4 su 10 per più di 7 ore di seguito al giorno; e oltre la metà di sera o di notte. In Italia sono 260.000 i minori che lavorano: ragazzi e ragazze fra i 7 e i 15 anni, pari al 7% della popolazione di questa fascia d'età, cioè un minore su 20. E i dati parlano di un fenomeno in aumento.

MOLLICONE: INTENDIAMO SENSIBILIZZARE L'OPINIONE PUBBLICA SU QUESTO DRAMMATICO FENOMENO – Ai microfoni di DiariodelWeb.it è intervenuto Federico Mollicone, responsabile della comunicazione di FdI: «Siamo perfettamente d'accordo con quanto detto dal Santo Padre. Il problema del lavoro minorile è in drammatico aumento nel nostro paese, ed è la diretta conseguenza dei flussi migratori e delle diverse culture che abbiamo importano. Quando parliamo di lavoro minorile ci riferiamo soprattutto ai figli degli immigrati. Noi di FdI abbiamo visto con i nostri occhi, quando ci siamo recati a Prato a visitare alcune delle fabbriche cinesi che costituiscono il tessuto produttivo locale, molti adolescenti a lavoro. Si tratta di un fenomeno da combattere, frutto anche della crisi che stiamo vivendo. Oltre che con l'attività parlamentare, noi di FdI intendiamo sensibilizzare l'opinione pubblica sulla questione.»