15 dicembre 2018
Aggiornato 19:00

«Trattare l'Italia come la Polonia»: l'ha detto la Merkel o l'ha inventato Repubblica?

È giallo su una frase attribuita alla Cancelliera da un editoriale di Federico Rampini. Peccato che gli altri giornalisti e i portavoce tedeschi non confermino

La cancelliera tedesca Angela Merkel
La cancelliera tedesca Angela Merkel (Alexander Becher | EPA)

ROMA – Una fantasiosa invenzione di una delle firme più prestigiose di Repubblica, oppure viceversa una clamorosa dichiarazione di Angela Merkel, che se confermata potrebbe addirittura far scoppiare un incidente diplomatico internazionale? Al centro di un giallo, che si muove a cavallo tra la politica estera e il giornalismo tutto italico, è finita una frase, pubblicata questa settimana all'interno di un articolo firmato da Federico Rampini, e attribuita nientemeno che alla Cancelliera tedesca in persona: «Non possiamo accettare che l'Italia calpesti le regole comuni – avrebbe pronunciato la Merkel – dovremo trattarla come abbiamo fatto con la Polonia sullo Stato di diritto». Secondo il corrispondente del quotidiano diretto da Mario Calabresi, insomma, la presidente della Germania avrebbe invocato per il nostro Paese un trattamento analogo a quello riservato alla Polonia: laddove, ovviamente, non si riferirebbe all'invasione di Hitler nel 1939, bensì semmai alle pressioni dell'Unione europea sui governi più riottosi.

La collega smentisce
Un virgolettato che si può definire, a buon titolo, senza precedenti. Già, perché finora, a microfoni accesi, il capo di Stato teutonico non si è mai espressa apertamente sulla trattativa in corso tra Roma e Bruxelles sulla manovra finanziaria e sull'eventuale procedura d'infrazione. Anzi, come prevede il suo algido stile comunicativo, ha sempre mantenuto uno stretto riserbo, almeno in veste ufficiale. Dunque la dichiarazione riportata da Rampini avrebbe il sapore di uno scoop mondiale. Se fosse vera. Peccato che di questo commento che avrebbe espresso la Merkel non si trovi traccia in nessun altro giornale del mondo, eccezion fatta per la Repubblica. E, anzi, la corrispondente da Berlino dello stesso giornale, Tonia Mastrobuoni, ha smentito seccamente il suo collega Rampini su Twitter, scrivendo in modo inequivocabile: «Non l'ha detto», riferito appunto alla Cancelliera.

La portavoce nega
A fare le pulci a questo articolo ci ha pensato dunque il Foglio, che ha interpellato direttamente il governo tedesco in merito all'autenticità della dichiarazione, ricevendo una risposta altrettanto drastica: «Non possiamo confermare che la Cancelliera federale abbia mai pronunciato le parole nel testo da lei citato, non l’ha detto né in un suo discorso ufficiale né durante una conferenza stampa. In linea generale – ha scritto una portavoce dell'esecutivo Merkel al quotidiano diretto da Claudio Cerasa – la Commissione europea garantisce il rispetto dei trattati ed è responsabile del controllo è dell’attuazione delle regole del Patto di stabilità e crescita. Il governo federale sostiene la Commissione europea nell’esercizio di questo compito». Dunque la clamorosa frase in questione l'avrebbe sentita solo Federico Rampini, e nessun altro giornalista del mondo. Come è possibile? Il mistero s'infittisce.