4 aprile 2020
Aggiornato 05:30
Jobs act, atto finale

Fi, Lega, M5S, Sel pronti all'ostruzionismo

Sel, Movimento 5 Stelle, Lega e Forza Italia dicono no all'anticipazione dell'esame della delega sul lavoro da parte della Camera e al voto finale sul Jobs act il 26 novembre. Per Sel si tratterebbe di un'urgenza propria del premier di fare lo «scalpo» all'articolo 18; per il M5S Renzi dovrebbe pensare al Paese che annega, piuttosto che al Jobs act.

ROMA - Sel, M5S, Lega e Fi dicono no all'anticipazione dell'esame della delega sul lavoro da parte della Camera e al voto finale sul Jobs act il 26 novembre. Prendendo la parola in Aula durante la discussione sull'anticipazione, Arturo Scotto di Sel ha stigmatizzato una scelta che «rischia di produrre l'allentamento delle prerogative del Parlamento su una legge che è una delega e che necessita di approfondimento» mentre il grillino Andrea Cecconi ha chiesto qual è l'urgenza di 'correre' sul Jobs act mentre il Paese è «sott'acqua».

RENZI VUOLE LO SCALPO DELL'ART.18 - L'esponente di Sinistra ecologia e Libertà commenta la richiesta di anticipazione del voto, sostenendo che si tratterebbe di una grave violazione alla realtà dei fatti, mentre correre ora rifletterebbe una esigenza tutta propria del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, di annullare il più in fretta possibile l'articolo 18. Afferma, infatti, Arturo Scotto: «Noi abbiamo interpretato la richiesta di anticipazione del voto sul collegato lavoro come una lesione rispetto a quanto accade fuori che domanda risposte il Jobs act non era neanche nel calendario di novembre e la scelta di accelerare è dovuta a ragioni differenti, l'urgenza di Matteo Renzi di portare lo scalpo dell'art. 18 in qualche cancelleria europea, l'urgenza di qualcun altro che voleva costruire un miglioramento e rischia di pasticciare ulteriormente».

M5S: MATTEO PENSA ALL'ITALIA CHE ANNEGA - Cecconi, esponente del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo sostiene, invece, che pensare al Jobs act ora è un'offesa agli italiani, in quanto metà Italia oggi si trova sommersa dall'acqua, vittima delle alluvioni delle ultime settimane: le urgenze del Paese momentaneamente sono altre, secondo il M5S. Afferma Cecconi: «Abbiamo metà del Paese sott'acqua e noi stiamo qui a parlare che è urgente il jobs act, l'unica cosa urgente è un decreto urgente per l'alluvione in corso. Che modo di lavorare è questo - ha continuato Cecconi - sappiamo già che ci sarà la fiducia e vengono calpestate regolarmente le prerogative di questo Parlamento, è irricevibile una proposta di questo genere».

LEGA: IL GOVERNO SCORRETTO DI RENZI - Anche la Lega Nord attacca il Governo Renzi e il premier, che dimostra ancora una volta poca correttezza nei rapporti con le parti. A parlare è Massimiliano Fedriga, che, dalle file del Carroccio, afferma: «D'ora in poi - ha attaccato Massimiliano Fedriga della Lega - chiederemo a tutte le conferenze dei capigruppo tutto quello che è previsto dal regolamento anche per quanto riguarda tutte le prerogative dei parlamentari» poiché «non c'è più correttezza di rapporti da parte del governo».

Sostieni DiariodelWeb.it

Caro lettore, se apprezzi il nostro lavoro e se ci segui tutti i giorni, ti chiediamo un piccolo contributo per supportarci in questo momento straordinario. Grazie!

PayPal