15 luglio 2019
Aggiornato 20:00

Busin: senza uscire dall'euro il debito resterà per l'eternità

Sembra paradossale. Eppure, la Lega Nord esulta alla vittoria di Alexis Tsipras, che sembra destinato a guidare la lotta all'austerity. Per Filippo Busin, tale «shock» metterà finalmente in discussione la linea merkeliana. Ma che ne sarà di quei 40 miliardi che l'Italia ha prestato alla Grecia, se Tsipras rinegozierà il debito nazionale? Per la Lega, meglio uscire dall'euro definitivamente

ROMA – Il giorno tanto atteso e temuto è arrivato. La vittoria a pieni voti di Alexis Tsipras ha trasformato in realtà quello che fino a ieri era lo spauracchio dell’Unione europea. E «l'euro-terrore», come lo chiama la Bild, non ha esitato a farsi sentire sulle Borse. A Milano, il Ftse Mib cede l’1,14% a 20.281 punti. Pesanti le banche con gli ordini in vendita che si concentrano su Mps (-2,26%) e Bper (-3,52%). Lo spread Btp-Bund parte invece in rialzo, attestandosi a 121 punti base dai 115 di venerdì. L’euro, poi, è calato ai minimi da oltre 11 anni a questa parte sui mercati asiatici,sfiorando i 1,1098 dollari, target non più toccato dal dicembre 2003.

BUSIN: SE RIMANIAMO NELL'EURO, IL DEBITO NON LO RIPAGHEREMO MAI - Il leader della Lega Matteo Salvini, pur ricordando che, se Tsipras deciderà di rinegoziare il debito greco, a rimetterci sarà anche la creditrice Italia, ha espresso soddisfazione per la vittoria di Tsipras, che ha definito «un bello schiaffone all'Unione Sovietica Europea dell'euro, della disoccupazione e delle banche». Una solidarietà certamente paradossale, quella tra il verde leghista e il rosso tsiprasiano, ai due antipodi dello scacchiere politico europeo sotto molti aspetti, eppure così vicini nella lotta all’Europa dell’austerity.​ Vicinanza che il Carroccio, nei mesi scorsi, ha tenuto più volte a smentire, spiegando la differenza tra le due ricette: mentre Tsipras intende rimanere nell’euro sovvertendone le regole dall’interno, e trattando con l’Ue sul pagamento del proprio debito (a discapito nostro), la Lega, dall’euro, vuole proprio uscire, per recuperare la piena sovranità monetaria. Eppure, ci si chiede se davvero i due programmi siano così diversi: se infatti il Belpaese uscisse dalla moneta unica, che fine farebbe il suo mastodontico debito di oltre 2000 miliardi? Secondo Filippo Busin, Capogruppo del Carroccio in Commissione Bilancio, il problema non si pone. «Con le attuali regole dettate dall’unione monetaria, non ne usciamo: nè la Grecia nè l’Italia riusciranno a pagare i loro debiti. Ma soprattutto», spiega Busin, «Italia, Spagna, Grecia, Portogallo non riusciranno a far crescere i loro Paesi e ad assorbire quella disoccupazione che ormai è insostenibile. Perchè un Paese che ha una disoccupazione giovanile, come l’Italia, al 44%, come può pensare di ripagare il suo debito? Siamo avviati alla miseria, alla povertà, all’emigrazione, al fallimento. E se falliamo come Stato», prosegue il deputato, «non riusciamo certo a pagare il debito, quindi è inutile scindere i due problemi. Il debito lo paghiamo nel momento in cui cresciamo e riusciamo ad affrontare disoccupazione e far lavorare le imprese».

BEN VENGA LO SHOCK DI TSIPRAS NELL'EUROPA DELL'AUSTERITY - In merito alle elezioni greche, Busin esprime soddisfazione: «Ben venga lo shock di Tsipras in Grecia: finalmente uno che ridiscute, anche se da sinistra, le politiche economiche europee e che pone in modo radicale la questione dei trattati europei, perché, così com’è, l’Unione arriverà alla rottura. La Grecia è stata umiliata, immiserita, impoverita e in queste condizioni non riuscirà a pagare il debito-monstre che ha rispetto alla capacità economica».  D'altra parte, per Busin il destino del debito italiano in relazione a un’eventuale uscita dall’euro non deve preoccupare più di tanto: «il problema del debito si pone comunque quando un Paese come l’Italia ha una disoccupazione così alta: se non fai lavorare le persone, come lo paghi? La Germania deve capire che il problema deve essere affrontato in modo diverso rispetto a come è stato fatto fino ad ora». Il Capogruppo del Carroccio in Commissione Bilancio, tuttavia, ammette che la stessa uscita dall’euro non sarebbe una soluzione scontata e di facile realizzazione: «Non c’è una ricetta facile, bisognerebbe coinvolgere economisti e esponenti della classe dirigente impiegati nell’industria e nell’economia, perchè è un’operazione di una difficoltà assurda», dichiara. «Nello stesso tempo, però, è un problema da porre, perché così ci stiamo suicidando, ed è nostro diritto e dovere cercare di evitare la morte per consunzione. Oltretutto, creare questa via d’uscita ci darebbe anche più forza contrattuale rispetto all’Unione europea. Oggi, invece, siamo incatenati al totem dell’euro, che ci sta uccidendo: mentre la Germania cresce, noi abbiamo il record di disoccupazione: si devono ridiscutere le questioni in modo radicale».

TSIPRAS NON GUARDI SOLO AL SUO ORTICELLO - Insomma, Busin ritiene che la vittoria di Tsipras potrà cambiare il destino dell’Unione, facendo traballare i severi guardiani dei debiti nazionali e dell'austerity. Eppure, la promessa sulla base della quale il leader di Syriza è stato votato da milioni di greci, e cioè quella di rinegoziare il debito pubblico nazionale, potrebbe far tremare anche l'Italia, proprio in virtù di quel generoso «prestito», che sfiora i 50 miliardi. «Questo potrebbe essere un problema serio. Se viene ridiscusso il debito greco e basta, a rimetterci saremo noi. Magari risolviamo qualche problema per la Grecia, ma ne creiamo uno enorme all’Italia», dichiara Busin. «Spero che ciò non avvenga, e che l’elezione di Tsipras sia invece l’occasione per ridiscutere in modo globale tutti i problemi, in primis il ruolo della Bce come banca centrale vera e non soltanto come guardiana del debito». Una speranza che l’esponente leghista condivide, probabilmente, con milioni di europei, per i quali il destino della moneta unica e della stessa unione rimane ancora una domanda senza risposta.