24 aprile 2019
Aggiornato 19:30
Il vertice di Firenze

Renzi gioca di sponda con la Merkel

La Cancelliera accoglie la decisione di Mario Draghi e della Banca centrale europea di comprare titoli del debito degli Stati con freddezza e raccomanda a tutti di non sedersi sugli allori.

FIRENZE - Non solo le riforme non subiranno una battuta d'arresto, ma anzi Matteo Renzi ha intenzione di accelerare e chiudere la partita di quelle strutturali nel giro di «pochi mesi e settimane». All'ombra del David di Michelangelo, per il vertice bilaterale italo-tedesco voluto dal presidente del Consiglio nella sua Firenze, il gioco di sponda con Angela Merkel è da manuale. La Cancelliera accoglie la decisione di Mario Draghi e della Banca centrale europea di comprare titoli del debito degli Stati con freddezza e raccomanda a tutti di non sedersi sugli allori.

Posizione che non potrebbe essere più in sintonia con la volontà e la necessità di Renzi di rilanciare il processo delle riforme, la loro urgenza e la loro tempistica in un momento in cui le fibrillazioni interne al Pd e a Forza Italia, l'altro contraente del patto del Nazareno, nonchè la difficile partita del Quirinale, rischiano di incepparne l'ingranaggio. Quindi Renzi tira la volata alle raccomandazioni della Merkel e commenta senza slancio il quantitative easing varato dalla BCE. Altro che «scalare marcia», l'Italia «può e deve mettere il turbo» alle riforme.

«Questo - dice - è il momento in cui bisogna accelerare ancora di più e in Italia non è facile. La decisione della Bce ci costringe a fare ancora più presto, le decisioni di ieri sono un passo in avanti importante ma non decisivo. Guai a pensare che per uscire dalla situazione di stagnazione e deflazione possa bastare una sola misura». Insomma, «non basta una decisione per cambiare l'Europa» e forse, lascia intendere Renzi, si poteva fare di più sul piano del sistema di garanzie e della condivisione dei rischi («Si può sempre fare di più ma quel che è fatto è fatto, ora bisogna solo lavorare»).

Quindi avanti in Italia, con una «stagione straordinaria di riforme», nella quale il Paese vuole cambiare per i «suoi figli» e non per un compito a casa imposto dall'Europa. Le riforme fanno calare i consensi? Renzi si ripromette «di non guardare i sondaggi per tutto il 2015». Da Firenze, poi, tra una passeggiata notturna con la Cancelliera agli Uffizi, un giro a Palazzo Vecchio dove Renzi veste i panni di Cicerone, e il faccia a faccia conclusivo tra i capolavori rinascimentali della Galleria dell'Accademia, il premier lancia l'idea di un'Europa salvata dalla bellezza. E con frau Merkel il clima è disteso e suggellato da un bacio sotto il David.