18 ottobre 2019
Aggiornato 15:00

Con il Mattinale, Brunetta ha rischiato il divorzio da Berlusconi

La storia, molto spesso, si ripete. Neanche un anno fa, Paolo Bonaiuti, cui era stata affidata la guida de Il Mattinale di Palazzo Grazioli, entrava in rotta di collisione con Silvio Berlusconi e lasciava per sempre Forza Italia. La struttura comunicativa di Fi veniva allora affidata a Renato Brunetta, che però non nasconde i suoi malumori e rischia di fare la stessa fine del suo predecessore.

ROMA - La storia, molto spesso, si ripete. Neanche un anno fa, Paolo Bonaiuti, cui da tempo immemore era stata affidata la guida de Il Mattinale di Palazzo Grazioli, entrava in rotta di collisione con Silvio Berlusconi e lasciava per sempre Forza Italia. La struttura comunicativa di Fi veniva allora subito affidata a Renato Brunetta, che però oggi non nasconde i suoi malumori e rischia di fare la stessa fine del suo predecessore.

LO STRANO CASO DE «IL MATTINALE» - C'era una volta il sodalizio perfetto tra il portavoce di Silvio Berlusconi, Paolo Bonaiuti, e il suo leader prediletto. Andavano d'amore e d'accordo, tanto che il Cavaliere gli aveva affidato la direzione del Il Mattinale, la fonte di comunicazione di Palazzo Grazioli che Berlusconi aveva messo in piedi per suggerire ogni giorno temi, iniziative e prospettive all'intrepida squadra dei suoi senatori e deputati. Circa dieci mesi fa, però, arriva improvvisa la rottura e un bel pezzo della storia del berlusconismo italiano – rappresentato in carne e ossa dal senatore – abbandona il Cavaliere, Il Mattinale e Forza Italia. «Si è trattato di una decisione difficile, sofferta e anche a lungo rinviata», scriverà in una nota lo stesso Paolo Bonaiuti, «ma pienamente motivata, già da tempo, da divergenze politiche e incomprensioni personali che si sono approfondite nell'ultimo anno». Il giorno dopo l'addio a Fi, il senatore si tufferà tra le braccia di Angelino Alfano, per ufficializzare il passaggio al Nuovo Centro Destra.

I MALUMORI DI BRUNETTA IRRITANO IL CAVALIERE - Oggi alla direzione de Il Mattinale c'é Renato Brunetta, che ha sostituito il suo predecessore Bonaiuti dopo l'addio di quest'ultimo a Forza Italia. Ma dopo una prima luna di miele tra i due, anche l'idillio tra Berlusconi e Brunetta sembra essersi già infranto. Il Cavaliere mal sopporta la tracotanza del suo ex-amico, che non esita a manifestare i suoi malumori dentro e fuori il partito. Dopo il round di pugilato con Denis Verdini, Brunetta se la prende di volta in volta col malcapitato di turno, e non digerisce il patto del Nazareno. Vorrebbe fosse «quello delle origini», ma storce il naso sugli sviluppi più recenti dell'alleanza trasversale tra il centrodestra e il centrosinistra. Non esita neppure a scagliarsi contro Matteo Renzi in persona: «Non è il padrone del Parlamento. Non lo è nemmeno della sua maggioranza, che ha molti problemi. Renzi faccia il leader, se ne è capace», ma il contrasto con Berlusconi rischia di degenerare. Il Cavaliere infatti sottolinea le distanze e redarguisce il forzista ribelle: «Non sono d'accordo sui giudizi espressi da Brunetta e neppure sulla sua abitudine di attaccare personalmente gli avversari politici. Chiedo a Brunetta di cambiare atteggiamento».

FACCIA A FACCIA RENZI-BERLUSCONI - Intanto, stamattina è durato circa un'ora il faccia a faccia tra il premier e Silvio Berlusconi. Con il Cavaliere sono arrivati a palazzo Chigi Denis Verdini e Gianni Letta, già presenti ai precedenti incontri tra il leader di FI e Matteo Renzi. Si è discusso non solo di Quirinale, ma anche di riforme alla vigilia delle votazioni in Senato sull'Italicum. A nove giorni dall'elezione del nuovo Capo dello Stato, Silvio Berlusconi ha chiesto ai suoi di rispettare il Patto del Nazareno, e di votare anche l'emendamento Esposito. In cambio, avrebbe ottenuto rassicurazioni dal premier sulla sua piena agibilità politica e un accordo per quanto riguarda il nome del futuro Presidente della Repubblica. L'alleanza tra il Pd e Fi sembra essere sacra e inattaccabile per i due leaders, consapevoli di avere bisogno l'uno dell'altro per mantenere salde le loro posizioni dentro e fuori i rispettivi partiti. E i giochi, forse, sono fatti. Purché tra loro non si metta di mezzo Il Mattinale.