26 novembre 2022
Aggiornato 22:30
Guerra Russia-Ucraina

Droni russi kamikaze su Kiev: cosa sono e come funzionano

Secondo le autorità di Kiev, nelle ultime settimane, Mosca ha utilizzato droni kamikaze di fabbricazione iraniana (Shahed-136) negli attacchi contro la capitale ucraina, Vinnytsia, Odesa, Zaporizhzhia e altre città del Paese.

Attacco missilistico su Kiev
Attacco missilistico su Kiev Foto: Agenzia Fotogramma

L'Ucraina ha richiesto ripetutamente ai suoi alleati la fornitura di più sistemi di difesa aerea dopo che la Russia ha intensificato l'uso di «droni kamikaze» nel suo assalto al paese. Secondo le autorità di Kiev, nelle ultime settimane, Mosca ha utilizzato droni kamikaze di fabbricazione iraniana negli attacchi contro la capitale ucraina, Vinnytsia, Odessa, Zaporizhzhia e altre città del Paese. Solo nella giornata odierna, almeno nove attacchi con droni kamikaze sono stati compiuti su Kiev: secondo le autorità locali, i droni hanno colpito degli edifici residenziali in distretti centrali della capitale.

Cosa sono i droni kamikaze

I droni kamikaze, o droni suicidi, sono un tipo di sistema d'arma aerea, acquisito da Mosca dalla Repubblica islamica d'Iran la scorsa estate. Sono conosciuti come munizioni vaganti perché sono in grado di aspettare un po' di tempo in volo su un'area identificata come potenziale bersaglio e colpire solo una volta avvistata una risorsa nemica. Sono piccoli, portatili e possono essere lanciati facilmente, ma il loro principale vantaggio è che sono difficili da rilevare e possono essere lanciati a distanza. Il nome «kamikaze» si riferisce al fatto che i droni sono sostanzialmente un'arma «usa e getta». Sono progettati per colpire dietro le linee nemiche e vengono distrutti durante l'attacco, a differenza dei droni militari più tradizionali, più grandi e più veloci che rientrano alla base dopo avere lanciato missili.

Quali droni usa la Russia in Ucraina

L'esercito ucraino e l'intelligence statunitense affermano che la Russia sta utilizzando droni d'attacco di fabbricazione iraniana. Funzionari statunitensi hanno detto alla Cnn, nello scorso mese di luglio, che l'Iran ha iniziato a proporre i droni della serie Shahed alla Russia, presso l'aeroporto di Kashan, a sud di Teheran, a giugno scorso. I droni sono in grado di trasportare missili a guida di precisione e hanno un carico utile di circa 50 chilogrammi. Ad agosto, funzionari dell'intelligence americana e occidentale hanno affermato che la Russia ha acquistato questi droni e stava addestrando le sue forze per un loro corretto utilizzo. Secondo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, la Russia ha ordinato 2.400 droni Shahed-136 dall'Iran.

I droni iraniani: gli Shahed-136

I droni Shahed-136 sono piccoli velivoli senza pilota (UAV) costruiti dall'Iran Aircraft Manufacturing Industrial Company (HESA), azienda sottoposta alle sanzioni statunitensi. Si tratta di munizioni vaganti progettate per eludere le difese aeree e colpire bersagli a terra dopo averli individuati. Attualmente sarebbero impiegati anche nello Yemen. Gli Shahed-136 hanno una caratteristica forma a delta: la fusoliera, che ospita la testata esplosiva, è direttamente integrata nelle ali, ai cui margini si trovano gli stabilizzatori. Nella parte posteriore si trova il motore convenzionale, che consente al drone di volare in circolo e lanciarsi contro il bersaglio. Le dimensioni del drone sono piuttosto ridotte: è lungo 3,5 metri e ha un'apertura alare di 2,5 metri. La velocità massima è stimata in 185 chilometri orari circa, mentre il peso si attesta sui 200 chili.

Affidabilità ed efficacia: non tutti i droni sono uguali

Alcuni droni utilizzati nel conflitto in Ucraina, solitamente lanciati in coppia, hanno ufficialmente la capacità di colpire a circa 2.000 km, anche se realisticamente si ritiene che essa sia soltanto di alcune centinaia di chilometri. Secondo taluni esperti, una parte di questi droni sarebbe probabilmente a bassa tecnologia: assemblati da componenti che possono essere acquistati facilmente online e guidati da un sistema GPS civile, la loro efficacia sarebbe legata esclusivamente al loro uso in sciami. Composti da parti di bassa qualità, la loro affidabilità sarebbe bassa. Per questo il ricorso a questi UAV (veicoli aerei senza pilota) prevede il loro utilizzo in sciame. In altre parole, da cinque e sei (o anche più) droni kamikaze vengono lanciati su un bersaglio precedentemente identificato, presumendo che solo alcuni di loro adempiranno al loro compito di centrare l'obiettivo.

I droni kamikaze che gli USA avrebbero consegnato a Kiev

Tra gli aiuti in armamenti forniti dagli Stati Uniti all'Ucraina ci sarebbero anche i sistemi missilistici tattici Switchblade, noti anch'essi come droni kamikaze. Sono piccoli e leggeri e ne esistono due versioni: lo Switchblade 300, utile contro le postazioni di soldati, e lo Switchblade 600, pensato per distruggere blindati, carri armati e altri mezzi pesanti. Prodotti da AeroVironment, azienda di Arlington specializzata in velivoli senza pilota, gli Switchblade sono stati progettati per rispondere a una specifica richiesta tattica emersa durante la guerra in Afghanistan, ovvero la necessità di difendersi dalle imboscate nemiche in situazioni in cui sarebbe stato impossibile richiedere un immediato supporto aereo. Questi sistemi missilistici tattici possono essere tenuti dentro uno zaino, hanno un peso di soli 2,5 chilogrammi, e possono essere lanciati da piattaforme terrestri, marine e aeree.

(con fonte Askanews)