31 marzo 2020
Aggiornato 04:30
Politica estera

Gentiloni: «Dalla Russia alla Libia, ora l'interesse nazionale»

Il Ministro degli Esteri in un'intervista al Messaggero: «Siamo europei e alleati USA ma abbiamo un nostro occhio sulla geopolitica»

WASHINGTON - «Oggi non c'è più il bipolarismo né l'illusione degli anni '90 di un mondo omologato», ma siamo di fronte a «una grande instabilità», di cui ci troviamo «al centro» perché siamo «in mezzo al Mediterraneo»: e «in questo nuovo contesto dobbiamo recuperare senza vergognarcene un concetto semplicissimo, l'interesse nazionale». E' quanto ha detto il ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Paolo Gentiloni, in un'intervista al Messaggero, sottolineando che i cardini della politica estera italiana restano «atlantismo, europeismo, apertura a scambi e commercio, disponibilità a missioni di pace e per i diritti umani».

NOSTRO OCCHIO SULLA GEOPOLITICA - «Siamo europei e alleati degli americani, ma abbiamo un nostro occhio sulla geopolitica», ha spiegato il ministro, che ha rivendicato «una totale continuità» in politica estera con l'ex titolare della Farnesina ed attuale Alto rappresentante Ue, Federica Mogherini.
Vale per la questione palestinese, le crisi in Libia e Ucraina, la posizione nei confronti di Mosca. «L'approccio ideologico per cui siamo di fronte a una nuova guerra fredda non porta da nessuna parte», ha precisato Gentiloni. «Paesi come l'Italia e la Germania possono contribuire a tenere aperto il dialogo, se la Russia accetterà di rispettare i protocolli di Minsk».

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